Orkney Islands – Arcaibh – Isole Orcadi


Orkney Islands – Arcaibh – Isole Orcadi

Informazioni

Le isole Orcadi (in inglese Orkney Islands, in gaelico scozzese Arcaibh) sono un arcipelago della Scozia, nel Regno Unito. Si trovano a 16 km a nord della costa settentrionale e comprendono circa 70 isole, di cui 20 sono abitate. L’isola più grande, Mainland, ha un’estensione di 523,25 km², il che la rende la sesta isola più grande della Scozia e la decima più grande dell’arcipelago britannico. L’insediamento maggiore e centro amministrativo è Kirkwall, che conta 7.000 abitanti.

Il nome Orcadi risale al primo secolo avanti Cristo o addirittura prima, mentre le isole stesse sono abitate da almeno 8.500 anni.

Le Orcadi costituiscono una delle 32 aree amministrative della Scozia, formano un collegio del Parlamento scozzese, un’area di luogotenenza e una ex contea.

Pitea di Massalia visitò la Gran Bretagna, probabilmente tra il 322 ed il 285 a.C. e la descrisse con una forma triangolare, con una punta settentrionale chiamata Orcas. Questo può riferirsi a Dunnet Head, da cui le Orcadi sono visibili.

Scrivendo nel I secolo dopo Cristo, il geografo romano Pomponio Mela chiamò le isole Orcades, come fece anche Tacito nell’anno 98, sostenendo che il suocero Agricola aveva “scoperto e soggiogato le Orcadi, fino ad allora sconosciute”. Gli etimologi interpretano solitamente l’elemento orc- come un nome tribale dei Pitti che significa “giovane maiale” o “giovane cinghiale”. Coloro che parlavano l’antico irlandese si riferivano alle isole come Insi Orc, “isola dei maiali”. L’arcipelago è conosciuto come Arcaibh nel moderno gaelico scozzese.

Beda il Venerabile si riferisce alle isole come “Orcades insulae” nella sua opera Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum.

I coloni norreni arrivati dal tardo IX secolo ri-interpretarono orc come orkn in antico norreno, che significa “foca”, con l’aggiunta del suffisso ey, “isola”.[16] Il nome divenne pertanto Orkneyjar, che significa “isole delle foche”, poi abbreviato in “Orkney” in inglese.

Secondo la Historia Norvegiæ, le Orcadi presero il nome da un conte chiamato Orkan.

 

Un guscio di nocciola carbonizzato risalente al 6820-6600 a.C. indica la presenza di tribù nomadi mesolitiche. I primi insediamenti permanenti conosciuti si trovano a Knap of Howar, un villaggio neolitico sull’isola di Papa Westray risalente al 3500 avanti Cristo. Si pensa che il villaggio di Skara Brae, l’insediamento neolitico meglio preservato d’Europa, sia stato abitato circa dal 1300 avanti Cristo. Gli altri resti di quell’era comprendono le pietre erette di Stenness, la tomba a corridoio di Maeshowe, il Cerchio di Brodgar ed altre pietre erette.

Durante l’invasione romana della Britannia, il “Re delle Orcadi” fu uno degli 11 leader delle isole che si pensa l’imperatore Claudio sia riuscito a sottomettere nel 43 d.C. a Camulodunum (Colchester).

Dopo che la flotta di Agricola vi giunse per poi ripartire, stazionando per un breve periodo a Shapinsay, l’influenza diretta dei Romani sembra sia stata limitata ai commerci piuttosto che alla conquista.

I gaeli dalriadici iniziarono ad influenzare le isole principalmente attraverso il ruolo dei monaci missionari celti, come mostrato da diverse isole che recano l’epiteto “Papa” in commemorazione di questi predicatori. Tuttavia, prima che la presenza gaelica potesse stabilizzarsi, i Pitti furono gradualmente spodestati dai norreni sin dalla fine dell’VIII secolo; la natura di questa transizione è controversa e le teorie variano dall’integrazione pacifica alla riduzione in schiavitù e al genocidio.

Secondo la Orkneyinga Saga, Harald Hårfagre assunse il controllo delle Orcadi nel 875.

Rognvald Eysteinsson ricevette le Orcadi e le Shetland da Harald come contea come risarcimento per la morte del figlio in una battaglia in Scozia per poi passare la contea al fratello Sigurd il Possente.

Tuttavia, fu Torf-Einarr, figlio di Rognvald avuto da una schiava, che fondò una dinastia che controllò le isole per secoli dopo la sua morte. Gli successe dal figlio Thorfinn Torf-Einarsson e durante il suo regno il deposto re norvegese Erik Ascia Insanguinata utilizzò le Orcadi come base per le sue scorribande, prima di essere ucciso nel 954. La morte di Thorfinn e il suo seppellimento al broch di Hoza, su South Ronaldsay, portarono ad un lungo periodo di lotta dinastica.

 

Thorfinn il Forte fu uno dei figli di Sigurd e, insieme agli altri figli di Sigurd governò le Orcadi durante la prima metà dell’XI secolo ed estese l’autorità su un piccolo impero marittimo che si estendeva da Dublino alle Shetland. Thorfinn morì intorno al 1065 e i suoi figli Paul ed Erlend gli successero, combattendo nella battaglia di Stamford Bridge nel 1066.

Magnus Erlendsson, Conte delle Orcadi, fu ucciso nell’aprile 1116 dal cugino Haakon Paulsson, e questo portò alla costruzione della Cattedrale di San Magnus.

Da circa l’anno 1100, i conti norreni giurarono fedeltà sia alla Norvegia per le Orcadi che alla Corona scozzese in quanto Conti di Caithness.

Nel 1379 la contea passò alla famiglia Sinclair, i cui componenti erano anche baroni di Roslin, presso Edimburgo.

Nel 1468 le Orcadi furono date in pegno da Cristiano I, nel suo ruolo di Re di Norvegia, come assicurazione per il pagamento della dote della figlia Margherita, fidanzata con Giacomo III di Scozia. Dato che il denaro non fu mai corrisposto, il collegamento delle isole con la Corona di Scozia è divenuto perpetuo.

L’influsso degli imprenditori scozzesi aiutò a creare una comunità differenziata ed indipendente che comprendeva agricoltori, pescatori e mercanti che si definivano comunitas Orcadie e che riuscirono a difendere i loro diritti contro i signori feudali.

L’importanza della flotta orcadiana parte dal XIX secolo e crebbe rapidamente fino a raggiungere le 700 unità intorno al 1840.

Nel XVII secolo, gli orcadiani erano la stragrande maggioranza degli impiegati dalla Compagnia della Baia di Hudson in Canada.

Nel XVIII secolo, con l’insurrezione giacobita, le Orcadi tendevano a simpatizzare con i giacobiti. Al termine della ribellione nel 1715, un grande numero di giacobiti che erano scappati verso nord dalla Scozia cercò rifugio sulle Orcadi e fu aiutato a mettersi in salvo in Svezia.

Nel 1745 i lord giacobiti delle isole assicurarono che le isole sarebbero rimaste giacobite, e le resero un porto sicuro per l’arrivo delle merci dalla Spagna come supporto alla causa. Le Orcadi non furono riconquistate dal governo britannico fino al 24 maggio 1746, oltre un mese dopo la sconfitta del principale esercito giacobita a Culloden.

Le isole Orcadi furono la sede di una base della Royal Navy presso Scapa Flow, che giocò un ruolo fondamentale nella prima e nella seconda guerra mondiale. Dopo l’armistizio del 1918, la Hochseeflotte tedesca fu trasferita interamente a Scapa Flow per attendere una decisione sul suo futuro. I marinai tedeschi aprirono i boccaporti e affondarono tutte le navi, molte delle quali furono salvate, ma le restanti non furono recuperabili e rimangono ancora oggi un luogo interessante per molti sommozzatori.

Un mese dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, un U-Boot tedesco affondò la nave da battaglia della Royal Navy HMS Royal Oak (08) a Scapa Flow. Di conseguenza, furono costruite le Churchill Barriers per chiudere quasi tutti i canali di accesso. Queste barriere ebbero il vantaggio aggiuntivo di creare strade sopraelevate che permettevano ai viaggiatori di spostarsi tra le isole via strada, anziché essere obbligati ad utilizzare i traghetti. Le barriere furono costruite da prigionieri di guerra italiani, che costruirono ed ornarono anche la Italian Chapel.

La base della marina venne dismessa dopo la guerra, chiudendo definitivamente nel 1957.

Il problema del declino della popolazione fu significativo negli anni post-bellici, anche se negli ultimi decenni del XX secolo vi fu un aumento e la vita sulle Orcadi tornò a basarsi sulla crescente prosperità e l’emergenza di una società relativamente senza classi.

 

La bandiera delle Orcadi porta la classica croce nordica o scandinava e fu importata dai Normanni o da altri popoli nordici.

La croce di questa bandiera, che simboleggia la cristianità, si estende fino al bordo della bandiera, con il braccio verticale decentrato a sinistra. La prima bandiera di questo tipo fu quella danese nel XIII-XIV secolo; in seguito Svezia (1663), Norvegia (1814), Islanda (1897), Finlandia (1918) e alcuni dei loro distretti se ne ispirarono per le loro rispettive bandiere. La bandiera norvegese è stata la prima ad adottare tre colori (1821). Sebbene le varie bandiere condividano la croce nordica, tutte hanno storie e simbolismi distinti.

 

La bandiera delle Orcadi si basa sulla versione ufficiale progettata da Duncan Tullock di Birsay, votata dal popolo delle Orcadi e approvata dalla Corte del Lord Lyon nel 2007 scegliendola da un elenco di cinque proposte.

Si tratta di una croce nordica, in linea con il predecessore non ufficiale della bandiera, la Croce di San Magno, e per la quale, secondo Tullock, “le Orcadi sono sempre state rappresentate dal rosso”. Il giallo simboleggia gli standard reali sia della Scozia che della Norvegia e il blu rappresenta la Scozia e il mare che circonda le isole”.

 

 

Note di Bruno Fracasso

Profilo Araldico

“Drappo di rosso, alla croce nordica di azzurro, bordata di azzurro…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
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