Comune di Citerna (PG)

Informazioni

  • Codice Catastale: C742
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 3517
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Citerna è l’erede della antica Civitas Sobariae di epoca romana, ma il centro è di probabile origine etrusca. La collocazione è strategica, adatta per la costruzione di un opera di fortificazione o di controllo per le vie che vi convergono dalla Romagna, dalle Marche e dalla Toscana. Attualmente è un piccolo e pittoresco borgo che offre un’ampia visuale sull’alta valle del Tevere, cinto da mura medioevali, ma certamente di più antica origine: il bastione occidentale e il Torrione rotondo, sono una sorta di simbolo del paese, e chiudono il lato occidentale della cinta muraria.

Nel Medioevo fu soggetta ai Maltesta di Rimini, ma nel 1221, per sottrarsi alle mire dei forti comuni vicini, fece atto di sottomissione a quello di Città di Castello e ne seguì le sorti sino a quando entrò nei possedimenti dello Stato Pontificio nel 1463. Nel XVI secolo il papa concesse il feudo, come “Vicariato”, ai Vitelli, che la mantennero fino alla fine del secolo

L’origine del toponimo la si vuole riconoscere in “cisterna”, che ha originato anche il simbolo del “pozzo” dello stemma civico, in realtà è l’errata trascrizione di Citerea, appellativo di Afrodite/Venere, dal nome dell’isola di Citèra (odierna Cerigo nel mar Egeo), la prima isola nella quale la dea era approdata dopo la sua nascita dalla spuma del mare, giungendovi a nuoto. Che identifica un “monte sacro a Venere”, della quale pare essere esistito un luogo di culto pagano in antico.

Un pozzo o “cisterna”, sormontato dalla stella del mattino, che identifica proprio “Venere” attraverso la lucentezza del pianeta che compare al crepuscolo, è stato adottato come emblema. Nelle versioni antiche il pozzo è sormontato da un bilanciere a due secchi e da una o due stelle (come nella versione in mattonelle ceramicate di Deruta sulla facciata del Municipio).

La versione in uso ha perduto la stella e anche il bilanciere, ha un solo secchio, al quale fa da contrappeso un piccolo “peso”.

Nel 1221, per sottrarsi alle insidie dei comuni vicini, fece atto di sottomissione a Città di Castello e ne seguì le sorti sino a quando entrò nei possedimenti dello Stato Pontificio (1463). Agli inizi del ‘500 fu data in vicariato alla famiglia Vitelli di Città di Castello, che la tenne sino alla fine del secolo. Nel 1860 fu la prima cittadina umbra che entrò a far parte del Regno d’Italia.

Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Scudo con pozzo rosso e secchio munito di contrappeso a bilancia, sormontato da corona a torre merlata, in campo verde e azzurro”. Tratto dallo statuto.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini




Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo partito di rosso e di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: azzurro, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) di riconoscimento – 21/09/1949

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