Comune di Cadorago (CO)

Informazioni

  • Codice Catastale: B346
  • Codice Istat:
  • CAP: 22071
  • Numero abitanti: 7646
  • Nome abitanti: cadoraghesi
  • Altitudine: 313
  • Superficie: 313
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 18.7
  • Distanza capoluogo: 18.7

Storia dello stemma e del comune

Cadorago è un toponimo di incerta origine: la tradizione popolare vuole che venga da Cà del Drago, nome di un’antica locanda del luogo oggi scomparsa, ma gli studi più recenti propongono una derivazione da un nome personale latino come “Caturius” o “Catorius” con il suffisso “-acus” indicante un fondo agricolo denominato Caturiacus. Altri ancora, tuttavia, sostengono che il toponimo possa derivare dal latino “cadus” (urna) nella forma diminutiva “cadulus”, nel senso geomorfico di ‘bacino’, riferendosi al fatto che il luogo è circondato da basse colline.

Il cappellano Otto di Cadorago si giustifica per non aver versato le decime a papa Bonifacio VIII in una citazione del Liber Receptionis Decime Nuper Concesse pro Negocio Regni Sicile, redatto dal 1295 al 1298 e conservato presso l’Archivio Segreto Vaticano.

Con RD del 26 aprile 1928 n. 1062 i territori dei Comuni di Bulgorello e Caslino al Piano sono stati aggregati a quello di Codorago.


Bulgorello

Tradizionalmente fondata come Bulgariburgallo, Bulgharo e Bulgarello, assieme alla vicina Bulgarograsso, da popolazioni bulgare, come dichiarato dal diacono e storico milanese Paolo Giovio nella sua Historiæ Patriæ, secondo il quale “i barbari quando fondavano villaggi, davano loro i propri nomi”.

Il centro antico si trovava più a settentrione dell’attuale, sulla via tra Vertemate e Veniano, con la sua chiesa dedicata a Sant’Eusebio e ai Santi Proto e Giacinto, della quale rimangono i resti incorporati nella Cascina Sant’Angelo.


Caslino al Piano

Caslino, che adottò il determinante toponomastico “al Piano“, forse deriva il proprio nome dal vocabolo “castellum” e fu sede di importante dipendenza dall’abbazia benedettina femminile di San Colombano, sorta presso un’ansa del Lura; mentre la parrocchia dipendeva da quella di San Siro di Lomazzo (solo nel 1920 otterrà l’indipendenza ecclesiastica da quest’ultima).


Lo stemma

Un primo stemma del Comune di Cadorago, approvato dall’Amministrazione Comunale il 21 aprile 1989, mostrava uno scudo con una chiesa nella parte superiore, un gelso e un grappolo d’uva in quella inferiore.

La chiesa richiama quella storica di San Martino, l’edificio più antico del paese, il grappolo d’uva e il gelso richiamavano le coltivazioni tipiche del recente passato del territorio, legate alla viticultura e alla bachicoltura, quest’ultima sviluppatasi nella produzione tessile locale.

Il grappolo d’uva, provvisto di tre pampini, richiamava le tre frazioni principali del territorio, con un simbolo di unità e prosperità (l’uva).

Lo stemma venne però rigettato dall’Ufficio Onorificenze e Araldica, che propose alcune modifiche, che il Comune prese in considerazione con una nuova proposta grafica del 26 settembre 1989, che sostituì il grappolo con una stella d’oro, simbolica di “azioni magnanime” che venne poi concessa formalmente con DPR del 9 febbraio 1990, dove si blasona: “Semipartito troncato, nel primo, di rosso, alla stella di otto raggi, d’oro; nel secondo, d’argento, all’albero di verde, fustato e sradicato al naturale; nel terzo, di azzurro, alla chiesa di tre navate, d’oro, con le falde del tetto, laterali, più basse, chiusa di tre, di nero, la porta centrale più grande, essa chiesa munita di rosone centrale, di nero, cimata dalla crocetta dello stesso, e fondata sulla pianura di verde”. D.P.R. 9 febbraio 1990

Contestualmente è stato concesso anche il gonfalone: “Drappo partito di bianco e di rosso”.



Nota di Bruno Fracasso, Carletto Genovese, Massimo Ghirardi


Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p. 130.
Genovese C. STEMMI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO. Como, 2007, pp.108-109.
Profilo Araldico
“Semipartito troncato, nel primo, di rosso, alla stella di otto raggi, d’oro; nel secondo, d’argento, all’albero di verde, fustato e sradicato al naturale; nel terzo, di azzurro, alla chiesa di tre navate, d’oro, con le falde del tetto, laterali, più basse, chiusa di tre, di nero, la porta centrale più grande, essa chiesa munita di rosone centrale, di nero, cimata dalla crocetta dello stesso, e fondata sulla pianura di verde”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Profilo Araldico
“DRappo partito di bianco e di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 09/02/1990
    Guarda il decreto

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