Comune di Cerda (PA)

Informazioni

  • Codice Catastale: C496
  • Codice Istat:
  • CAP: 90010
  • Numero abitanti: 5369
  • Nome abitanti: cerdesi
  • Altitudine: 274
  • Superficie: 274
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 54.0
  • Distanza capoluogo: 54.0

Storia dello stemma e del comune

Cerda è un comune italiano della città metropolitana di Palermo.

Il comune un tempo era conosciuto con il nome di Tavernanova.

L’origine del toponimo non è chiaro: esso potrebbe derivare dal greco “kerdos” (profitto, guadagno), ma ha anche assonanza con la voce reggina “cerda” (pausa, riposo).

Nasce dall’ex-feudo di Calcusa e Fontanamurata.

Verso il 1816, per determinare meglio le contrade si diede un’estensione ai due nomi: uno Calcusa, comprendenti i feudi di Tamburello o Ravanusa, e l’altro Fontanamurata o Fontanarossa. Il feudo di Calcusa e Fontanamurata faceva parte della Contea di Collesano.

Nel 1430, Re Alfonso V lo distaccò dalla Contea.

Il feudo passò poi a diverse famiglie: dai Centelles al Conte di Geraci, Giovanni Ventimiglia, a Luciano Ventimiglia, ad Antonio De Simone Andrea, a Luigi De Mastrantonio, nel 1478.

Il 7 dicembre 1526, Salvatore De Mastrantonio o Bardi ottenne, da Re Carlo V, la facoltà di riunire gente, tramite bando, nel feudo di Calcusa e Fontanamurata, presso il “FONDACO NUOVO” e questa potrebbe essere la data di inizio effettivo della comunità di Cerda anche se tre anni dopo il feudo non conta ancora abitanti.

Nel 1622, diventa feudataria Mastrantonio Bardi Centelles Eleonora e quattro anni dopo si riscontra un primo nucleo di case, una chiesa e dei magazzini.

Nel 1626, il feudo passa ai Bologna che , nel 1649, rivendono il feudo a Giulia Bardi Pignatelli Centelles Spatafora.

Dalla famiglia Bardi e Pignatelli il feudo passa alla famiglia Della Cerda, nel 1655, tramite vendita.

Nel 1664, è investito della Baronia di Calcusa, Giuseppe Santostefano chiamato Don Luigi Santostefano e Cerda che ottiene il titolo di marchese della Cerda che dà l’ordine di costruire 16 case e un magazzino.

Nel primo censimento di Cerda, effettuato nel 1713, si indicavano 16 abitazioni e 82 abitanti. Nel 1748, vengono rilevati 67 abitanti e, nel 1759,  72.

Nel 1807, Luigi o Alessio Santostefano e Cerda, è l’ultimo ad essere investito del titolo di Marchese. Alla sua morte, l’eredità passa al fratello Santostefano Ruffo.

Il Comune di Cerda, nel 1842, dichiarò di vantare sull’ex feudo di Fontanarossa, posseduto dal Marchese della Cerda, e su quello di Tamburello e Ramusa, posseduti dal Marchese di San Giorgio, Don Giovanni Notarbartolo, gli usi di legnare per il fuoco, di cacciare, di dissetare gli animali nei bevai e di far pascere e pernottare gli animali che si conducono ogni anno per il 16 Agosto al mercato di Cerda.

Lo stemma è stato concesso con D.P.R. del 18 aprile 2011 e si blasona: “”D’azzurro, alla quercia di verde, fustata al naturale, nodrita nella campagna di verde, addestrata e sinistrata da due lupi di rosso, passanti sulla campagna. Ornamenti esteriori da Comune”. Dal nuovo stemma sono stati espunti tutti i riferimenti ai feudatari del paese.

Il gonfalone, concesso con lo stesso decreto, è un “Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto rosso, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Lo stemma fu approvato durante la riunione di Consiglio comunale del 6 dicembre 2010 sulla base della relazione del Signor Filippo Russo, ex presidente della Commissione Comunale per la determinazione di nuovo stemma comunale del Comune di Cerda.

Dopo aver preso contatti con l’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri non si riuscì ad approvare lo stemma in uso dal Comune. La consultazione dell’Opera il Blasone in Sicilia di Vincenzo Palazzolo Gravina infatti non diede risposte utili a capire l’origine dello stemma complicao dello stemma di Cerda. Si preferì dunque adottare lo stemma approvato al tempo di Ferdinando I Re di Napoli, costituito da due lupi sotto una quercia e conservato dal Minisitro della Cancelleria di Napoli asseverato nel 1942 dal Sopraintendente Riccardo Filangieri, che, secondo l’Ufifcio Araldico sembra essere idoneo per una corretta delineazione dello stemma di Cerda in quanto riporta in parte quello dei Marchesi Granduchi Santostefano di Murata la Cerda, i quali avevano concesso l’autorizzazione all’utilizzo presso il neonato comune di Cerda fin dai primi del 1800…



Note di Carletto Genovese e Bruno Fracasso


Bibliografia

Sito comunale www.comune.cerda.pa.it consultato il 23 dicembre 2019
Liberamente tratto da “Cerda la sua storia nelle vie” di Ermelinda Imburgia Scritto per incarico ricevuto dall’associazione culturale “La nuova compagnia Citta’ di Cerda”
Profilo Araldico
“D’azzurro, alla quercia di verde, fustata al naturale, nodrita nella campagna di verde, addestrata e sinistrata da due lupi di rosso, passanti sulla campagna. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Carletto Genovese

Reperito da: Anna Bertola

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro
Oggetti dello stemma campagna, lupo, quercia
Attributi araldici: addestrata, gustato, nodrito, passante, sinistrata
Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 18/04/2011

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