Comune di Curiglia con Monteviasco (VA)

Informazioni

  • Codice Catastale: D217
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 189
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Curiglia con Monteviasco è un piccolissimo Comune della Valle Veddasca (ha poco meno di 200 abitanti residenti), presso il confine con la Svizzera, in posizione panoramica sul Lago Maggiore, è formato dall’unione dei territori di Curiglia (sede municipale) e Monteviasco, un tempo indipendenti e riuniti una prima volta nel 1809, ed è oggi un “Comune sparso” con una ventina di frazioni.

La posizione appartata non ne ha favorito lo sviluppo, ragione per la quale oggi l’ambiente è particolarmente preservato (Monteviasco è raggiungibile solo a piedi o in funivia, costruita nel 1989 per scoraggiarne lo spopolamento), al punto da ottenere l’inserimento nel novero dei “Borghi più belli d’Italia”.

Secondo la leggenda quattro soldati disertori spagnoli si rifugiarono nel luogo che diverrà Monteviasco, rapirono altrettante donne locali dell’altro versante della valle del Giona e le sedussero, i compaesani di queste ultime si organizzarono per una spedizione punitiva per liberarle. Queste però si erano così ben adattate alla loro nuova condizione che si frapposero fra i contendenti spingendoli alla pace. Fu così che fra i due villaggi si instaurarono legami di amicizia e… di parentela.

Nella parlata locale ogni abitante di Curiglia è detto “oröcc” (gufo), se di Monteviasco “bocc” (becco, caprone) e se residente nella frazione di Piero “ratt” (ratto, topo)1. Nello stemma comunale, che simboleggia le tre frazioni principali, si riconoscono i primi due animali, simbolici delle rispettive borgate di Curiglia e Monteviasco, mentre il ratto per Piero è sostituito da una più nobilitante ruota di mulino, per essere posta presso il torrente Giona, che alimentava un tempo numerosi opifici (soprattutto mulini).

L’uso di identificare con nomi di animali gli abitanti dei paesi è molto diffusa, in modo particolare nelle valli Veddasca e Dumentina, dove troviamo i “maiali” di Dumenza, gli “asini” di Biegno, i “montoni” di Armio… al di là delle implicazioni umoristiche è un vago riferimento all’uso dell’antichità, dove le singole tribù avevano un animale totemico con il quale si identificavano (e del quale prevalevano le qualità positive come l’intelligenze e il “fare squadra” dei topi, la robustezza e calma degli asini (animali che hanno avuto un ruolo importante anche nella Bibbia), l’ostinazione coraggiosa dei capri…



Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Partito semitroncato: il primo di rosso, al gufo alquanto volto verso destra, con la testa di fronte, d’oro, sostenuto dal ramoscello di verde, posto in fascia, munito all’ingiù di due foglie, dello stesso, esso gufo accompagnato in capo dalla stella di otto raggi di argento. Nel secondo, di verde, alla testa e collo del capro in profilo, d’oro; il terzo, di azzurro, alla ruota di molino, di due cerchi e di otto pale, d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo Araldico
“Drappo di bianco alla bordura di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: bordato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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