Comune di Invorio (NO)

Informazioni

  • Codice Catastale: E314
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 4472
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

L’attuale comune di Invorio è stato istituito nel 1928 unendo i territori dei Comuni di Invorio Inferiore, che ha mantenuto la sede del Municipio, e Invorio Superiore.

Il toponimo è probabilmente derivato dal personale gentilizio gallo-romano “Eburius” (o Evurius), dal quale il significato di “territorio di Eburio”: nel 915 documentato come Evurio, soggetto alla pieve di Gozzano, diocesi di Novara, con grande parte dipendente dall’abbazia di San Gallo.

Nel X secolo risulta già diviso nei due centri Superiore e Inferiore dipendenti dalla corte Beura e poi da quella di Massino (oggi Massino Visconti), venne ceduto a Guidone Visconti nel 1141, al quale succedettero, per nomina di Corrado II, i conti di Biandrate nel 1143, poi i conti di Pombia, i Da Castello, i Casanova e infine i Visconti che, sconfitto il Comune di Novara, succeduto ai conti di Biandrate, unificarono tutti i centri novaresi sotto il loro dominio fino  alla pace di Cateau Cambrésis del 1559, quanto subentrarono gli spagnoli.

Con il trattato di pace di Utrecht del 1713, alla fine della guerra di successione spagnola invece fu assoggettato agli austriaci con tutto il territorio del ducato milanese, fino a che Carlo Emanuele III di Savoia non ne ottenne il dominio con tutto l’Altro Novarese.

Le complesse vicende storiche del territorio hanno eco nelle figurazioni dello stemma comunale in uso: vi si riconosce l’aquila e lo scettro imperiale, la mazza e la sciabola a ricordo delle battaglie per il controllo del territorio (come quella cruenta che tra il 1356 e il 1358 che oppose i Visconti al marchese di Monferrato) e il pastorale, attributo sia dell’abate di San Gallo che del vescovo-conte di Novara, che hanno esercitato anch’essi il dominio temporale.

Si blasona: “Inquartato d’azzurro e d’oro: nel primo, all’aquila di nero, rostrata, linguata, membrata e armata d’oro; nel secondo, alla mazza d’arme d’argento, passante e alla sciabola, dell’ultimo e manicata d’oro, decussate, le punte all’insù e verso i lati dello scudo; nel terzo, alla mazza imperiale, al naturale, posta in banda; nel quarto, al pastorale d’argento, posto in sbarra, il riccio posto all’insù verso il lato sinistro dello scudo. Sul tutto, d’argento, al Biscione visconteo di verde, ondeggiante in palo, coronato all’antica d’oro, ingollante a metà un putto ignudo di carnagione, posto in fascia e in maestà, crinito di nero, con le braccia aperte (Visconti). Corona di Comune. Motto: “TOT – HEROUM – NATALE -SOLUM” (Luogo natale di molti signori).”

Il motto si riferisce alla nascita ad Invorio (ma contestata da Massino) di Ottone Visconti nel 1207, divenuto arcivescovo di Milano, e di suo fratello Matteo, e di un ramo collaterale del più noto casato di Milano, che nel 1742 otterranno il titolo di marchesi di Invorio, concesso dall’imperatrice Maria Teresa ad Alberto Visconti d’Aragona (schiatta che nel 1464 aveva il privilegio di aggiungere al proprio agnome quello della casa reale d’Aragona, in compenso dei servizi prestati da un altro Alberto Visconti a Ferdinando I d’Aragona nella guerra contro gli Angiò per il regno di Napoli).

Lo stemma Visconti, sul tutto, ricorda il casato e il loro dominio, di questo stemma esistono diversi esemplari in loco, come ad esempio sulle mura superstiti dell’antico castello1, la cui torre è considerata il simbolo del paese.



Nota di Massimo Ghirardi e Roberto Stefanazzi Bossi

1): al castello di Invorio è legata la vicenda di Margherita Visconti, la bellissima cugina di Galeazzo e Luchino Visconti, e moglie di Francesco della Pusterla. Sfuggita ad un tentativo di stupro da parte del cugino Luchino, si rivolse al marito il quale, per vendicarsi, si unì in una spedizione contro i signori di Milano. Venne però tradito e costretto a rifugiarsi ad Avignone, mentre Margherita venne murata viva nel castello di Invorio. Francesco venne convinto con l’inganno a ritornare in Lombardia nel 1341, dove venne arrestato e condannato alla decapitazione in piazza del Broletto a Milano assieme ai figli. Si vuole che lo spirito inquieto della sfortunata donna vaghi ancora oggi tra le rovine del castello. Una via del paese è dedicata a Margherita Pusterla   Bibliografia:   AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p.388.   Casalis (Goffredo). DIZIONARIO GEOGRAFICO STORICO-STATISTICO-COMMERCIALE degli Stati di S.M. il Re di Sardegna. Vol. VIII, pp. 505-506. Maspero-Cassone,Torino 1841.
Profilo Araldico
“Inquartato d’azzurro e d’oro: nel primo, all’aquila di nero, rostrata, linguata, membrata e armata d’oro; nel secondo, alla mazza d’arme d’argento, passante e alla sciabola, dell’ultimo e manicata d’oro, decussate, le punte all’insù e verso i lati dello scudo; nel terzo, alla mazza imperiale, al naturale, posta in banda; nel quarto, al pastorale d’argento, posto in sbarra, il riccio posto all’insù verso il lato sinistro dello scudo. Sul tutto, d’argento, al Biscione visconteo di verde, ondeggiante in palo, coronato all’antica d’oro, ingollante a metà un putto ignudo di carnagione, posto in fascia e in maestà, crinito di nero, con le braccia aperte (Visconti). Corona di Comune. Motto: “TOT – HEROUM – NATALE -SOLUM” (Luogo natale di molti signori).”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
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Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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