Comune di Lamspringe (HI)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Lamspringe è un comune-mercato del Land della Bassa Sassonia (Niedersachsen), capoluogo della Comunità Amministrativa (Samtgemeinde) di Lamspringe, nel Distretto (Landkreis) di Hildesheim.

È documentato nell’872 come Lammespringensium, nell’873 come Lammespring, nel 1138 è scritto Lamspringensi e nel 1391 solamente Lamme. Potrebbe derivare dal germanico “Leine”, o dallo slavo “Lom” col significato di “rottura, frangivento” oppure da “Loma” (“macchia boscosa”) o dal latino “Lama” (“pozza”).

La storia del primitivo villaggio è legata alla creazione del monastero di Lamspringe che fu fondato dal sassone conte Ricdag von Immerdinger, con la moglie Imhildis, nell’847 presso la “fonte dell’Agnello” o “salto dell’Agnello” (come si traduce il toponimo), per la figlia Ricburga che ne divenne la prima badessa. Alla fondazione avrebbe partecipato più tardi anche il vescovo Altfrid di Hildesheim, nipote del fondatore che, nell’872, cedette le decime della sua mensa vescovile.

Ricdag e Imhildis si recarono in pellegrinaggio a Roma, dove papa Sergio II (844-847) avrebbe loro donato le reliquie di Sant’Adriano, che vennero poste nell’abbazia,

Intorno al monastero si sviluppò ben presto un villaggio, inizialmente abitato dai servi dell’abbazia e dai lavoratori delle varie aziende monastiche. Nel XIV secolo, divenne uno dei monasteri più ricchi della diocesi di Hildesheim, e un noto centro di produzione di birra.

Conteso tra i vescovi di Hildesheim e i duchi di Braunschweig tra il 1519 e il 1523 venne saccheggiato e incendiato. Dopodiché fece parte del dominio dei Welfischen per un secolo per passare poi all’abbazia di Hildesheim.

Durante la Guerra di Smalcalda nel 1552 venne attaccato dai mercenari del capitano di ventura Vollrad Mansfeld che depredarono il monastero e violentarono le monache.

Durante la Riforma la chiesa venne trasformata per il culto riformato nel 1568.

Anche la Guerra dei Trent’Anni colpì gravemente l’abbazia, dopo la battaglia di Lutter am Baremberge, del 1626, le truppe mercenaria saccheggiarono e incendiarono nuovamente il monastero e anche il villaggio. Alla fine tutti gi edifici furono lasciati in uno stato catastrofico fino a che il vescovo di Hildesheim vi chiamò un gruppo di monaci benedettini inglesi, espulsi dalla loro patria a causa della Riforma Anglicana. In vent’anni, essi ricostruirono gli edifici, nel 1670, ridedicando la chiesa al culto cattolico di Sant’Adriano e San Dionisio.

Soppresso nel 1803 il grande monastero venne ceduto al Dominio Reale.

Dal 1974 il territorio comprende il territorio del soppresso comune di Glashütte.

Lo stemma attuale del Comune è quello proprio del primitivo Comune di Lamspringe, adottato il 28 settembre 1938 con decreto del Presidente della Provincia di Hannover, e si blasona:

In Rot auf grünem Boden ein springendes silbernes Lamm, darüber in der linken Schildecke eine goldene Hopfenranke mit silbernem Blatt und goldenem Fruchtzapfen” che corrisponde all’italiano: “Di rosso, all’agnello d’argento balzante su terrazzo di verde, al cono di luppolo d’oro, fogliato e gambuto d’argento, nell’angolo sinistro del capo”.

Si tratta di un’arme “parlante”: deriva dal sigillo dell’abbazia benedettina di Lamspringe risalente al XVI secolo, nell’originale era un classico “agnello pasquale” passante con asta crociata (molto simile allo stemma di Bressanone).

Con la creazione del nuovo Comune Unito (Samtgemeinde) di Lamspringe venne sostituito nel 1989, con un simbolo con cinque foglie rosse poste in croce in campo oro, e simboliche delle cinque comunità riunite: Harbarnsen, Lamspringe, Neuhof, Sehlem, Irmenseul-Woltershausen e rimasto in uso fino al 31 ottobre 2016. Il colore rosso delle foglie e il colore dorato del campo indicavano: il primo l’appartenenza al principato-vescovile di Hildesheim; la forma della croce ricordava il monastero di Lamspringe che comprendeva nei suoi domini l’area della comunità di oggi che comprende: Harbarnsen (con Irmenseul), Woltershausen (con Hornsen, Graste, Netze), Sehlem (con Evensen), Neuhof (con Ammenhausen, Wöllersheim), Lamspringe (con Glashütte).

Dal 1 novembre 2016, lo stemma con l’agnello è l’unico emblema della conurbazione del nuovo comune-mercato, anche se le singole frazioni possono utilizzare il loro proprio stemma in determinate circostanze.



Nota di Massimo Ghirardi


(1): “Comune di mercato” o “Comune-mercato” (Marktgemeinde) storicamente indica quei comuni che nell’Europa medioevale avevano ottenuto dall’autorità sovrana il diritto di tenere un marcato. Si distinguevano dalle “Città-mercato” perché queste erano cinte da mura, mentre i comuni-mercato erano delimitati, al massimo, da fossati o palizzate.
Ancora oggi lo status di Marktgemeinde rimane in Germania, Austria, Repubblica Ceca (in ceco: Městys) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (dove viene anche tradotto in Borgata) a indicare quei centri abitati con posizione di preminenza sovra comunale che godono del diritto di mercato ab immemorabili, anche se tale status ha oggi un valore essenzialmente onorifico (è un Comune di Mercato San Candido/Innichen dove il mercato si tiene ormai solo in rare occasioni, mentre non ha questo titolo Dobbiaco/Toblach dove invece la cadenza è settimanale).
Profilo Araldico
“Di rosso, all’agnello d’argento balzante su terrazza di verde, al cono di luppolo d’oro, fogliato e gambuto d’argento, nell’angolo sinistro del capo”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini



Oggetti dello stemma agnello, cono di luppolo, terrazza
Attributi araldici: balzante, cantone sinistro del capo, fogliato, gambuto

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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