Comune di Bibbiena (AR)

Informazioni

  • Codice Catastale: A851
  • Codice Istat:
  • CAP: 52011
  • Numero abitanti: 12731
  • Nome abitanti: bibbienesi
  • Altitudine: 425
  • Superficie: 425
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 31.6
  • Distanza capoluogo: 31.6

Storia dello stemma e del comune

Non è chiara l’origine del toponimo che, però, tutti ritengono connesso alla sua origine etrusca (analogamente ad un’altra Bibbiena che si trova nei pressi di Staggiano) verosimilmente da una forma “Viblena” che si confronta con i personali etrusco “Viplnei” e latino “Viblenus”.
È storicamente considerato il centro principale del Casentino, compare in documenti del 979 come BEBLENA e poi nel 1008 come BIBLENA, possedimento dei vescovi-conti di Arezzo.
Quasi certamente di origine etrusca, Bibbiena apparteneva sin dal X secolo ai vescovi di Arezzo. Nel 1289, dopo la battaglia di Campaldino, fu conquistata e devastata dai fiorentini; ritornata quindi in possesso, nel XIV secolo, del vescovo di Arezzo Guido Tarlati, dopo la sua morte passò al fratello Pier Saccone il quale, cedendo Arezzo ai fiorentini nel 1336, ottenne di mantenere il dominio di Bibbiena.
Centro di azioni ostili a Firenze, fu assediata e definitivamente conquistata dai fiorentini nel 1360 che ne fecero sede di podesteria (come podestà vi andò anche a risiedere il celebre novelliere fiorentino Franco Sacchetti nel 1377).
Nel 1440 fu occupata dai mercenari di Niccolò Piccinino al servizio di Filippo Maria Visconti, duca di Milano e nel 1498, divenuta quartier generale di Piero e Giuliano dei Medici, cacciati da Firenze, fu nuovamente assediata e devastata dai fiorentini che undici anni più tardi, nel 1509, ne smantellarono le mura e le torri.
Al ritorno della dinastia medicea Bibbiena poté comunque giovarsi di molti privilegi concessi da papa Leone X.
Bibbiena ha dato anche i natali al cardinale Bernardo Dovizi, diplomatico alla corte pontificia di Leone X, protettore dei più celebri ingegni del suo tempo (tra questi Raffaello) e autore, tra l’altro, della boccaccesca commedia “la Calandria”.
Dal 1360 Bibbiena divenne dominio fiorentino, ragione per la quale sullo stemma civico (successivo e risalente a non prima del XVI secolo) il leone d’argento, allusione al popolare “Marzocco” reggi-stemma di Firenze, tiene la bandiera del Popolo di quella città.
Nella ricognizione di Passerini, citata da Pagnini nel suo repertorio, la bandiera risulta caricata del giglio di Firenze, come negli antichi sigilli della Comunità, e non della croce rossa del Popolo come attualmente formalizzato con Decreto di riconoscimento del Capo del Governo del 20 giugno 1930.
Attualmente la circoscrizione amministrativa comprende anche il territorio del “comunello” di PARTINA che aveva un suo stemma: una torre, popolarissimo simbolo di autonomia e difesa delle proprie prerogative, diffusissimo in araldica (non solo civica). Durante la seconda guerra mondiale questa località subì terribili rappresaglie: venne invasa dai nazisti nell’aprile del 1944 e numerosi abitanti vennero massacrati.
Il comune di Bibbiena fa parte della Comunità Montana del Casentino.

Note di Massimo Ghirardi e Davide Vicentini

Bibliografia:
AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990).
Pagnini (Gian Piero) a cura di, GLI STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa, Giunta Regionale Toscana, 1991.

Profilo Araldico
“Di rosso, al leone d’argento lampassato del campo, rampante sull’asta di una bandiera bifida d’argento, crociata di rosso.”
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Colori dello scudo: rosso
Oggetti dello stemma bandiera, leone
Profilo Araldico
“Drappo di colore rosso, ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento: Comune di Bibbiena”.
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 02/03/1984

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 20/06/1930

2 commenti su “Bibbiena”

Torna su