Comune di Fécamp (76)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Fécamp è una città storica e un importante porto peschereccio della regione dell’Alta Normandia (Haute-Normandie), nel dipartimento della Senna Marittima (Seine-Maritime), lungo il litorale dei Pays-de-Caux noto come “Côte d’Albâtre” (Costa d’Alabastro). Documentata dall’875 come Fiscannum (e poi Fiscannus nel 902) che dotti eruditi ottocenteschi vollero far derivare dalla locuzione latina “FICI CAMPUS” (“campo di fichi”), mentre probabilmente deriva dal nome del Fluvium Fiscannum col quale era designato il torrente Valmont, che bagna il territorio, dal germanico “fisk-hafn” (da “fisk”, pesce, e “hafn”, porto, col significato di “[fiume] del porto peschereccio” quello che vi venne fondato nel corso dell’XI secolo. Durante l’epoca romana venne realizzata una via che collegava l’oppidum di Fécamp ad Étretat, all’epoca il centro era un insediamento germanico nel quadro dell’organizzazione militare romana. Nel VII secolo vi venne confinato saint Léger (Lodegarius), accolto dal monastero (all’epoca femminile) che era stato eretto presso l’antica residenza del comandante (duce) romano. Nel IX secolo il cenobio venne distrutto e saccheggiato dai Vichinghi, le cronache narrano che le monache si mutilarono volontariamente il viso per tentare di sfuggire agli stupri. In seguito, dopo il 911 (Trattato di Saint-Clair-sur-Epte) tutta la regione venne assoggettata ai Nortmannicomme (normanni), vi videro la luce i duchi di Normandia, Riccardo I e Riccardo II “l’irascibile”, quest’ultimo chiamerà l’abate Guglielmo da Volpiano (962-1031) per [ri]fondarvi l’abbazia della Santissima Trinità, secondo la regola benedettina della riforma di Cluny. La cui basilica venne consacrata nel 1106 dall’arcivescovo di Rouen Guillaume Bonne-Âme . Il monastero accrebbe la propria fama durante il periodo plantageneto, grazie allo Scriptorium e alla presenza della reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù, che attirava a Fécamp numerosi pellegrini, accrescendone ricchezza e prestigio, al punto che divenne oggetto di un motteggio: : « De quelque côté que le vent vente, l’abbaye de Fécamp a rente » (Da qualunque parte il vento viene, all’abbazia di Fécamp rende). Nel 1202 il re d’Inghilterra Giovanni Plantageneto (Giovanni “Senza Terra”) concedette un’organizzazione comunale alla città e il re Filippo-Augusto la annetté al Regno di Francia, ma dovette fronteggiare le contese inglesi fino al XV secolo, quando la città venne incendiata e successivamente riannessa alla Francia nel 1449. Nel corso del XIX secolo Fécamp sostituì Saint-Mâlo e Granville nel ruolo di principale porto peschereccio, particolarmente votato nella costruzione di navigli per la pesca dei merluzzi dell’Atlantico. Lo stemma della città si blasona: “De sinople aux trois tentes d’argent ouvertes du champ, celle de la pointe plus haute, au chef cousu d’azur chargé d’un faucon essorant, tenant dans ses serres une corne d’abondance, d’où s’échappent des graines brochant sur le champ, le tout d’argent” (Di verde a tre tende d’argento aperte del campo, quella in punta più alta, al capo cucito d’azzurro caricato da un falco sorante, tenente colle zampe un corno dell’abbondanza, dal quale escono dei semi attraversanti il campo, il tutto d’argento). È spesso accollato ad un’ancora dalla quale pende un nastro con il nome “latino” del comune FICI CAMPUS. Deriva dalle antiche armi dell’abbazia di Fécamp, la quale aveva tre mitre (allusive anche alla Santissima Trinità alla quale era dedicata l’abbazia) tra rami di alloro (in origine probabilmente di fico) a richiamo della leggenda del miracoloso ritrovamento della reliquia del Sangue di Cristo entro alcune ampolle di piombo ritrovate dentro ad un tronco di fico giunto fin qui dalla Terra Santa. Le insegne religiose vennero sostituite in epoca rivoluzionaria dalle tende di accampamento, secondo una para-etimologia da Fisci Campus (‘Accampameto del Fisco’) nel quale Giulio Cesare si sarebbe fatto consegnare i tributi della regione sottomessa. Due falconi tenenti i corni dell’abbondanza erano i “sostegni” delle antiche forme dello stemma. In questa forma sono state composte da Paul Vasselin nel 1848 partendo da un bottone dell’uniforme della prima Guardia Nazionale di Fécamp. Curiosità: a Fécamp si produce il celebre liquore Bénédictine, ispirato all’Elixir de Santé che venne messo a punto all’abbazia dal monaco erborista di origine veneziana Bernardo Vincelli nel 1510, e molto apprezzato da Francesco I. La produzione cessò e la ricetta scomparve con la soppressione del monastero durante la Rivoluzione, ma nel 1863 il commerciante vinicolo Alexandre Legrand la reinventò sulla scorta di antichi documenti, a partire da un infuso di erbe e spezie (angelica, issopo, ginepro, mirra, zafferano, macis, aneto, aloe, arnica, melissa, tè, timo, coriandolo, chiodo di garofano, limone, vaniglia, arancia, miele e cannella). Sull’etichetta del liquore è ancora oggi rappresentato lo stemma con le tre mitre dell’abbazia della Trinità. Nota di Massimo Ghirardi Si ringrazia Patrick Dubuis per la gentile collaborazione Bibliografia: Joulain D., Juric D., Taconet R. BLASONS DES COMMUNES DE SEINE-MARITIME. Armorial Comunal. Le Pucheux, Fontaine-le-Bourg 2012.
Profilo Araldico
“Di verde a tre tende d’argento aperte del campo, quella in punta più alta, al capo cucito d’azzurro caricato da un falco sorante, tenente colle zampe una cornucopia, dalla quale escono dei semi attraversanti il campo, il tutto d’argento”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, verde
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma cornucopia, falco, seme, tenda
Attributi araldici: aperto, attraversante, caricato, cucito, tenente

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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