Comune di Besenzone (PC)

Informazioni

  • Codice Catastale: A823
  • Codice Istat:
  • CAP: 29010
  • Numero abitanti: 989
  • Nome abitanti: besenzonesi
  • Altitudine: 24
  • Superficie: 24
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 31.7
  • Distanza capoluogo: 31.7

Storia dello stemma e del comune

Una leggenda locale sostiene che Besenzone fosse figlio del re pre-romano Mesenzio di Toscana, e avrebbe fatto costruire in questa zona un castello al quale avrebbe dato il proprio nome. Besenzone condivide con la città francese di Besançon l’etimologia del nome: dal personale latino Vesentio, da cui Vesentionis, denominazione di un fondo agricolo di un oscuro personaggio tardo imperiale. I primi documenti parlano di questa terra in occasione dei lavori di bonifica intrapresi dai monaci della vicina abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba Nella seconda metà del XII secolo il territorio è infeudato dall’imperatore Federico “Barbarossa” al marchese Oberto Pallavicino, resterà legato al Principato di questa dinastia (che governerà da Cortemaggiore) fino al XVI secolo, quando passerà al Ducato di Parma. Nel 1814 la località di Bersano viene unita a Besenzone. Il Comune di Besenzone ha adottato, come emblema, la figura allegorica della “Fenice” animale mitico simile all’aquila, dalla quale si contraddistingue solitamente per una sorta di “cresta” o pennacchio detto egretta, e che si diceva proveniente dall’Arabia Felice (Yemen) con la proprietà di rinascere dalle proprie ceneri. Quando sentiva prossima le fine costruiva un nido di fronde odorose e si lasciava incendiare dal sole, da questa combustione si formava un uovo dal quale nasceva un’altra fenice che aveva per primo dovere quello di portare le ceneri della genitrice presso il tempio del sole di Heliopolis in Egitto. Si rappresenta sempre di profilo e con il rogo di fiamme (dette immortalità). Per questo si comprende come questo animale fantastico sia simbolo della rinascita e dell’immortalità. Lo stemma è stato concesso formalmente con Decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 1994, dove si blasona: “Troncato: nel primo, di rosso, alla fenice sulla sua immortalità, di oro, le fiamme uscenti dalla linea di partizione; nel secondo di nero pieno”. Localmente, sul frontone del palazzo municipale, lo stemma è raffigurato leggermente diverso: con lo scudo “semi-partito troncato” cioè: con la parte superiore partita con un campo rosso e uno azzurro, la parte inferiore nera, come nel decreto. Nota di Alessandro Savorelli e Massimo Ghirardi Si ringraziano Alessandro Neri e Stefano Sampaolo per la preziosa collaborazione Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.
Profilo Araldico
“Troncato: nel 1°, di rosso, alla fenice sulla sua immortalità, di oro, le fiamme uscenti dalla linea di partizione; nel 2° di nero pieno”. D.P.R. 13 gennaio 1994
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: nero, rosso
Partizioni: troncato
Profilo Araldico
“Drappo troncato di giallo e di rosso…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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