Comune di Cordovado (PN)

Informazioni

  • Codice Catastale: C993
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2759
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il pittoresco borgo di Cordovado è documentato nel 1126 in un documento che cita tale “Martinus de cort de Vat”, mentre nel 1186 è riportata come “Villam de Cordovado”. Il toponimo corrisponderebbe ad una “corte” o complesso agricolo presso il “guado” (“vadus” in latino), che in antico permetteva di attraversare un ramo del fiume Tagliamento.

Popolarmente però si ritiene che il nome debba essere interpretato come “corde vadum” che, letteralmente, significa “nel cuore del guado”, ed è questa tradizione che è all’origine della figurazione dello stemma comunale.

La località ha sempre svolto un ruolo decisivo, sia per essere un luogo di controllo della Via Augusta che conduceva da Concordia (oggi Concordia Sagittaria) verso il Norico, attraverso il guado del Tagliamento, sia anche per essere stata sede estiva dei vescovi di Concordia che governavano il territorio tramite un gastaldo, carica attribuita costantemente alla famiglia Ridolfi, con il compito di risiedere stabilmente nel paese, di custodirlo, di difenderlo, di amministrarvi la giustizia (per ciò venne concessa alla Comunità ampia autonomia, come la giurisdizione penale e lo Statuto del 1337).

Tutto il complesso venne fortificato e subì nel 1387 l’assedio delle truppe dei Carraresi di Padova e nel 1412 quello delle truppe veneziane contro gli Ungheresi che vi si erano rifugiati. Nel 1420 avvenne il passaggio alla Serenissima Repubblica di Venezia, che ne confermò al vescovo il diritto di possesso e la giurisdizione su Cordovado, che fu elevato a rango di marchesato.

Seguì poi tutte le vicende dei Comuni del Friuli fino all’unione al Regno d’Italia nel 1866.

Nonostante la concessione formale attraverso un Decreto Regio approntato il 1 febbraio 1938, dove si blasonava: “Di argento, al cuore fiammeggiante di rosso emergente da un fiume al naturale. Capo del Littorio1: di rosso (porpora) al fascio littorio d’oro circondato da due rami di quercia e d’alloro annodati da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Comune” il Consiglio Comunale con delibera del 13 aprile 2012, ha deciso di modificare parzialmente la figurazione dello stemma del Comune fino ad allora in uso e, conseguentemente, anche il gonfalone (che, attualmente, è costituito da un: “drappo bianco, bordato d’azzurro”).

Per cui il nuovo blasone potrebbe essere così composto: “D’argento, al cuore di rosso, emergente dal fiume ondoso2 d’azzurro”.

La questione dello stemma si è presentata già negli anni Venti del XX secolo, e la procedura per la concessione necessaria era stata avviata a suo tempo. Ma il decreto non era stato mai consegnato al Comune dagli organi competenti e, a seguito di una ricerca negli archivi comunali, è emerso che il Comune non possiede tale provvedimento, per motivi sconosciuti: forse per un intoppo burocratico o a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale; in ogni caso (secondo le autorità comunali) la procedura non venne portata a termine.

Così, con la deliberazione del 2012, si è ufficialmente riavviata la pratica di ottenimento del decreto del Presidente della Repubblica di concessione del “nuovo” stemma che, essenzialmente (a parte alcune scelte di stilizzazione poco “araldiche”) ha eliminato le “fiamme” del cuore, probabilmente per eliminare possibili implicazioni religiose conseguenti alla modificazione di quelle che, negli stemmi più antichi, non erano “fiamme” bensì “zampilli” d’acqua.

Il Consiglio ha ritenuto che la miglior soluzione possibile, studiate le informazioni araldiche pervenute, fosse quella del cuore emergente dai flutti. La commissione apposita, composta da alcuni Consiglieri Comunali membri della Commissione per lo Statuto Comunale, dallo storico Pier Carlo Begotti e dagli studiosi Dario Bigattin e Lucio Leandrin, ha prodotto una proposta che è stata accolta e deliberata dal Consiglio Comunale.

(1): il CAPO DEL LITTORIO è una pezza araldica ispirato dall’uso Napoleonico che fu ideato durante il Fascismo (col R.D. n. 1440 del 12 ottobre 1933) per contrassegnare tutti gli stemmi civici, e si blasona: “Di porpora al fascio littorio d’oro circondato da una corona composta di un ramo d’alloro e uno di quercia legati da un nastro con i colori nazionali”. Il fascio è un’insegna di origine etrusca costituito da un mazzo di verghe e da una scure, tenute insieme per mezzo di corregge: è il simbolo del potere coercitivo della legge, quindi dell’autorità dello Stato. Era portato da Littori, ufficiali di scorta al servizio degli alti magistrati Romani che, con il loro ufficio comminavano pene corporali e capitali. Mussolini lo rese obbligatorio ma, alla sua caduta, la norma che lo imponeva fu cancellata e la figura abrasa dagli stemmi (per effetto del D.L. del 26.10.1944).

(2): Dal punto di vista strettamente tecnico-araldico non è importante la forma delle onde che, nelle versione adottata, hanno però una forma fortemente (ma elegantemente) stilizzata.


Nota di Massimo Ghirardi e Davide Papalini

Bibliografia:
AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 267.
Profilo Araldico
“Di argento, al cuore fiammeggiante di rosso emergente da un fiume al naturale. Ornamenti esteriori da Comune”.
RD 1 febbraio 1938
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Enrico Filaferro

Stemma Ufficiale
Altre Immagini





Colori dello scudo: argento
Profilo Araldico
“Drappo di bianco alla bordura di azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in argento: “Comune di Cordovado”. Le parti in metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro, con bullette argentate, poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali, frangiati d’argento”.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Enrico Filaferro

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: bordato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su