Comune di Bertiolo (UD)

Informazioni

  • Codice Catastale: A810
  • Codice Istat:
  • CAP: 33032
  • Numero abitanti: 2578
  • Nome abitanti: bertiolesi
  • Altitudine: 33
  • Superficie: 33
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 23.2
  • Distanza capoluogo: 23.2

Storia dello stemma e del comune

Bertiolo, in friulano Bertiûl, è un Comune in provincia di Udine. Il suo nome è un antropotoponimo, cioè un appellativo indicante un luogo (toponimo, dal greco tópos, luogo, e ónoma, nome) che è derivato da un nome di persona (ánthropos, uomo), in questo caso Bertolus, a sua volta forma diminutiva dal germanico Berto [FRAU 1978, p. 34]. La tradizione popolare vuole però che un certo Berto abitasse in una località palustre detta Olis. Da qui Bertòlis – Bertòlo, poi divenuto Bertiolo [COMUNI, p. 897]. La prima attestazione del toponimo risale all’anno 1275: in villa de Bratiulo duos mansos, presente nel Thesaurus Ecclesiae Aquileiensis [DTFT, p. 120]; un’altra, di poco successiva, è del 1277: de manso in Berthiolo sive Bertegul, citazione ricavata dai documenti del notaio Ailino, presente nella collezione Joppi [DI PRAMPERO, p. 20] Il regio decreto di concessione dello stemma risale al 7 maggio 1942 e porta: ”Inquartato al 1° e al 4° d’argento al grappolo d’uva fogliato di due, al naturale; al 2° e 3° di nero pieno. Capo del Littorio: di rosso (porpora) al fascio littorio d’oro circondato da due rami di quercia e d’alloro annodati da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Comune”. Il Capo del Littorio, obbligatoriamente previsto per gli stemmi provinciali, comunali, delle congregazioni di carità e dagli enti parastatali sulla base del regio decreto legge 12 ottobre 1933, n. 1440, venne poi abrogato con decreto legislativo luogotenenziale 10 dicembre 1944, n. 394 che recita “L’anzidetta figura araldica è tolta dagli stemmi che la contengono, ed in essi il campo dello scudo è ricoperto interamente dalle insegne del titolare dello stemma”. Il capo è, in araldica, una fascia in testa allo scudo di spessore pari ad ¼ dell’altezza dello stesso. Gli enti concessionari di stemmi recanti tale pezza onorevole, vennero quindi costretti a ridisegnare il loro stemma al fine di riportare partizioni e figure a dimensioni tali da coprire l’intero campo dello scudo. L’argento e il nero si rifanno allo stemma della famiglia Savorgnan, titolare della contea e del castello di Belgrado, della cui giurisdizione Bertiolo faceva parte [DEL TORSO, p. 54]. L’uva richiama la produzione vinicola per la quale la zona è nota. Sino a pochi anni orsono, il riconoscimento o la concessione del gonfalone comunale erano soggetti alla stessa trafila burocratica prevista per lo stemma. Nel 1982 la Presidenza del Consiglio dei Ministri fece presente al Comune di Bertiolo l’opportunità di esperire la pratica per la concessione del gonfalone comunale, in quanto ne era privo. Vennero suggerite tre possibilità: “interamente di verde, con riferimento alle foglie di verde unite al grappolo d’uva, ovvero interamente di bianco, con riferimento all’argento del 1° e 4° quarto, ovvero ‘partito’ (cioè diviso in parti uguali dal segmento verticale) di bianco e di verde” [AC BERTIOLO]. Il Comune scelse l’ultima proposta. Si giunse quindi al decreto del Presidente della Repubblica di data 17 settembre 1993 con il quale venne concesso a Bertiolo un “Drappo partito di bianco e di verde, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Bertiolo. Le parti in metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate, poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali, frangiati d’argento”. Nota di Enrico Filaferro Fonti bibliografiche e documentali [AC BERTIOLO] Archivio comunale di Bertiolo, cartella Deliberazioni del Consiglio Comunale, Deliberazione del Consiglio Comunale n. 30 del 20 aprile 1993. [COMUNI] AA. VV. “I Comuni della Regione”, in Enciclopedia monografica del Friuli – Venezia Giulia, volume 1 Il paese, parte seconda, Udine, Istituto per l’enciclopedia del Friuli – Venezia Giulia, 1971, pagg. 889- 998. [DEL TORSO] Araldica civica del Friuli / Contributi di Enrico del Torso, a cura di Giovanni Maria Del Basso, prefazione di Carlo Guido Mor, Udine, Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, 1978, pagg. 335. [DTFT] CINAUSERO HOFER, Barbara, DENTESANO, Ermanno, Dizionario toponomastico : Etimologia, corografia, citazioni storiche, bibliografia dei nomi di luogo del Friuli storico e della provincia di Trieste, s.l. [ma Udine], Ribis, 2011, pp. 1061, ill. Con la collaborazione di Enos Costantini e Maurizio Puntin. [FRAU 1978] FRAU, Giovanni, Dizionario toponomastico del Friuli – Venezia Giulia, Udine, Istituto per l’Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia, 1978, pagg. 130.
Profilo Araldico
“Inquartato: al 1° e 4° d’argento al grappolo d’uva fogliato di due, al naturale, al 2° e 3° di nero pieno. Ornamenti esteriori da Comune”. D.R. 7 maggio 1942, registrato alla Corte dei conti il 20 giugno1942, Reg. 14, Foglio 131
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini

Colori dello scudo: argento, nero
Partizioni: inquartato
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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