Fidenza

Informazioni

  • Codice Catastale: B034
  • Codice Istat:
  • CAP: 43036
  • Numero abitanti: 26196
  • Nome abitanti: fidentini
  • Altitudine: 75
  • Superficie: 75
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 23.0
  • Distanza capoluogo: 23.0

Storia dello stemma e del comune

Nel luogo di VICUMVIA, centro della tribù dei Galli Anani, nel I sec. a.C. venne fondata dai Romani una città alla quale l’imperatore Ottaviano concesse la cittadinanza romana con il nome di JULIA FIDENTIA, in omaggio alla divinità gallica locale Fidio, in associazione alla “fides” (fedeltà) con Roma e come nome augurale, tipico della toponomastica Romana. Tito Livio e Velleio Patercolo la nominano nelle cronache della guerra tra Mario e Silla del I sec. a.C.

Divenne centro importante intorno alla chiesa del santo soldato romano Donnino, che secondo la leggenda venne martirizzato nel luogo nel 289 o 291 e che venne adottato come santo patrono della città, lungo la Via Francigena (“che nasce in Francia”): una delle principali strade di pellegrionaggio del Medioevo.

Nell’VIII sec. assunse il nome di BORGO SAN DONNINO, che mantenne fino al 9 giugno 1927, quando si ripristinò il nome romano in FIDENZA da parte dell’amministrazione filo-fascista perché il toèonimo ricordava l’illustra passato di città romana e “…avrebbe rappresentato un impegno preciso di futura grandezza”.

Sempre fedele all’Impero, fu rasa al suolo dai guelfi parmigiani nel 1152 e ricostruita nel 1162 da Federico di Svevia, detto Barbarossa, che la confermò in feudo ai suoi alleati: i marchesi Pallavicino.

Nel 1199 la città venne nuovamente occupata dai parmigiani e solo nel 1221 l’imperatore Federico II (figlio del Barbarossa) la liberò dagli invasori. In quell’occasione l’imperatore concesse anche le armi civiche: due mezzi scudi (non di uno scudo partito come si crede), uno d’oro con mezza aquila bicipite nera (alludente alla casa di Svevia e, per estensione, all’Impero) e l’altro di rosso con mezza croce d’argento (richiamo al vessillo imperiale).

Passata al Ducato di Parma, fu concesso dal Duca Farnese il titolo di città e lo scudo fu insignito della corona ducale di Parma. Il titolo fu confermato da papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini di Fano) il 12 febbraio 1601 nell’occasione dell’erezione della Diocesi di Borgo San Donnino e ancora il 13 dicembre 1939 all’epoca della concessione, da parte del Capo del Governo, dello stemma civico e del gonfalone; da allora la corona ducale è stata sostituita dalla corona muraria d’oro che attualmente è quella regolamentare per le città (con 8 torri 85 visibili), tipica dell’araldica civica italiana.

Lo stemma, scolpito in una targa di pietra sul medievale Palazzo Comunale, è molto antico, e unisce alla croce d’argento in campo rosso (talvolta nei documenti i colori appaiono invertiti), comune a molte città del nord Italia; assieme l’aquila imperiale sono il tradizionale simbolo del partito ghibellino. Un sigillo della Comunità del 1311 mostra solo il Santo patrono, con la legenda “Sancti Donini Burgum timeant inimici”; la figura del sigillo fu usata talora come un vero e proprio stemma: così compare ad esempio nel codice Archinto, del XVI secolo, che raccoglie gli emblemi delle città soggette al Duca di Milano.

Nel 2003, per iniziativa del Comune, è riapparso il toponimo di Borgo San Donnino sui cartelli stradali agli accessi della città, sotto quello con il nome ufficiale di FIDENZA su fondo bianco del regolamento europeo per la segnaletica.

Già intorno al 1985 le Ferrovie dello Stato furono autrici di un curioso mutamento di segnaletica: presso la stazione ferroviaria (lungo la linea Milano-Bologna) vennero installati dei cartelli indicatori con la scritta “FIDENZA per Salsomaggiore Terme”. La cosa venne interpretata come anticipatrice della soppressione del tronco ferroviario Fidenza-Salsomaggiore e provocò una vivace protesta dei cittadini e dei pendolari: pare invece che l’intenzione delle Ferrovie fosse quella di “incentivare” l’uso del treno per raggiungere le nota località termale!



Nota di Massimo Ghirardi
Si ringraziano Alessandro Neri e Tommaso Testi per la gentile collaborazione prestata



Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990).
AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.
Pastoureau (Michel), MEDIOEVO SIMBOLICO. Laterza, Bari 2005
Profilo Araldico
“Partito: nel 1° d’oro all’aquila imperiale dimezzata movente dalla partizione; nel 2° di rosso alla croce d’argento dimezzata del braccio destro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Davide Papalini

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: oro, rosso
Partizioni: partito
Oggetti dello stemma aquila imperiale, braccio
Pezze onorevoli dello scudo: croce, partizione
Attributi araldici: destro, dimezzato, movente
Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 13/12/1939

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