Comune di Étampes (91)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Étampes è una pittoresca città del dipartimento dell’Essonne, nella regione dell’Île-de-France nella piana della Beauce.

 

Fu una città della Corona e residenza reale fin dal Medioevo, la primitiva baronia nel 1327 fu eretta da Filippo “il Bello” a sede del feudo del conte e “Pari di Francia” di Étampes, atribuito a suo nipote, nel 1536 venne eretto in Ducato da Francesco I, che lo concesse a Jean de Brosses, sposo della sua favorita Anne de Pisseleu. Alla morte del re il feudo passò a Diane de Poitiers. Enrico IV nel 1598 lo concesse alla sua favorita, Gabrielle d’Estrées, dalla quale avrà un figlio, César de Bourbon (1594-1665), che verrà creato Duca di Vendôme e d’Étampes.

 

Lo stemma civico rappresenta, stilizzata, quella che Victor Hugo, in una lettera alla figlia Léopoldine del 22 agosto 1834, descrive come “… una grossa torre intravista a destra nel crepuscolo al di sopra dei tetti di una lunga via”; si tratta del “Donjon de la Guinette”, unica parte restante dell’antico e grandioso castello reale del XII secolo, sul quale si vede lo scudetto con le armi araldiche dei Bourbon-Vendôme, a ricordo del duca César de Bourbon  e del Generale  Louis-Joseph de Vendôme ultimo duca titolare (1654-1712), figlio di Louis II, duca di  Mercœur e di  Vendôme e di Laura Mancini. Alla sua morte il Ducato fu riunito alla Corona di Francia (1712).

 

Si blasona: « De gueules à la tour crénelée de cinq pièces d’or, mouvant de la pointe, flanquée de deux tourelles en forme de guérite du même, la tour ouverte, ajourée et maçonnée de sable, chargée d’un écusson d’azur aux trois fleurs de lys d’or et au bâton péri en bande de gueules chargé de trois lionceaux d’argent ».

In italiano:  “Di rosso, alla torre merlata di cinque pezzi d’oro, movente dalla punta, fiancheggiata da due torrette in forma di garitta dello stesso, aperta, finestrata e murata di nero, caricata dallo scudetto d’azzurro a tre gigli d’oro e al bastone1 scorciato di rosso, caricato da tre lioncelli d’argento”.

 

Abitualmente la città usa lo scudo semplice, senza ornamentazioni esterne, anche se si potrebbe fregiare della Croix de Guerre 1939-1945 concessa per gli atti di coraggio e per le sofferenza dei cittadini durante l’ultima guerra mondiale (fu bombardata nel 1940 dai tedeschi e nel 1944 dagli inglesi). La torre dello stemma è riportata, solitaria, anche nella bandiera di tessuto rosso della città.

 

Nel manoscritto di La-Planche, conservato al Musée Condé di Chantilly, si mostra una versione precedente dello stemma, attribuito ad una casata anteriore a César de Bourbon: lo scudetto al centro è inquartato: nel primo e nel quarto d’azzurro al giglio d’oro, nel secondo e nel terzo di rosso alla torre d’oro.

 

(1): Il Bastone in araldica è una banda diminuita in larghezza. Può essere, come in questo caso, scorciato, era uno dei segni che distinguevano l’arma del fratello cadetto (ultrogenito) o illegittimo da quella del primogenito legittimo.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

NB: l’illustrazione è liberamente ispirata a quella di Spedona su Wikipedia

Profilo Araldico
“Di rosso, alla torre merlata di cinque pezzi d’oro, movente dalla punta, fiancheggiata da due torrette in forma di garitta dello stesso, aperta, finestrata e murata di nero, caricata dallo scudetto d’azzurro a tre gigli d’oro e al bastone scorciato di rosso, caricato da tre lioncelli d’argento”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: rosso
Oggetti dello stemma garitta, giglio, scudetto, torre, torretta
Pezze onorevoli dello scudo: bastone
Attributi araldici: aperto, caricato, finestrato, merlato, murato, scorciato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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