Burago di Molgora

Informazioni

  • Codice Catastale: B272
  • Codice Istat:
  • CAP: 20040
  • Numero abitanti: 4250
  • Nome abitanti: buraghesi
  • Altitudine: 182
  • Superficie: 182
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 12.6
  • Distanza capoluogo: 12.6

Storia dello stemma e del comune

La prima traccia di Burago sia ha in una pergamena dell’ottobre 1026; in questo documento il nome viene riportato nella forma Bucuriaco che sembra derivare da un personale Bucurius, riguardo il determinante Molgora esso è il nome del torrente presso cui sorge e che etimologicamente verrebbe dal gallico Morga, ossia ‘confine’; il centro fu costituito in parrocchia autonoma nel 1542, staccandosi da Vimercate (AA. VV., 2000-2005). Lo stemma coniuga due aspetti particolari: l’acuta sensibilità degli abitanti di Burago rivolta all’assistenza delle persone meno fortunate che vivono sul territorio (ciò è confermato dall’esistenza, in questa comunità, di ben cinque istituzioni benefiche) e l’attività industriale legata al lavoro degli opifici presenti nella zona. Per evidenziare il primo è stata inserita la figura del pellicano, simbolo del sacrificio altruista e perciò portatore di un significato cristologico grazie al quale è spesso ritratto nell’araldica ecclesiastica, dato che (secondo la leggenda) in caso di mancanza di cibo si ferisce il petto con il becco allo scopo di nutrire i suoi figli grazie al proprio sangue; la testa del pellicano è posta verso il margine sinistro dello scudo venendo perciò ad essere rivolta. Per quanto riguarda il secondo aspetto, sono rappresentate – collocate nel capo– tre api d’oro, simbolo araldico della laboriosità. È da osservare che il Comune fa uso di due versioni dello stemma, in una le api sono poste una accanto all’altra, in quella posizione che in araldica si dice in fascia, ossia su una linea orizzontale, perché richiamante quella pezza, mentre in un’altra esse seguono la posizione prevista dal blasone ufficiale venendo poste quella centrale più in alto rispetto alle due laterali ed essendo perciò araldicamente male ordinate. Decreto: D.P.R. 17 dicembre 1962 Blasone: D’azzurro, al pellicano al naturale, ferito e rivolto, con la sua pietà, accostato in capo da tre api d’oro, dal volo spiegato, poste 1,2.   Nota di Massimo Ghirardi e Renzo Barbattini  
Profilo Araldico
“D’azzurro, al pellicano al naturale, ferito e rivolto, con la sua pietà, accostato in capo da tre api d’oro, dal volo spiegato, poste 1, 2.” D.P.R. 17 dicembre 1962
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini

Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo partito di giallo e di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro, giallo
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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