Casina

Informazioni

  • Codice Catastale: B967
  • Codice Istat:
  • CAP: 42034
  • Numero abitanti: 4538
  • Nome abitanti: casinesi
  • Altitudine: 574
  • Superficie: 574
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 27.3
  • Distanza capoluogo: 27.3

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma del Comune di Casina si blasona: “D’azzurro, alla fascia d’argento, accompagnata in capo da una stella dello stesso”. Ci risulta che una prima versione, con la fascia “centrata” (cioè arcuata) è stata proposta con delibera del Consiglio Comunale n. 36 del 7 giugno 1959 (e tutt’ora in uso da parte del Comune) ma la versione formalmente concessa, con Decreto del Presidente della Repubblica del 26 luglio 1960, riporta la fascia ordinaria, cioè rettilinea (come nella nostra illustrazione). La stella a cinque punte d’argento secondo una tradizione araldica piuttosto recente è identificata con il pianeta Venere, e rappresenta l’Italia (vedi anche lo stemma nazionale italiano) e indica il sentimento patriottico degli abitanti. Abitualmente si interpreta la fascia come simbolica del corso del torrente Crostolo, che attraversa il territorio di Casina. Comunemente lo scudo è sormontato da una corona civica irregolare, ispirata a quella di Comune inferiore ai 3000 abitanti della vecchia legislazione antecedente il 1943, ma in oro (anziché in argento). Nel Medioevo il centro più rilevante fu il vicino castello di Sarzano, una delle strutture più importanti del sistema difensivo di Canossa. Citato per la prima volta in un documento del 958, nel 1116 l’imperatore Enrico V Hoenstaufen riconobbe la cappella annessa come dipendenza dal monastero benedettino di S. Apollonio di Canossa, nel XIII secolo fu feudo dei Da Fogliano ai quali Nicolò d’Este di Ferrara lo sottrasse nel 1427, lo fece fortificare, quindi lo restituì loro nel 1434, i quali lo mantennero fino al 1516 dividendo i diritti feudali equamente con i Canossa e i Visdomini. Nel 1568 il ministro ducale, conte Girolamo Graziani della Pergola, subentrò ai Fogliani; quindi, morto l’ultimo feudatario Visdomini nel 1694, il duca riunì il feudo nelle mani del marchese Paolo Carandini, genero del ministro Graziani, che ebbe titolo di Marchese di Sarzano. Nel 1796 il castello passò al Comune di Casina, il cui capoluogo sorge lungo la via del Cerreto dove anticamente era un piccolo insediamento abitativo (La Casina), fino al ritorno degli Estensi nel 1815, questi ultimi nel 1839 lo donarono alla Chiesa. Recentemente il complesso è ritornato di proprietà comunale: dell’antica fortezza rimangono un’alta torre, adibita a campanile, e il mastio merlato alla guelfa con un portale monumentale. Nel 1859 il Comune assorbì dal Comune di Ciano d’Enza (oggi Canossa) l’abitato di Pianzo in Val Tassobbio, che divenne frazione, questo fu un importante insediamento longobardo, poi fortificato dai Canossa, sorto intorno ad un’antica pieve dedicata all’Assunta. tutt’ora esistente. Nota di Massimo Ghirardi Si ringraziano Anna Longhi e Federico Mattioli per la cortese collaborazione. Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. 850 pagg. Bologna 2003. AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Il comune di Casina fa parte della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano.
Profilo Araldico
“D’azzurro, alla fascia d’argento, accompagnata in capo da una stella.” D.P.R. 25 luglio 1960
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo partito di bianco e di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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