Comune di Fulda (FD)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Fulda è una città storica del Land dell’Assia (Hessen), capoluogo di Circondario e sede vescovile, che si fregia del titolo “Sonderstatusstadt” (Città con status Speciale).

 

L’origine del nome Fulda non è chiara; nelle fonti pervenute sono riportate le denominazionI: Uulta e Uulthahain un documento del 750 d.C., Fulda in uno del 751, Uuldaha nel 752, Fulde prima dell’anno 769 e, infine, Fuld, Fult e Fuldt nel XVI secolo. si tratta forse di un nome derivato dall’antico sassone, da folda (terra, suolo) unito al suffisso –aha (acqua). Un’altra teoria lo vuole derivare dall’indogermanico polota, riferito ad un corso d’acqua o ad una zona acquitrinosa.

 

Luogo abitato con certezza del 5000 a.C. venne evangelizzato da san Bonifacio, grande apostolo dei popoli germanici.

Un suo discepolo, San Sturmius (Sturmio), nel 747 fondò un monastero che, nel 754, accolse le spoglie di San Bonifacio e che Carlo Magno divenne “imperiale” e non soggetto al vescovo locale per privilegio di papa Zaccaria del 751.

 

Nel 791 fu iniziata la costruzione dedicata all’abate San Ratgar, che venne completata nell’819, che fu all’epoca il più grande edificio ecclesiastico al nord delle Alpi. Servi, artigiani e dipendenti del monastero costruirono le loro case intorno dando vita a una città monastica, soggetta all’autorità dell’abate.

 

Sotto l’abate Marquard I (1150-1165) la città visse un periodo di fioritura, egli fece costruire alcune fortezze e rafforzò la città con la costruzione delle mura nel 1162, costituite da dodici torri e cinque porte cittadine (la Heertor, la Peterstor, la Florentor, la Kohlhäusertor e la Frauentörlein).

 

L’imperatore Federico II conferì a gli abati del monastero al rango di “principi imperiali”. Il principe-abate Heinrich von Weilnau fece costruire tra il 1294 e il 1312 un castello fuori dal recinto del monastero nel quale risiedeva. Il castello fu fatto ricostruire nel XVII secolo dal principe-abate Johann Friedrich von Schwalbach e assunse così l’aspetto di un edificio rinascimentale.

 

Nel 1208 Fulda ottenne il titolo e i privilegi di “città” e difese i propri diritti contro gli eccessi degli abati. Quando il principe-abate Enrico VI von Hohenberg fece edificare tra il 1319 e il 1320 una seconda fortezza all’interno della città, gli abitanti del borgo si rivoltarono, con l’aiuto del conte Johann von Ziegenhain. Essendosi l’abate rifugiato presso l’imperatore, fu imposto il bando sulla città e sul conte.

 

Nel 1326 Heinrich von Hohenberg era, di fatto, il signore laico della città alla quale impose una pesante tassazione, ma in città si costituì di nuovo una forte opposizione. Quando poi, l’anno seguente, fece incarcerare alcuni ricchi borghesi e richiese per la loro liberazione una cauzione di 9500 talleri (Pfund Heller), i borghesi si ribellarono contro di lui. Si allearono ancora una volta col conte Johann von Ziegenhain e si avventarono contro la fortezza dell’abate, il monastero stesso, i centri di Frauenberg e Petersberg. Ma le milizie abbaziali repressero la rivolta, e la città ricevette una seconda sanzione imperiale.

 

L’abate-principe Baldovinus da Treviri, impose un’espiazione per la quale i cittadini avrebbero dovuto ricostruire la torre degli abati e la cinta muraria del nuovo borgo; inoltre avrebbero dovuto pagare delle significative indennità. Ma la città di Fulda ricevette anche un’assemblea consiliare e un sindaco sotto la supervisione di uno Schultheiß (in italiano: Scoltetto; corrispondente al nostro “sindaco”, ma rappresentante dell’abate).

La situazione degli abitanti della città e dei contadini che vivevano nei dintorni era, a causa degli alti tributi e delle corvée obbligatorie, molto misera. La nobiltà sfruttava la gente di campagna e costruiva edifici sempre più sontuosi. Così anche i contadini del territorio circostante si sollevarono, assieme agli abitanti della città, contro il potere autoritario della nobiltà e dell’alto clero e presero parte, nella primavera del 1525, alla Guerra dei Contadini. Durante la quale giocò un ruolo fondamentale Hans von Dipperz, che radunò attorno a sé ben 10.000 braccianti. Il langravio Filippo I d’Assia venne in aiuto alla nobiltà con un forte contingente e represse la rivolta nella cruenta battaglia che prese il nome del vicino Frauenberg.

 

Il 20 giugno 1640, durante la guerra dei trent’anni, la città subì un grave assedio, da parte dell’esercito svedese, che lasciò solo distruzione. Il principe-abate Placidus von Droste risanò durante il suo incarico (1678-1700) le finanze dell’abbazia di Fulda. Il suo successore, il principe-abate Adalbert von Schleifras, poté affidare nell’anno 1700 al celebre architetto Johann Dientzenhofer  l’incarico di edificare una nuova basilica (l’attuale cattedrale), al posto di quella basilica romanica, nonché un nuovo palazzo abbaziale in stile barocco.

 

Dal 1752 i “principi-abati” acquisirono lo status di “principi-vescovi”.

Sotto il principe-vescovo Adolf von Dalberg Fulda divenne una città universitaria, con l’istituzione dell’Università Cattolica di Fulda, attiva tra il 1734 e il 1805, con quattro facoltà: teologia, filosofia, medicina e diritto.

 

Con la secolarizzazione del 1802 si privarono i principi-vescovi del potere temporale. Il patrimonio di Fulda andò al principe Friedrich Wilhelm von Oranien-Nassau, finché Napoleone non annesse la provincia di Fulda, nel 1806, alla Francia.

 

Nel 1810 divenne parte del Granducato di Francoforte. Con il Congresso di Vienna del 1815 la provincia fu cancellata e, dopo un anno di amministrazione prussiana, fu ceduta all’elettorato d’Assia. Dopo la guerra austro-prussiana del 1866, Fulda e l’elettorato d’Assia divennero parte del regno di Prussia.

 

Il 2 novembre 1850 Fulda fu occupata dalle truppe prussiane che la abbandonarono però dopo lo scontro tra i loro avamposti e gli austriaci presso Bronnzell, il 9 novembre. La città fu occupata dunque per poco tempo dai bavaresi, per poi ritornare sotto il dominio prussiano nella guerra del 1866.

 

Durante la seconda guerra mondiale Fulda fu più volte bersaglio di attacchi aerei. Anche gli edifici storici nella città vecchia, in particolare vicino al Gemüsemarkt e al quartiere barocco, riportarono numerosi danni.

 

Fulda entrò a far parte dopo la seconda guerra mondiale della zona di occupazione americana, e appartenne poi al Bundesland dell’Assia nel territorio della Germania dell’ovest. Nel secondo dopoguerra Fulda si ritrovò in una posizione economicamente marginale, essendo non più al centro della Germania, ma ai confini orientali della nuova Repubblica Federale. Il confine con la Repubblica Democratica Tedesca era situato a soli 35 km dal centro della città. In questo modo Fulda rimase separata dai suoi territori a est fino al 1989.

 

Nonostante la sua posizione marginale Fulda divenne nel secondo dopoguerra un moderno centro industriale. Nel tra il 1971 e il 1972, dopo la riforma della suddivisione territoriale in Assia, furono accorpati al territorio di Fulda 24 comuni circostanti (Bernhards, Besges, Bronnzell, Dietershan, Edelzell, Gläserzell, Haimbach, Hamerz, Istergiesel, Johannesberg, Kämmerzell, Kohlhaus, Lehnerz, Lüdermünd, Maberzell, Malkes, Mittelrode, Niederrode, Niesig, Oberrode, Rodges, Sickels, Zell, Zirkenbach).

 

Nel 1974 la città perse lo status di città extracircondariale; ciononostante possiede dal 1980 uno status speciale, per il quale diverse competenze sono riservate al Kreis.

 

La città è gemellata con diversi altri centri:

 

dal 1960 con Como,

dal 1964 con la francese Arles,

dal 1960 con l’inglese Caerphilly,

dal 1997 con la statunitense Wilmington,

dal 1991 con la russa Serijew Possad,

dal 2001 con la ceca Litoměřice.

 

Lo stemma cittadino è stato adottato nel XIX secolo e unisce l’emblema tradizionale dell’abbazia (poi Diocesi) di Fulda, una croce nera in campo d’argento, con il simbolo dei tre santi patroni Simplizius, Faustinus e Beatrix, rappresentati dai tre gigli sul monte in campo rosso (simbolo del martirio). Lo stemma è abitualmente timbrato da una corona murale d’oro che richiama lo status di “città”.

 

Si blasona: “Ein gespaltener Schild; vorne in Silber ein schwarzes, durchgehendes Kreuz, hinten in Rot ein grüner Dreiberg, aus dem eine grüne Lilienstaude mit drei silbernen Blüten herauswächst” (Partito: nel primo d’argento alla croce di nero; nel secondo di rosso, a tre gigli d’argento, fustati e fogliati di verde, nodriti dalla vetta centrale di un monte di tre cime dello stesso, nascente dalla punta).

Per meglio distinguere la croce di Fulda da altre consimili (come, ad esempio, quella dell’Ordine Teutonico) essa è stata rappresentata anche in forma “prismatica”.

 

Il più antico sigillo della città, risalente al XIII secolo, mostra la figura di un abate in trono (San Bonifacio?)  con, ai suoi piedi, uno scudo con i tre gigli nascenti da una collina. Nello stesso periodo era in uso una bandiera che combinava i gigli e la croce, emblema proprio dell’abbazia che gli abati inquartavano nel loro stemma personale.

 

Un altro sigillo più recente mostra solo il santo, che nel XVII secolo mostra la bandiera crociata.

 

La città ha usato, precedentemente all’attuale, un emblema costituito da due scudi separati e accollati: uno con i gigli e l’altro con la croce nera.

 

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“Partito: nel primo d’argento alla croce di nero; nel secondo di rosso, a tre gigli d’argento, fustati e fogliati di verde, nodriti dalla vetta centrale di un monte di tre cime dello stesso, nascente dalla punta”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Oggetti dello stemma croce, giglio, monte, vetta
Attributi araldici: centrale, fogliato, gustato, nascente dalla punta, nodrito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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