Comune di Boulogne-sur-Gesse (31)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Boulogne-sur-Gesse (in occitano: Bolonha de Gessa) è una cittadina del dipartimento dell’Haute-Garonne)  nella regione del Midi-Pyrénées, il toponimo è stato fissato con decreto presidenziale del 18 giugno 1958 e ha adottato come determinante l’idronimo Gesse. All’origine l’insediamento fu una bastia (bastide) fondata verso il 1280 da Eustache de Beaumarchais e affidata ai monaci cistercensi dell’abbazia di Nizors nel XIII secolo, la cui cappella venne poi trasformata nella attuale chiesa di Notre Dame de l’Assomption, che mostra ancora oggi i resti dell’antica costruzione inglobati nella nuova. Pare che la scelta del nome “Boulogne” sia un riferimento diretto alla città italiana di Bologna (Bologne in francese), prestigiosa sede della più antica Università del mondo, come auspicio del successo nel suo sviluppo.

Fino alla Rivoluzione, la borgata di Boulogne è stata una delle numerose enclavi del Giudicato di Rivière-Verdun, comprendente anche le parrocchie di Saint-Pé-Delbosc (oggi nell’Haute-Garonne) e di Lalanne (attualmente nel Gers) tutte e tre della regione storica di Comminges, formalmente parte della antica provincia di Guascogna.

Lo stemma attualmente in uso da parte dei comune si blasona: “De gueules à l’aigle bicéphale d’argent, au chef cousu d’azur chargé de trois fleurs de lys d’or” (Di rosso, all’aquila bicefala d’argento, al capo cucito d’azzurro caricato da tre gigli d’oro), che riprende la figura del sigillo del 1432 (attualmente un esemplare è conservato presso l’archivio di Pau) e raffigurato anche all’interno della chiesa. Ha sostituito quello precedente, adottato durante l’Impero di Napoleone III, che mostrava una chiesa (la bastia o, meglio, la sua cappella) edificata sull’alto di un monte accompagnata in capo dalla croce di Tolosa e dalle “mandorle pelate” (otelles) dell’antica provincia di Comminges.

Charles d’Hozier, nell’Armorial Général de France redatto per Luigi XIV, gliene aveva assegnato un altro ancora: d’argento a sei tortelli di rosso ordinato 2:2:2, che non è mai appartenuto alla città.

Nota di Massimo Ghirardi e Bruno Fracasso

Bibliografia:

Nègre (Ernest). Toponymie Générale de la France. Etymologie de 3500 noms de lieux. Vol. III. Droz, Ginevra 1998. P. 1727.
Profilo Araldico
“Di rosso, all’aquila bicefala d’argento, al capo cucito d’azzurro caricato da tre gigli d’oro”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma aquila bicefala, giglio
Attributi araldici: caricato, cucito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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