Comune di Isola della Scala (VR)

Informazioni

  • Codice Catastale: E349
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 11559
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

In un’ampia porzione boscosa di territorio, una “isola”, tra i corsi d’acqua del Tartaro e del Piganzo, venne fondato un centro abitato, intorno ad una dipendenza benedettina dedicata a Santo Stefano (il titolo, onorifico, di “abate” attribuito al rettore della chiesa parrocchiale è stato concesso solo nel 1672 da papa Clemente X), che avrà più tardi come suo emblema tre tife (“typha Latifolia” ad infiorescenze di canne palustri, Tiphae Angustifolia o Tifa Sala, dalle quali si ricavano fibre e materiali) emergenti dalla palude, simbolo del lavoro di bonifica intrapreso dai monaci.

Nel X secolo la località si denominava Insula Cenensis (“paludosa”) come riportato da un placito del 4 luglio 972: come Insola Azanensis, mentre durante l’epoca comunale, essendo in gran parte feudo dei conti Da Palazzo-Bonifacio di Verona, venne denominata Isola dei Conti, nel XIII secolo con la conquista degli Scaligeri assunse il toponimo di Isola della Scala, ma durante il dominio alla Serenissima Repubblica di Venezia venne (temporaneamente) mutato in Isola di San Marco.

Durante il periodo napoleonico il comune venne soppresso e aggregato a quello di Villafranca.

Lo stemma attuale del Comune, abitualmente rappresentato su uno scudo ovale entro un elaborato cartiglio riprende quello dell’antica abbazia, le tre tife, rappresentate in modo naturalistico, associate alla “scala” dello stemma dell’antica famiglia che ebbe signoria su Verona e sul suo contado (durante il dominio della Serenissima la scale venne temporaneamente eliminata dallo stemma) ed è timbrato dalla corona del rango di conte (in un bozzetto conservato presso l’archivio comunale lo scudo, sannitico, è sormontato da una corona ordinaria da Comune).

Dal XX secolo l’emblema è accompagnato dal motto latino NEC DESCENDERE, NEC MORARI (“né scendere, né fermarsi”) con il significato di “andare sempre avanti”.

È gemellato con Eubonne (Val d’Oise, Francia) e Budenheim (Renania-Palatinato, Germania) dal 1992.



Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
Partito: sulla destra (araldica) in campo di cielo, sono tre tife emergenti dalle acque, sulla sinistra una scala d’argento in campo rosso. Lo stemma è accompagnato dal motto NEC DESCENDERE NEC MORARI (“né scendere, né fermarsi”)
Stemma ridisegnato

Disegnato da: collaborazione 156004

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale
Altre Immagini




Colori dello scudo: campo di cielo, rosso
Partizioni: partito
Profilo Araldico
“Drappo partito di bianco e di rosso…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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