Gorla Maggiore

Informazioni

  • Codice Catastale: E101
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 5097
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Gorla Maggiore trae il proprio nome, attraverso Gorla Major (in contrapposizione ad altri “Minor”), da ghirla, che identificava vari rafforzamenti di difesa lungo delle strade. Secondo lo storico Olivieri potrebbe derivare anche della parola romana gulula (“piccola gola” o “anfratto”), o anche da gurgula (“vortice, gorgo”) in riferimento al corso tumultuoso delle acque del fiume Olona, altri ancora propongono la derivazione da “radura” o “campo dell’esercito”.

La tradizione vuole che una precedente Gorla, di epoca romana, sia stata sostituta da un’altra contrapposta di origine longobarda, che avrebbe in seguito prevalso, da cui Major. Con i longobardi, dal 569, il territorio fu soggetto al contado del Seprio, probabilmente si trattava di una arimannia (beni patrimoniali del re dati in usufrutto a gruppi guerrieri, detti fare) in cambio di un servizio di guardia. Pare proprio che anche a Gorla Maggiore si sia stanziato uno di questi gruppi, e si vorrebbe far derivare Gorla dal germanico Worila (gora) o dal diminutivo Wora (chiusa); la traccia più probante della presenza longobarda è il toponimo indicante la zona di “Canton Lombardo”, che starebbe a designare il luogo originario di insediamento delle prime tribù di quel popolo.

La tradizione locale vuole che Canton Lombardo sia sorto come postazione di difesa, attestato dalle fondamenta della medioevale torre “Colombera”, probabilmente al tempo delle invasioni degli Ungari (X secolo). Quest’ultima era usata come dimora fortificata probabilmente dalla famiglia locale di origine longobarda, che, in seguito, si denominerà da Gorla, che esercitarono forse la loro signoria in questa parte della pievania di Olgiate Olona, prima dei Bacicaza.

Con la conquista del Seprio da parte dei Visconti e la conseguente istituzione del Ducato di Milano del 1395, Gorla Maggiore ne seguì le vicende non senza contrasti.

Alla metà del 1650 secolo, il territorio di Gorla, che una sentenza aveva riconosciuto libero dalla signoria dei Visconti Borromeo, venne venduto dallo Stato di Milano alla famiglia Terzaghi, nella persona di Mons. Carlo Giovan Giacomo Terzaghi, creditore del duca.

A causa delle difficoltà finanziarie, un decreto napoleonico del 1809 soppresse il comune di Gorla Maggiore per aggregarlo inizialmente al vicino comune di Fagnano Olona,  per poi assegnarlo, nel1811, a Gorla Minore.

Gorla Maggiore, riottenne la sua autonomia nel 1816, ma l’economia locale, basata soprattutto sull’attività dei mulini cominciò a lasciare il posto ai primi insediamenti industriali della valle, che avranno il loro centro principale in Solbiate. La famiglia Ponti , intorno al 1821, acquistò beni e terreni della valle e vi impiantò opifici dediti alla filatura del cotone.

Con la costituzione del Regno d’Italia in principio Gorla Maggiore continuò ad operare come comune autonomo, ma con RD del 1870 il comune di Gorla Maggiore fu nuovamente soppresso e aggregato come frazione al vicino comune di Gorla Minore, come già in successo in precedenza all’epoca napoleonica.

Verso la fine del XIX secolo, con l’aumento generale della popolazione di Gorla Minore si ripercosse in una perdita di potere decisionale da parte del Consiglio Comunale delle frazioni e venne anche proposta una divisione patrimoniale tra il comune principale e le frazioni. Con le elezioni comunali del 1905 che videro la completa mancanza di rappresentanti degli operai e dei contadini, come già accadeva da anni, si sviluppò un movimento di protesta. Venne quindi costituita una commissione che reclamò un’effettiva separazione tra i comuni e condusse con tenacia la richiesta al governo di separazione tra i due comuni, finché non venne emanata il 16 aprile 1915 una legge che ricostituì Gorla Maggiore in comune autonomo, separato da Gorla Minore, retroattivamente dal 1º gennaio 1915.

Nel 1920 l’amministrazione comunale richiese alle autorità la possibilità di fregiarsi di uno stemma, e per la progettazione del quale fu incaricato l’Archivio Araldico Vallardi di Milano il quale fornì notizie ed indicazioni per la sua realizzazione: «…vuolsi adunque che ivi esistesse una Abbazia del Frati Carmelitani e che questi avessero come obbligo di mantenere sempre accesa una lampada, posta su di un cippo perché fosse di guida al viandante per trovare rifugio. Vuolsi che la famiglia Pusterla avesse quivi goduti dei privilegi, ma nulla indica che i tre castelli, di cui ormai non esistono che scarse vestigia colle mura, fossero trasformate in case di loro abitazione. In una di quelle case… trovasi dipinto uno stemma… Esso ha un aquila ed alcune monete d’oro… Parve quindi opportuno nella composizione dello stemma per il Comune riprodurre l’Aquila e le Monete, nonché i tre Castelli che sono un ricordo di quelli ivi esistenti… Non si è voluto dimenticare il cippo con la lampada…» (Archivio Vallardi).

L’aquila ricorda anche quella del capo della famiglia Pusterla, conti di Gorla nel 1210; le monete sono derivate dall’emblema dei Moneta, che le associano al leone, un’altra delle più importanti famiglie del territorio. I tre castelli simboleggiano gli antichi edifici un tempo presenti in paese e la costituzione stessa di Gorla Maggiore in comune (la torre isolata è, per convenzione, uno dei simboli dell’autonomia del comune, da essa deriva la corona “turrita” che cima tutti gli stemmi comunali).

Si può blasonare: “D’argento, a tre torri merlate di due alla ghibellina di rosso, murate aperte e finestrate di nero, fondate in punta; al capo partito: nel primo d’oro all’aquila di nero al volo spiegato, nel secondo d’azzurro alla lampada d’argento, accesa dalla fiammella al naturale, sormontata da cinque bisanti pure d’argento posti in arco”.

Il gonfalone è blasonato: “Drappo partito di azzurro e di rosso…”



Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 367.

Alzati (Mario). ALLA RICERCA DELLE RADICI. 2000 anni di Gorla Maggiore. Comune di Gorla Maggiore, 2009.
Profilo Araldico
“D’argento, a tre torri merlate di due alla ghibellina di rosso, murate aperte e finestrate di nero, fondate in punta; al capo partito: nel primo d’oro all’aquila di nero al volo spiegato, nel secondo d’azzurro alla lampada d’argento, accesa dalla fiammella al naturale, sormontata da cinque bisanti pure d’argento posti in arco”. (Nostro blasone)
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Colori dello scudo: argento, azzurro, oro
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma aquila, bisante, fiammella, lampada, torre, volo
Attributi araldici: acceso, aperto, finestrato, fondato in punta, merlato alla ghibellina, murato, partito, posto in arco, sormontato, spiegato
Profilo Araldico
“Drappo partito di azzurro e di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 09/01/2001

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