Comune di Chartres (28)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Al centro della verde regione storica della Beauce, ancora oggi caratterizzata da un aspetto rurale e tranquillo, l’antica città di Chartres è celebre per la sua magnifica cattedrale. Oggi Prefettura del Dipartimento dell’Eure-et-Loir, nella Regione del Centro (Centre) è soprannominata la « Capitale de la lumière et du parfum ». Dal Medioevo è un importante luogo di pellegrinaggio, in particolare per il periodo della Pentecoste, quando i pellegrini percorrono lentamente il grande labirinto medioevale tracciato sul pavimento della navata della chiesa prima di accedere ai riti sacri.

Il curioso motto latino della città []« servanti civem querna corona datur » (‘a colui che salva un cittadino è data una corona di quercia’) si fa risalire all’epoca dell’antica Roma : quando una corona intrecciata di foglie di quercia era data in premio simbolico al soldato romano (‘cittadino’ nel senso di « avente cittadinanza romana ») che, sul campo di battaglia, avesse difeso la vita dei suoi concittadini, soprattutto se inabili a difendersi da sé. Ancora nel 1790, conformemente alla tradizione antica, per aver salvato un chartrain (‘cittadino di Chartres’), il muratore Halgrain e il signor Brossier vennero premiati dal sindaco Asselin con una medaglia in argento, sulla quale comparivano le armi araldiche della città, appesa ad un nastro con i colori nazionali con riportato il celebre motto.

Lo stemma della città compare solo nel XIV secolo, e mutò diverse volte (circa 6) prima di raggiungere la forma istituzionalizzata in uso oggi.

Nel 1696, Charles René d’Hozier, incaricato da Luigi XIV di redigere l’ « Armorial General du Royaume de France » assegna a Chartres uno stemma che si blasona : « tiercé en fasce d’or, d’argent, et de gueules »

In italiano: “Interzato in fascia : d’oro, d’argento e di rosso), non proprio corretto, sia dal punto di vista tecnico che storico. Dette armi vennero effettivamente registrate nel 1702 ma, di fatto, mai utilizzate”.

Durante il Primo Impero napoleonico, lo stemma di Chartes venne mutato secondo le regole dell’Araldica Imperiale, si blasonava :[] « De gueules, à trois besants d’argent, chacun chargé d’une inscription de sable frappé au droit d’un denier du Moyen Âge du type bléso-chartrain ; au comble cousu d’azur, chargé d’une gerbe d’or ; franc quartier des villes de seconde classe, qui est à dextre d’azur, chargé d’un N d’or, surmonté d’une étoile rayonnante du même, brochant au neuvième de l’Écu » (di rosso, a tre bisanti d’argento, ciascuno caricato dall’iscrizione di nero presa dal dritto di un denaro del Medioevo di tipo bléso-chartrain; al colmo cucito d’azzurro, caricato dal covone d’oro; al quartier franco delle città di seconda classe, che è d’azzurro, caricato dalla N d’oro, sormontata dalla stelle raggiante dello stesso, passante sul nono modulo dello scudo).

Lo stemma attuale, dopo l’abolizione dei simboli napoleonici, viene usualmente blasonato in modo molto semplice : « de gueules à trois besants d’argent, au chef cousu d’azur chargé de trois fleurs de lys d’or»

In italiano: “Di rosso, a tre bisanti d’argento; al capo cucito d’azzurro caricato da tre gigli d’oro”.

Il Capo “di Francia” (Moderna) ricorda l’appartenenza al Regno, Chartres infatti fu feudo reale fin dal 1234.

Per quanto riguarda i “bisanti”, con questo termine tecnico si indicano in Araldica delle “…piccole figure di forma circolare che sono sempre d’oro, d’argento o di pelliccia” (Michel Pastoureau, Traité d’Héraldique, 1993). Ciò non ostante l’autentico “bisante” (o “hyperpero”) fu l’antica moneta d’oro dell’Impero Bizantino (dal quale la denominazione), conosciuta in Francia nel XII secolo anche come “sous d’or”.

Chartres

S

olo nel 1835, non senza contestazioni, il numismatico Lelewel diede un’interpretazione plausibile delle “piccole figure di forma circolare” rappresentate entro lo scudo delle armi araldiche della città. Essi corrisponderebbero semplicemente ad una moneta nota come “di tipo chartrain” diffusa in tutta la regione della Loira, mentre gli strani “geroglifici” che vi sono impressi sarebbero il risultato di un copista maldestro che non avrebbe riconosciuto nel conio il profilo di un imperatore coronato, che potrebbe essere Luigi (noto come “Louis-le-Débonnaire”, in italiano: ‘Ludovico il Pio’) figlio di Carlo Magno, ruotate di 45°.

Nel febbraio 1950 il Segretario di Stato e Ministro della Guerra ha decretato l’attribuzione a Chartres della “Croix de Guerre” con stella d’argento per il valore dimostrato dagli abitanti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione

Profilo Araldico
“Di rosso, a tre bisanti d’argento; al capo cucito d’azzurro caricato da tre gigli d’oro”.
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma bisante, giglio
Attributi araldici: caricato, cucito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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