Città di Cantù (CO)

Informazioni

  • Codice Catastale: B639
  • Codice Istat:
  • CAP: 22063
  • Numero abitanti: 39540
  • Nome abitanti: canturini
  • Altitudine: 369
  • Superficie: 369
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 11.4
  • Distanza capoluogo: 11.4

Storia dello stemma e del comune

La località si chiamava Canturio fino al XV secolo, forse dal nome della tribù celto-insubrica dei Canturigi, e il centro dominante era Galliano. Nel corso del ‘500 CANTÙ divenne centro di un vasto comprensorio. Sull’origine del toponimo è però ancora aperto il dibattito: secondo alcuni studiosi esso potrebbe derivare dalla voce “cantores” (cantori) che potrebbe essere sia il cognome di una famiglia locale o aver designato alcune proprietà dei “cantòri” di una chiesa importante; altri ancora non escludono invece, che il nome abbia origine dal latino “canthus” (estremo angolo, cantuccio di terreno). Lo stemma è stato formalmente riconosciuto con Decreto del Capo del Governo Benito Mussolini del 6 novembre 1928, ma era in uso da almeno un secolo, nel decreto si blasona: “D’argento, alla torre quadrata, al naturale, merlata di due alla guelfa, aperta del campo, murata di nero, disposta a destra dello scudo, sopra una pianura di verde e sinistrata da un mastino rampante al naturale, collarinato d’argento; capo d’oro, all’aquila dal volo spiegato, di nero”. La figura del cane “collarinato” (cioè munito di collare) è presente già nei due celebri stemmari tardo-gotici lombardi: il Trivulziano e il Cremosano. Ripropone, attraverso una composizione “parlante” la para-etimologia popolare dell’origine di CANTURIO dalla fusione delle parole “canis” e “turris”. La figura del cane evoca la “fedeltà” degli abitanti all’autorità costituita, ma anche il carattere forte e battagliero. Con Decreto del Presidente della Repubblica del 24 gennaio 1972 al Comune di Cantù è stato conferito il titolo di “città”. Nel 1979, con ulteriore decreto del Presidente della Repubblica (23 aprile), è stato concesso anche il nuovo gonfalone, di panno verde. È gemellato col comune francese di Villefranche-sur-Saône. Nota di Massimo Ghirardi e Bruno Fracasso Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italialiani. UTET, Torino 1997. Genovese C. STEMMI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO. La relazione storiografica e le rispettive regole araldiche. Como, 2007.
Profilo Araldico
“D’argento, alla torre quadrata, al naturale, merlata di due alla guelfa, aperta del campo, murata di nero, disposta a destra dello scudo, sopra una pianura di verde e sinistrata da un mastino rampante al naturale, collarinato d’argento; capo d’oro, all’aquila dal volo spiegato, di nero”. D.C.G. 6 novembre 1928
Stemma ridisegnato

Fonte: Filippo Leonardi

Disegnato da: Carletto Genovese

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini


Colori dello scudo: argento
Oggetti dello stemma mastino
Profilo Araldico
“Drappo di verde…” D.P.R. 23 aprile 1979
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 24/01/1972

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