Città di Borgaro Torinese (TO)

Informazioni

  • Codice Catastale: A990
  • Codice Istat:
  • CAP: 10071
  • Numero abitanti: 13502
  • Nome abitanti: borgaresi
  • Altitudine: 254
  • Superficie: 254
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 10.0
  • Distanza capoluogo: 10.0

Storia dello stemma e del comune

Il nome è variamente attestato fin dal 1072 come Burgarus, poi Burgari Taurinensis, Castrum Burgari Taurinensis, Burgati, Bolghero, Burgarum Taurinense. Anche se qualche autore l’ha collegato ad uno stanziamento di popolazione bulgare in realtà è derivato dal termine medievale burgus (da cui anche “borgo”) con il significato di “località fortificata” o, più esattamente, una struttura che in Piemonte sia ascrivibile all’età barbarica, poi trasformata in “fortino avanzato” col ruolo di vedetta (Burgus Speculatorum) sulla sponda sinistra della Stura di Lanzo.[i]

Cenni di storia

I primi stanziamenti nel territorio di Borgaro risalgono all’epoca romana, come provano vari ritrovamenti archeologici in loco e la centuriazione di cui è stato oggetto il suo territorio in epoca tardo-imperiale, ma l’esistenza di un vero e proprio abitato è documentata dall’epoca medioevale. Intorno all’anno 1000 i benedettini avevano in Borgaro due monasteri, nel 1006 il vescovo di Torino cede le sue terre a Gisalberto signore di Bagnolo, ed è sempre il presule torinese il 1º maggio 1046 acquisisce dall’Imperatore il diritto sulle decime locali.[ii] Nel 1160 la cittadina risulta dipendente dalla famiglia Marchisio e nel 1318 viene stabilita una convenzione tra i feudatari e il Comune di Borgaro, nel 1395 si ha la concessione alla Comunità da parte del duca Amedeo VII di un nuovo Statuto il quale prescrive che a capo del Comune vi siano un podestà affiancato dal “Consiglio di Credenza”.

Tra fine Seicento e inizio Settecento vengono stanziate a Borgaro diverse truppe straniere: Austriaci nel 1690 e Tedeschi nel 1708 cosa che causa non pochi danni,[iii] in conseguenza dell’impoverimento generato da questi “alloggiamenti”, il diritto di nomina dei sindaci viene venduto dalla Comunità al marchese di Caraglio nel 1705 e ricomprato nel 1732.

La famiglia Birago dal 1671 ne diviene feudataria ma i diritti feudali dei Birago, e anche della famiglia Faletti, poiché pervenuti per via femminile, furono ritenuti nulli nel 1729 dal Procuratore Generale di Sua Maestà e quindi ripresi dal Regio Demanio; nel 1733 re Carlo Emanuele li rivende per 15.000 lire alla famiglia Birago unitamente al titolo comitale; primo conte è Augusto Renato Birago che possiede quindi vari diritti.[iv] Nel 1731 vi viene aggregato il territorio di Altessano Inferiore, fino a quel momento parte di Collegno, feudalmente appartenente ai marchesi Faletti di Barolo.

Successivamente alla creazione della Direzione economica per le strade pubbliche vengono eseguiti miglioramenti e rettifiche alle due strade che attraversano il territorio comunale e che in seguito diverranno le strade provinciali.[v]

La popolazione nel 1750 è all’incirca di 600 abitanti e di 900 nel 1822.[vi] Il 28 dicembre 1847 il territorio di Altessano viene in parte scorporato per essere unito a Venaria, a Borgaro però rimane tutta la sponda sinistra della Stura (circa 200 ettari)[vii]; nel 1911 viene costruito il nuovo municipio, l’edificio, in seguito ristrutturato, è quello tuttora in uso[viii] . Nel 1871 il Comune decide di dotarsi di una stazione sulla ferrovia Torino-Ciriè.[ix]

Dagli anni ’50 del XX secolo ha inizio l’immigrazione che trasforma inizialmente Borgaro da paesino agricolo a periferia dormitorio di Torino e, dagli anni ’80, in una cittadina moderna di circa 13.000 abitanti in grado di offrire una qualità di servizi invidiabile e a riqualificare il proprio territorio; grazie a ciò Borgaro è stata insignita del titolo di Città con D.P.R. del 1º agosto 2003.

Stemma

Come sembra provare una cartolina che ritrae l’ingresso del Municipio – costruito nel 1911 – e sul quale compare lo stemma di Stato nella versione in uso dal 1927 al ’29, il Comune di Borgaro non usava fino agli inizi degli anni ’30 del XX secolo un proprio stemma;[x] fu sicuramente in questo periodo, anche per le sollecitazioni che i Comuni ricevano in merito dal Governo centrale, che fu ideato lo stemma che è, con qualche piccolo modifica, ancora adesso in uso. Le prime prove documentarie risalgono all’intestazione degli atti ufficiali che dal 1933 riportano un emblema blasonabile, grazie alla presenza di tratteggi araldici, come:  d’argento a tre fasce doppiomerlate di porpora, intercalate da due file, ognuna di quattro gruppi di tre punte di lancia di nero, le punte convergenti verso la sinistra in basso; Capo del Littorio. La presenza del Capo del littorio, previsto dal R.D. del 12 ottobre 1933, ci porta a datare lo stemma in questione a non prima della fine del ’33, l’arma civica si configura in ogni caso chiaramente quale brisura di quella della famiglia Birago: D’argento, a tre fasce di rosso doppiomerlate, ciascuna carica di cinque trifogli d’oro.

Per motivi sconosciuti negli anni ’30 non si dà però avvio all’iter burocratico per dotare il segno della formale concessione attraverso Regio Decreto. La pratica sarà ripresa nel dopoguerra e precisamente nel 1953 su sollecitazione dello “Studio Araldico” di Genova del conte Adriano Guelfi Camajani il quale con lettera del 19 ottobre comunica al Sindaco come: « […] negli inserti Araldico-Comunali di questo Archivio siano conservati alcuni atti e le domande intestate alle LL. EE. i Presidenti della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, richiedenti la concessione Ministeriale dell’arma civica e del Gonfalone Municipale in favore di codesto Comune […] emergerebbe la opportunità di fruire dei documenti citati che unitamente agli altri da stendere, costituirebbero gli elaborati della pratica Araldico-Comunale che in via di favore verrebbe segnata L. 4800, da corrispondersi, – anziché anticipatamente per sopperire agli esborsi sostenuti e da sostenere, – al loro ricevimento, più le postali», il Sindaco rispondeva il 25 novembre seguente che « […] di buon grado intenderebbe iniziare la pratica per il Decreto di Concessione dello stemma Comunale, sempre che le spese complessive sia contenute nei limiti da voi indicati e cioè L.4.800=+L.11 per tasse»[xi].

Dopo i prescritti scambi burocratici con l’Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio e aver effettuato una ricerca presso l’Archivio di Stato di Torino, eseguita a fine 1954, e da cui non emergono precedenti segni identificativi del Comune, l’Ufficio Araldico il 15 febbraio 1955 comunica che: «Esaminata la documentata istanza prodotta per ottenere il provvedimento in oggetto, si ha il pregio di comunicare che quest’Ufficio non avrebbe nulla in contrario di proporre la concessione dello stemma richiesto […] Prima però […] si gradirà conoscere cosa vogliano simboleggiare i gruppi di punte di lancia, atteso che di esse non se ne dà alcuna spiegazione nel cenno corografico allegato alla domanda», due giorni dopo il Sindaco chiedeva delucidazioni in merito allo Studio Araldico che il successivo 2 marzo dichiarava: «Non c’è possibile spiegare cosa indichino le punte di lancia che figurano in codesta Arma Civica, essendo Stemma già usato. […] Simbolicamente le punte di lancia, meglio dette ferro di lancia, rappresentano nobiltà acquistata con le armi […] » spiegazione inoltrata il giorno successivo dal Sindaco Edoardo Defassi a Roma:

« […] si precisa che questo Comune non è in grado di dare alcuna spiegazione su quanto vogliano simboleggiare i gruppi di punte di lancia.

Da parecchi anni tale stemma è in uso in questo Comune, pur non potendosi provare l’uso ultra centenario; da ricerche effettuate non si è potuto neppure rintracciare un precedente diploma originario di concessione.

Informazioni assunte in merito ci precisano che le punte di lancia, meglio dette ferro di lancia, simbolicamente rappresentano nobiltà acquistata con le armi; ci affidiamo quindi alle competenza dell’Ufficio Araldico, confidando nel sollecito rilascio del diploma».

È stato comunque ipotizzato che le punte di lancia siano una grossolana “trasformazione” degli originali trifogli dello stemma Birago.[xii]

Lo stemma viene infine concesso con D.P.R. del 20 settembre 1955, firmato Gronchi e controfirmato Segni, e si blasona ufficialmente come: D’argento a tre fasce doppiomerlate di rosso, intercalate da due file, ognuna di quattro gruppi di tre punte di lancia di nero; le punte convergenti verso la destra in basso. Ornamenti esteriori da Comune. Il bozzetto, sia quello ufficiale che quello con corona da Città in uso dal 2003, differisce dalla descrizione ufficiale in quanto le fasce si presentano scorciate, particolare assente nella versione del 1933 ma che è presente nella carta intestata e nei timbri in uso negli anni ’50 che probabilmente servirono da “modello” per il disegno ufficiale.

Gonfalone

Con il decreto del 1955 è stato concesso anche il gonfalone civico che consiste in un: Drappo partito di rosso e di bianco, riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma sopradescritto con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Borgaro Torinese. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo alternati con bullette argentate posta a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento. L’acquisto del gonfalone è stato approvato all’unanimità con delibera consiliare dell’11 novembre 1956; per la sua confezione sono state interpellate la Ditta Battistoni-Boggio Maria, la Fabbrica Torinese Bandiere e lo Studio Araldico di Genova; incaricata, per uno costo totale di lire 54.000, sarà la seconda impegnata a confezionare un « […] Gonfalone Comunale delle dimensioni di cm.90×120 in seta pura con ricami in oro ed a mano dello stemma, leggenda ed ornati agli angoli, frangia in oro fino e retro in seta pura tricolore. L’asta sarà di legno divisa in tre pezzi, foderata di velluto e con borchie a spirale, lancia, cordoniera con fiocchi in oro, sarà pure provvisto il nastro nero per lutto e la valigia custodia in fiorone».[xiii]

Bandiera

Attualmente il Comune di Borgaro non fa uso di uno propria bandiera per quanto lo stemma, composto da soli elementi geometrici, si presterebbe ottimamente ad essere trasformato in un bel vessillo.


Nota di Giovanni Giovinazzo


Bibliografia:

Borgaro. Origini e storia del suo territorio, a cura di Giancarlo Colombatto, Comune di Borgaro Torinese, Borgaro Torinese, 2004.

La comunità di Borgaro e gli statuti del 1395, a cura di Daniela Bacino, Comune di Borgaro – Assessorato alla Cultura, Arignano, 1995.


Note:

[i] AA.VV., Dizionario di Toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, UTET, Torino 1997, p.101-102.

[ii] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 45.

[iii] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 128.

[iv] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 129.

[v] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 132.

[vi] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 133.

[vii] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 169.

[viii] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 170.

[ix] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., pp. 173-4.

[x] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 170.

[xi] Archivio Comunale di Borgaro T. (d’ora in avanti ACB), fascicolo Stemma Comune di Borgaro.

[xii] Borgaro. Origini e storia…, op. cit., p. 10.

[xiii] ACB, fascicolo Stemma Comune di Borgaro, lettera del Sindaco alla Fabbrica Torinese Bandiere del 4/12/1958.

Profilo Araldico
“D’argento a tre fasce doppiomerlate di rosso, intercalate da due file, ognuna di quattro gruppi di tre punte di lancia di nero; le punte convergenti verso la destra in basso. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento
Oggetti dello stemma punta di lancia
Pezze onorevoli dello scudo: fascia
Attributi araldici: doppiomerlato, intercalato
Profilo Araldico
“Drappo partito di rosso e di bianco, riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma sopradescritto con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Borgaro Torinese. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo alternati con bullette argentate posta a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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