Comune di Breil-sur-Roya (06)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Breil-sur-Roya è il toponimo francese dell’ex comune italiano di Breglio (Brelh in occitano)oggi nel dipartimento delle Alpes-Maritimes, della regione della Provence-Alpes-Côte d’Azur. Si trova al centro della valle del Roya (Roja) ed è da sempre un punto di passaggio obbligato per chi, dalla costa di Ventimiglia, risale verso l’entroterra (e viceversa) attraverso il valico del Colle di Tenda (Col de Tende).

Il toponimo deriva dal latino Broglium, da cui il nome occitano (documentato nel 1157) e quindi gli altri. Centro di antichissima origine fu per certo un insediamento celtico-ligure, della tribù degli Oratelli, come vennero chiamati dai Romani allorché vennero sottomessi nel 5 a.C.

Dopo la morte dell’imperatore Luigi « il Pio », figlio di Carlo Magno, nel 843 col trattato di Verdun il territorio dell’Impero viene suddiviso tra i suoi figli. Paesi-Bassi, Borgogna, Provenza e Italia del Nord sono assegnati a Lotario (Lothar) da cui il nome di Lotharingia, in seguito incorporata nel Sacro Romano Impero Germanico degli Ottoni.

Nel 962 è documentata l’erezione della Contea di Ventimiglia, alla quale appartiene tutta la Val Roja che l’imperatore Ottone III dona nel 996 ai conti che si diranno « di Ventimiglia ».

Nel 1258 il conte Guglielmino di Ventimiglia viene sconfitto dai Genovesi e vende le sue terre a Carlo d’Angiò, conte di Provenza (fratello di Luigi IX di Francia). Una parte del territorio però viene mantenuto da Pietro Balbo e Guglielmo Pietro (fratelli di Guglielmino, che sostenuti da Genova rifiutano l’atto di vendita) e va a formare la Contea di Tenda, della quale fa parte Breglio fino al 1283. In quell’anno Carlo d’Angiò, con il sostegno delle famiglie locali (nobilitate allo scopo) dei Rostagni e Cottalorda, riconquista tutta la valle del Roja e ricostruisce il villaggio di Breglio e il castello comitale.

A seguito della tormentata successione della regina Giovanna di Napoli, contessa di Provenza, avviene la « dedizione » della contea di Nizza alla Savoia il 28 settembre 1388, il 10 ottobre dello stesso anno anche Breglio « si dona » ad Amedeo VII, conte di Savoia.

Nel 1416 la contea di Savoia viene eretta in ducato, la capitale dello Stato è trasferita da Chambéry a Torino nel 1563.

Nel 1691 re Luigi XIV di Francia (e Navarra), annette gli stati di Savoia, sottraendoli a Vittorio Amedeo II, che si era alleato contro di lui nella Lega d’Asburgo, al fianco dell’Imperatore, nella Guerra di Successione Spagnola.

Con il trattato di Torino del 1686, il duca Vittorio-Amedeo II abbandona gli Asburgo e si allea con i Borboni di Francia, in cambio riottiene (quasi) tutto il suo Stato.

L’alleanza con la Francia causa l’occupazione da parte degli imperiali, guidati dal Principe Eugenio di Savoia-Carignano, della contea di Nizza.

Il 14 ottobre 1699 il feudo di Breglio, non avendo la comunità pagato al Patrimonio generale l’aumento delle tasse previsto, venne acquistato dal dottor Giovanni Ribotti, da cui passò poi per vendita a vari altri signori fino all’eversione della feudalità.

Nel 1713, con il trattato di Utrecht, Vittorio Amedeo II di Savoia riottiene i suoi stati e la corona regale di Sicilia (scambiata nel 1720 con quella di Sardegna). La valle del Roja è parte dello Stato Sardo.

Durante la Guerra di Successione Austriaca la valle sarà attaccata dai franco-spagnoli, essendosi il re di Sardegna schierato con gli Asburgo d’Austria. Con il trattato di Aquisgrana (Aix-la-Chapelle, per i francesi) del 1748, che mette fine alla guerra, il re di Sardegna ripristina la sua autorità sulla regione nizzarda.

Il 10 giugno 1793 le truppe rivoluzionarie entrano a Breglio, che passa quindi sotto l’autorità del Direttorio francese nel 1795, quindi del Consolato nel 1799 e infine dell’Impero napoleonico nel 1804.

Dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte, con il trattato di Parigi del 1814, il Regno di Sardegna viene restituito a Carlo Emanuele IV.

Per ottenere l’aiuto dell’imperatore Napoleone III alla causa dell’Unità d’Italia, Camillo Benso conte di Cavour, plenipotenziario del re Vittorio Emanuele II, con il trattato di Plombières del 1858 promette la contea di Nizza e la Savoia come compenso ai Francesi.

Il 24 ottobre 1860, con un referendum, i comuni di Breglio e Saorgio, nel Cantone della Media Valle Roja (con esclusione delle frazioni di Piena e Libera e della parte Alta della valle, che restano sotto il dominio sabaudo), sono uniti alla Francia con i nome di Breil e Saorge.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la popolazione di Breil e della valle, pesantemente devastata dai bombardamenti, fu evacuata a Torino dai tedeschi il 28 ottobre 1944, dove dovrà restare per un anno.

Con il trattato di Parigi del 1947, anche i villaggi di Piena (Piène) e Libera (Libre), sono ceduti alla Francia e riuniti al comune di Breil.

Lo stemma di Breil si blasona : « D’azur à la tour d’argent ouverte de gueules maçonnée de sable, surmontée d’un faucon au vol éployé aussi d’argent portant une couronne de marquis d’or »(D’azzurro, alla torre d’argento aperta di rosso, murata di nero, sormontata da un falcone al volo spiegato pure d’argento, portante una corona di marchese d’oro); la “corona da marchese” rammenta verosimilmente l’elevazione del feudo a marchesato avvenuta con Ottavio Solaro (che l’aveva acquistato dai Ribotti) il 5 marzo 1700. Una blasonatura alternativa documentata è « D’azur à la tour d’argent, ouverte de sable, soutenant une aigle couronnée du deuxième » (D’azzurro alla torre d’argento, aperta di nero, sostenente un’aquila coronata del secondo1); in questo caso lo stemma riporterebbe l’aquila in memoria dei Lascaris-Ventimiglia. In ambedue i casi la torre è quasi sicuramente presente in quanto simbolo di autonomia comunale.

Lo stemma è fiancheggiato da un serto di alloro e di quercia, fruttati, e fregiato della Croix-de-Guerre d’oro con stella.

(1): cioè d’argento.

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo
Profilo Araldico
“D’azzurro, alla torre d’argento aperta di rosso, murata di nero, sormontata da un falcone al volo spiegato pure d’argento, portante una corona di marchese d’oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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