Comune di Dammarie-lès-Lys (77)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Dammarie-lès-Lys è un comune del dipartimento di Senna e Marna (Seine-et-Marne), nella regione dell’Île-de-France, sulla riva destra della Senna, a sud-est della città di Melun, con la quale è praticamente contigua.

Documentato nel 1253 come Danemarie, come derivazione della dedicazione di un oratorio dedicato alla Vergine Maria, infatti il prefisso “dam-”, simile a “dom” (da “Dominum”: Signore) segna la “santità” di numerose località legate a luoghi di culto.

Il determinate toponomastico è legato all’antica abbazia cistercense di Notre Dame du Lys, della quale rimangono le suggestive rovine. Quindi il toponimo attuale significa: “[luogo dell’] oratorio della Vergine situato presso l’abbazia di Lys”.

Durante il periodo rivoluzionario venne imposto il nome di Dammarie-les-Fontaines.

Lo stemma del Comune riprende quello dell’antica abbazia, e mostra l’emblema di Francia unito a quello di Castiglia.

Si blasona: “Parti: au premier d’azur à cinq fleurs de lis ordonnées en sautoir, au deuxième de gueules à deux châteaux donjonnés de trois pièces, d’or , maçonnés et ouverts de sable placés en pal” (Partito: al primo d’azzurro a cinque gigli d’oro ordinati in croce di Sant’Andrea; al secondo di rosso a due castelli torricellati di tre pezzi d’oro, murati e aperti di nero).

Imponenti rovine testimoniano oggi il passato della «Abbaye Royale» femminile di Notre Dame du Lys, fondata dal re Luigi IX “il Santo” e dalla madre, Bianca di Castiglia nel 1244 poco lontano dal castello reale di Melun, nelle località “du Lys” (“del Giglio”: cioè appartenente alla Corona di Francia) un gruppo di monache provenienti dall’abbazia di Maubuisson, fondata dalla stessa regina Bianca poco tempo prima, ne presero possesso quattro anni dopo.

Il cuore della stessa regina Bianca di Castiglia, sepolta a Maubuisson, venne espiantato e traslato nella nuova fondazione nel 1253, con una solenne cerimonia presieduta da Renaud de Corbeil, vescovo di Parigi, al termine dei lavori di costruzione

La Guerra dei Cent’Anni non risparmiò l’abbazia di Lys: il 4 agosto 1358 una banda di soldati mercenari di Carlo “il Malvagio”, re di Navarra, saccheggiò il castello e la città di Melun. Tutti i villaggi nei territori della sponda sinistra della Senna, tra cui Dammarie-lès-Lys, furono devastati, saccheggiati e incendiati, l’abbazia venne pressoché distrutta, rimasero in piedi solo la chiesa e il dormitorio. Le opere di ricostruzione partirono subito dopo e proseguirono fino all’inizio del XVI secolo. Ancora nel XVII secolo vennero impostati importanti lavori di ristrutturazione, con l’aggiunta di decorazioni di gusto classicheggiante.

La comunità di Lys acquisì grande reputazione di pietà e austerità, ma le badesse (per la maggior parte appartenenti all’alta aristocrazia) non gestirono oculatamente le finanze, costringendo il ministro di Luigi XIV, Nicolas Colbert, a intervenire tra il 1678 e il 1698, per evitare il tracollo del monastero, del quale era badessa la sorella, madre Claire-Cécile Colbert. Presso di lei soggiornarono anche Maria Mancini, nipote del cardinale Mazzarino, e le badesse Agnès e Angélique Arnauld, sorelle del teologo giansenista Antoine Arnauld.

Durante il periodo rivoluzionario nel 1792 l’abbazia venne soppressa, nel 1794 parzialmente distrutta, gli arredi e i terreni venduti, la struttura che rimase in piedi venne trasformata in allevamento di bovini, le rovine vennero acquistate da un ricco svizzero nel 1797.

Il 30 dicembre 1930 le rovine, che comprendono parti del coro e del transetto della chiesa,  sono state dichiarate “Monumento storico”, acquistato nel 1956 dal comune di Dammarie-lès-Lys che ne ha fatto oggetto di scavi archeologici, consolidamento strutturale e messa in valore. L’ex Padiglione degli Ospiti, fatto edificare da monsignor De Luynes nel XVIII secolo e rimasto integro, è oggi la sede del Centre des Musique dedicato al celebre violinista Didider Lockwood.

Dal 1987 è gemellato con Montebelluna.



Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Partito: al primo d’azzurro a cinque gigli d’oro ordinati in croce di Sant’Andrea; al secondo di rosso a due castelli torricellati di tre pezzi d’oro, murati e aperti di nero”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: partito
Oggetti dello stemma castello, giglio, pezzo
Attributi araldici: aperto, murato, ordinato in croce di sant'Andrea, torricellato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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