Bovalino

Informazioni

  • Codice Catastale: B098
  • Codice Istat:
  • CAP: 89034
  • Numero abitanti: 9021
  • Nome abitanti: bovalinesi
  • Altitudine: 11
  • Superficie: 11
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 85.2
  • Distanza capoluogo: 85.2

Storia dello stemma e del comune

Bovalino è un Comune sul nome del quale non ci sono certezze (come tanti altri), di probabile origine romana è stato identificato con diversi antichi centri, quali Altanum, “mansio” romana, o la più antica Uria, avamposto della colonia greca di Locri.

Alcuni propongono, non senza attendibilità, di identificarlo con Boidin, centro costiero che venne distrutto dai pirati arabi nel 986, i superstiti si sarebbero ritirati sulla collina di tufo retrostante la città, corrispondente all’attuale Bovalino Superiore, dove venne edificato il castello nel 1100, un edificio per il controllo del territorio, da parte del conte Ruggero I d’Altavilla, fratello di Roberto II il Guiscardo, duca di Calabria e di Puglia, poi ristrutturato nel XVI secolo. Il fortilizio fece di Bovalino una “motta” (borgo fortificato).

Il nome sarebbe quindi di derivazione greca, come “terra di bufali”, attraverso Bebalìnou e Bubalinus. In epoca contemporanea avverrà lo sviluppo dell’abitato a mare, Bovalino Marina, dove verrà trasferito il municipio con RD 28 giugno 1874.

Feudo dei Conclubet, signori d’Arena, di Stilo e Gerace, si sviluppò con due sobborghi: la Guarnaccia (corrispondente all’area dove sorge la Chiesa di Santa Caterina) e lo Zopardo (in prossimità della Chiesa di Santa Maria del Soccorso), entrambi abitati da pastori, contadini ed artigiani.

Durante il periodo svevo, tra il 1197 e il 1265, il feudo comprendeva anche i territori degli attuali comuni di Benestare, Cirella, San Luca e Platì e fu concesso a Fulcone Ruffo, inquieto suddito di Federico II e di Carlo d’Angiò.

Dai Ruffo passò, per via matrimoniale, ad Antonio Centelles, al quale venne tolto per aver preso parte alla “Congiura dei Baroni” contro il re Ferrante I d’Aragona e concesso a Tommaso Caracciolo, marchese di Gerace, a sua volta condannato per alto tradimento nel 1457. Gli successe Andrea De Pol (1458-1463) per poi ritornare ai Centelles, ai Pignatelli, ai Gagliardi e (1496) ai Marullo di Messina, conti di Condojanni.

Nel 1571, il conte Vincenzo Marullo partecipò alla battaglia di Lepanto con una galea, armata a proprie spese e con uomini provenienti dalla sua contea, tra i quali certamente alcuni bovalinesi. Questa avventura rovinò finanziariamente i Marullo, che nel 1584 vendettero il feudo ai Loffredo, che ottennero il titolo marchionale.

Dopodiché fu di Beatrice Orsini, che lo vendette a Sebastiano Vitale, dal quale passò ai genovesi Del Negro, nel 1650, quindi agli Spinelli e infine dei Diano, duchi di Pescara, nel 1716, che lo manterranno fino alla soppressione di feudi, nel 1806, che eresse Bovalino in comune.

Con il blasone: “Di cielo, alla catena montuosa di verde, uscente dai fianchi e fondata sulla banda abbassata e convessa, uscente dal fianco destro e desinente nell’angolo inferiore sinistro, di sabbia al naturale, essa banda parzialmente fondata sullo specchio d’acqua di azzurro, mareggiato di argento, fondato in punta e uscente dal fianco destro, il campo, la catena montuosa, la banda attraversati dal cavallo d’oro, slanciato al galoppo. Ornamenti esteriori da Comune” è stato concesso a Bovalino lo stemma con DPR del 28 novembre 2003, assieme al gonfalone: “… drappo di azzurro”.

 

La “catena montuosa” rappresentano le vicine montagne, la spiaggia e il mare richiamano il Mar Ionio e le spiagge della località, tutti richiami paesaggistici e turistici del territorio. La figura del cavallo d’oro è simbolica dello slancio e dell’autonomia del Comune.

 

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“Di cielo, alla catena montuosa di verde, uscente dai fianchi e fondata sulla banda abbassata e convessa, uscente dal fianco destro e desinente nell’angolo inferiore sinistro, di sabbia al naturale, essa banda parzialmente fondata sullo specchio d’acqua di azzurro, mareggiato di argento, fondato in punta e uscente dal fianco destro, il campo, la catena montuosa, la banda attraversati dal cavallo d’oro, slanciato al galoppo. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato

Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale
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Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

bandiera Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Delibera di Consiglio Comunale (DCC) di concessione – 10/05/2004

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 28/11/2003

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