Comune di Bovolenta (PD)

Informazioni

  • Codice Catastale: B106
  • Codice Istat:
  • CAP: 35024
  • Numero abitanti: 3384
  • Nome abitanti: bovolentani
  • Altitudine: 6
  • Superficie: 6
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 17.0
  • Distanza capoluogo: 17.0

Storia dello stemma e del comune

Stemma concesso da Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con Decreto del 12 settembre 2003 dove è descritto come segue: “Partito: il primo, d’argento, al traino di carro con assali triangolari e con quattro ruote di sei raggi, il tutto di rosso, visto in proiezione e posto in palo; il secondo, d’azzurro, al castello di rosso, munito di due torri, la torre a destra più alta, il castello merlato alla guelfa, il fastigio di nove, la torre a destra di quattro, la torre a sinistra di tre, il castello finestrato di otto di nero, tre finestre nella torre a destra, una nella torre a sinistra, quattro nel corpo del castello, il castello chiuso dello stesso, fondato sulla campagna di verde, caricata dal sentiero ondato, posto in palo, scorciato, d’oro, unito alla porta del castello; il tutto accompagnato in capo dallo scudetto ellittico, d’argento alla croce di rosso, attraversante. Ornamenti esteriori da Comune.”.

Lo stesso stemma è riportato sul gonfalone, composto da un drappo rosso e confezionato secondo le norme.

Il “carro” stilizzato di rosso con quattro ruote posto in palo (molto semplificato rispetto a quello originale), è l’emblema araldico della famiglia Da Carrara (o Carraresi o Carrari, dal nome della località presso Padova da dove provenivano) signori di Bovolenta dall’ XI secolo.

Nel secondo campo, azzurro, è simbolicamente rappresentato il castello del paese del XIII secolo costruito alla confluenza del torrente Cagnola nel Bacchiglione, abbattuto dai veneziani nel 1388 poi ricostruito da Carraresi e quindi definitivamente atterrato nel 1513.

Sul tutto, in capo, uno scudetto ovale d’argento con croce piana di rosso, ricordo del gruppo di ribelli filo-padovani che si opposero alla dominazione di Ezzelino da Romano chiamati “Crocesignati” e che distrussero il castello dello stesso tiranno nel giugno 1256.

Note di Massimo Ghirardi.

In aggiunta alle chiare note di Massimo Ghirardi, sull’interpretazione simbolica dello stemma di Bovolenta, mi premerebbe aggiungere:

Nel secondo campo, la campagna che regge il castello, è caricata di una strada blasonata oro a ricordare che tra il 1216 ed il 1224 fu aperta una importante strada che dal Prato della Valle di Padova giungeva proprio a Bovolenta.

A titolo di ulteriore notizia il Comune aveva a suo tempo proposto di aggiungere sopra il castello un’aquila, a ricordo delle imprese aviatorie del padovano Leonino da Zara che, nel settembre 1909, fece edificare in Bovolenta un’ampia aviorimessa e che, l’8 aprile 1910, decollava per compiere il primo volo su Padova. La richiesta non ebbe seguito.

In tutti gli atti del Comune, prima dell’ufficializzazione, l’emblema veniva sormontato da una corona murale d’oro a cinque torri visibili, non conforme alla vigente normativa, riservata ai Comuni che non godono del titolo di Città. Lo scudo allora in uso era inoltre privo dei consueti rami fogliati.

Presso l’Archivio Centrale dello Stato in Roma si trovano due lettere della Presidenza del Consiglio datate 12 febbraio 1953 e 7 novembre 1960, con cui vennero richieste prove e documenti circa l’antico uso dell’insegna, al fine di scegliere l’allora vigente iter procedurale del riconoscimento oppure la concessione dello stemma. La pratica non ebbe allora seguito.

Solo negli anni duemila, a cura mia personale, si provvide ad istruire la pratica di ufficializzazione, nonché la predisposizione dei bozzetti dello stemma e del gonfalone, con ornamenti esteriori regolari.

Lo stemma di Bovolenta è stato l’ultimo concesso in Italia con il nastro che unisce i rami fogliati di colore rosso. Da allora la Presidenza del Consiglio accettò solo nastri tricolori, contravvenendo ad uno secolare uso in cui i bozzetti sono sempre rappresentati con la figura di tutti i colori e metalli. Un po’ come ora che dopo oltre un secolo e mezzo dall’unificazione d’Italia, la Presidenza del Consiglio accetta solo bozzetti con la rappresentazione del sotto corona non più rossa, bensì argento per i Comuni ed oro per le Città… ubi maior.

 

Note di Giancarlo Scarpitta

Il toponimo deriva dalla voce veneta “bovolento” con il significato preciso di ‘vortice fisso dell’Adige’. Questa parola dialettale deriva da “bovolo” che, in senso figurato, significa ‘vortice’, ma originariamente vuol dire ‘chiocciola’, dal latino “bos, bovis” (bue) in quanto le cornette della chiocciola assomigliano a quelle del bue.

 

Nota di Davide Visentin

Profilo Araldico
“Partito: il primo, d’argento, al traino di carro con assali triangolari e con quattro ruote di sei raggi, il tutto di rosso, visto in proiezione e posto in palo; il secondo, d’azzurro, al castello di rosso, munito di due torri, la torre a destra più alta, il castello merlato alla guelfa, il fastigio di nove, la torre a destra di quattro, la torre a sinistra di tre, il castello finestrato di otto di nero, tre finestre nella torre a destra, una nella torre a sinistra, quattro nel corpo del castello, il castello chiuso dello stesso, fondato sulla campagna di verde, caricata dal sentiero ondato, posto in palo, scorciato, d’oro, unito alla porta del castello; il tutto accompagnato in capo dallo scudetto ellittico, d’argento alla croce di rosso, attraversante. Ornamenti esteriori da Comune.”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini



Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 12/09/2003

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