Città di Canneto sull’Oglio (MN)

Informazioni

  • Codice Catastale: B612
  • Codice Istat:
  • CAP: 46013
  • Numero abitanti: 4555
  • Nome abitanti: cannetesi
  • Altitudine: 34
  • Superficie: 34
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 37.7
  • Distanza capoluogo: 37.7

Storia dello stemma e del comune

Il Comune di Canneto, con R.D. del 23 ottobre 1862 assume il determinante toponomastico sull’Oglio, trovandosi sulla sponda sinistra di quel fiume, che separa la provincia di Mantova a quella di Cremona.

 

Il toponimo deriva dal latino “cannetum”, luogo caratterizzato dalla presenza di canne palustri, una delle essenze tipiche delle zone umide come questa, su un basso rilevo, protetto delle acque, venne fondata la città.

 

Il castello e il borgo di Cannetum, erano esistenti nell’XI secolo, quando il vescovo-conte Landolfo di Cremona li ricevette in concessione feudale dall’imperatore, per il controllo del transito sull’Oglio e del confine tra il territorio cremonese e quello mantovano dei conti di Canossa.

 

Nel XIII secolo divenne possesso dei Casaloldi, ai quali venne sottratto dal comune di Brescia. Con la signoria dei Gonzaga su Mantova, nel 1391, Canneto e il castello entrarono a far parte dei loro possedimenti. Gianfrancesco Gonzaga rinforzò il castello e fortificò ulteriormente il borgo nel 1430, mentre il duca Federico I Gonzaga lo fece restaurare e ampliare dall’architetto militare Giovanni da Padova (La sponda opposta del fiume era soggetta al ducato di Milano, temibile e ingombrante vicino dei Gonzaga, controllato dalla Spagna).

 

Nel 1542 l’imperatore Carlo V d’Asburgo, si fermò nel castello di Canneto, con il suo generale Ferrante Gonzaga di Guastalla, il cardinale Ercole Gonzaga e Margherita Paleologa, vedova del duca Federico II Gonzaga (che in quella occasione perorò la causa di legittimazione del figlio Francesco, come erede di Mantova e del Marchesato di Monferrato, e delle sue nozze con l’arciduchessa Caterina d’Asburgo, nipote dell’imperatore).

 

Con l’espulsione dei Gonzaga e il passaggio all’impero Austriaco il castello venne atterrato nel XVIII secolo, come per la maggior parte dei fortilizi mantovani, perché non diventassero rifugio per eventuali ribellioni. Rimase in piedi solo la torre, che assunse funzione di torre civica, ospitando l’orologio pubblico.

 

Lo stemma civico era in uso da tempo e venne riconosciuto con DCG dell’8 settembre 1942, dove è blasonato: “D’azzurro, alla torre alla ghibellina, aperta e finestrata di nero, sulla campagna di verde, accompagnata da due canne fogliate di verde. Circondato da due rami di alloro e di quercia annodato da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Città”.

 

Curiosamente lo stemma è stato riconosciuto dopo il gonfalone, infatti questo è stato concesso il 21 giugno del 1942, e la “sfasatura” ha determinato delle lievi differenze formali tra l’immagine dello stemma e quella del gonfalone [ne parliamo in un articolo riportato anche in questo sito, sezione “curiosità”].

 

La torre richiama simbolicamente quella civica, ultimo elemento rimasto dell’antico castello dei Gonzaga che era diviso in diverse parti: il borgo murato, con il Palazzo Pretorio (oggi scomparso) e la Chiesa castrense di Sant’Antonio Abate; la Rocca, dove veniva alloggiata la guarnigione militare mantovana. Sulla sponda opposta del fiume Oglio si trovava il Rivellino, un avamposto che aveva il compito di osservazione, segnalazione e difesa.

 

La Torre Civica è oggi l’accesso monumentale al borgo, sulla volta di ingresso è collocata una statua dell’Assunta, probabile ex-voto dopo qualche pestilenza o calamità naturale accaduta nel XVII secolo. Accanto alla Torre sorge il Palazzo Municipale, edificato su disegno dell’architetto Giovanbattista Vergani nei primi anni del XIX secolo, con accanto l’antico Monte di Pietà, che conserva tracce di affreschi del XV secolo.

 

L’altro elemento caratterizzante lo stemma sono le due canne palustri, con tanto di pennacchio, un richiamo fonetico (“parlante”) al nome del paese.

 

Il Comune ha infine ottenuto il 28 maggio 2009, il titolo di “città”.

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“D’azzurro, alla torre alla ghibellina, aperta e finestrata di nero, sulla campagna di verde, accompagnata da due canne fogliate di verde. Circondato da due rami di alloro e di quercia annodato da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Città”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro
Oggetti dello stemma campagna, canna, torre
Attributi araldici: accompagnato, alla ghibellina, aperto, finestrato, fogliato
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 28/05/2009

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 08/09/1942

  • Regio Decreto (RD) di concessione – 21/06/1942

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