Bene Lario

Informazioni

  • Codice Catastale: A778
  • Codice Istat:
  • CAP: 22010
  • Numero abitanti: 365
  • Nome abitanti: benelariensi
  • Altitudine: 377
  • Superficie: 377
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 40.0
  • Distanza capoluogo: 40.0

Storia dello stemma e del comune

Bene Lario è un piccolo comune che si trova nella Val Menaggio, sulla sponda destra del torrente Civagno, poco distante dal Lago di Como, il cui nome aulico è Lario, che ne ha formato il determinante toponomastico.

 

Il toponimo Bene è probabilmente do origine celtica, da Benna, indicante una “canestra da carro” o una “capanna di paglia”.

 

Sebbene di antica origine, forse di popolazione celto-ligure, non si hanno molte notizie sulla sua storia, nel Medioevo fu soggetto alla pieve di Menaggio, per poi essere compreso nel feudo di Porlezza, nel territorio del Ducato di Milano.

 

Secondo la tradizione il centro abitato originario si trovava in posizione più elevata e si denominava Maldino(da “mal”: monte e “duno”: villaggio), ma venne minacciato da una frana e abbandonato. A seguito di questa vicenda gli abitanti avrebbero denominato il nuovo insediamento con il beneaugurante: “Bene”.

 

Nel 1648 il feudo di Porlezza venne smembrato e Bene venne assegnato a Francesco Gallio, la cui famiglia lo mantenne fino all’anno 1800, allorché venne donato a Carlo Tolomeo.

 

Con RD del14 dicembre 1862 n. 1059 al Comune di Bene venne assegnato il determinante Lario, per distinguersi da Bene Vagienna (Cuneo)

 

Nel 1927 il Comune venne soppresso e unito assieme a Grona nel nuovo comune di Grandola ed Uniti; nel 1950 riottenne la propria autonomia.

 

Lo stemma (molto simile a quello di Cassina Rizzardi e Uggiate Trevano) venne proposto dal Consiglio Comunale, con l’ausilio dello Studio Araldico di Genova, mostra i principali aspetti geografici (il monte, che simboleggi l’altitudine) e sulla principale coltura agricola locale: il grano. La colomba richiama il “bene” come augurio di pace e tranquillità per gli abitanti.

 

È stato formalmente concesso con DPR del 15 dicembre 1981, dove si blasona: “d’azzurro a tre spighe di grano poste a ventaglio su di un monte all’italiana d’argento fondato in punta; il tutto sormontato da una colomba pure d’argento dal volo spiegato, tenente nel becco un ramoscello di ulivo di verde”.

 

Contestualmente è stato concesso anche il gonfalone, consistente in un drappo “partito di bianco e di giallo”.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Carletto Genovese

 

 

Bibliografia:

 

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1993, p. 83.

 

Genovese C. STEMMI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO. La relazione storiografica e le rispettive regole araldiche. Cattaneo, Oggiono 2007, pp. 324-325.

Profilo Araldico
“D’azzurro a tre spighe di grano poste a ventaglio su di un monte all’italiana d’argento fondato in punta; il tutto sormontato da una colomba pure d’argento dal volo spiegato, tenente nel becco un ramoscello di ulivo di verde”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro
Oggetti dello stemma becco, colomba, monte all'italiana, ramoscello di ulivo, spiga di grano, volo
Attributi araldici: fondato, posto a ventaglio, sormontato, spiegato, tenente
Profilo Araldico
“Drappo partito di bianco e di giallo…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, giallo
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 15/12/1981

Torna su