Lussemburgo


Granducato di Lussemburgo

Lussemburgo

Informazioni

Il Lussemburgo, ufficialmente Granducato di Lussemburgo (Grand-Duché de Luxembourg, un francese; Großherzogtum Luxemburg, in tedesco classico; Groussherzogtum Lëtzebuerg in lussemburghese) è stato creato nel 1815, al Congresso di Vienna.

 

Storicamente però è documentato dal 963, quando il conte Sigfrid fece costruire sulle rovine del castrum di Lucilinburhuc (che significa “piccolo castello”) ottenuto per permuta dall’abate di Sankt Maximinus di Treviri, un fortilizio che si svilupperà presto in una città fortificata, e ottenendone per sé il titolo di “conte di Lussemburgo”. Nel 1354 il territorio venne elevato a ducato imperiale. Con l’estinzione della prima casata dei Lussemburgo nel 1443 il territorio venne integrato nel ducato di Borgogna di Filippo “il Buono”, per passare attraverso la duchessa Maria al marito Massimiliano d’Asburgo e quindi al ramo degli Asburgo di Spagna, come parte dei Paesi Bassi Spagnoli.

 

Dopo un’annessione effimera alla Francia tra il 1659 e il 1697 e il ritorno alla Spagna e la cessione all’Austria nel 1715, Napoleone lo occupò nel 1795.

 

Con il Congresso di Vienna divenne un Granducato sotto al sovranità di Guglielmo I di Orange-Nassau il quale, nel 1830 emanò una costituzione che sanciva l’autonomia amministrativa del Paese che, nel 1831, passò in unione personale con il Belgio a re Leopoldo I di Sassonia-Coburgo, divenendo un Granducato indipendente nel 1839, quando cedette più di metà del suo territorio al Belgio (Attuale Province du Luxembourg), ottenendo però un’ancor maggiore autonomia e tornando ad avere come proprio sovrano Guglielmo I dei Paesi Bassi. La piena indipendenza fu ottenuta l’11 maggio 1867. Nel 1890, con l’ascesa al trono di Adolf duca di Nassau-Weilburg, successore maschio di Guglielmo III (il trono granducale, secondo la legge salica, poteva essere ereditato solo per via maschile), si determinò la separazione dal Regno dei Paesi Bassi (la cui sovrana divenne Guglielmina di Orange-Nassau).

 

Date le sue dimensioni il Lussemburgo è equiparabile ad un’unica provincia ed è amministrativamente diviso in 102 comuni, dei quali 12 hanno lo status di “città”.

I comuni sono raggruppati in 12 cantoni con finalità unicamente statistiche ed elettorali. A capo di ogni comune ci sono un borgomastro e il suo consiglio comunale eletto per 6 anni dagli abitanti del comune in occasione delle elezioni comunali.

Lo stemma nazionale del Granducato di Lussemburgo deriva da quello medioevale del Limburgo, territorio oggi diviso tra Belgio e Paesi Bassi poi elevato a ducato. La forma attuale risale al 1235, quando Enrico V “il Biondo”, fu il primo conte di Lussemburgo ad adottarlo, in una forma primitiva ed è relativamente stabile dal 1242 (come appare dai sigilli dell’epoca).

 

Lo scudo è composto da un campo “d’azzurro fasciato1 d’argento di otto pezzi, caricato di un leone rampante di rosso con la coda forcata, coronato, rostrato e linguato d’oro”.

 

Lo stesso stemma contrassegna la provincia belga del Lussemburgo, mentre con il leone con la coda semplice e la sola corona d’oro è l’emblema della capitale del Granducato: Luxembourg (spesso indicata come Lussemburgo-Città/Luxembourg-Ville).

 

I tenenti sono costituiti da due leoni con la testa rivolta, lo stemma è avvolto nel manto sovrano di ermellino ed è sormontato dalla corona principesca lussemburghese, rappresentata senza fodero.

 

È regolamentato dalla legge del 23 giugno 1972, confermata dall’ulteriore legislazione del 17 giugno 1993.

 

Nella comunicazione e nelle applicazioni esistono tre versioni dello stemma, tutte ufficiali: una piccola (composta dal solo scudo e dalla corona), una media (senza manto principesco) e una grande, dove compare anche la croce dell’Ordine della Corona di Quercia (Ordre de la Couronne de Chêne), ordine onorifico fondato nel 1841 dal re Guglielmo II dei Paesi Bassi e granduca del Lussemburgo.

 

Allo stemma è associato il motto trilingue: Nous voulons rester ce que nous sommes/ Wir wollen bleiben, was wir sind/Mir wëlle bleiwe wat mir sinn (Vogliamo rimanere ciò che siamo).

 

Il Granduca regnante possiede tre versioni personali, simili allo stemma nazionale. Ma caratterizzate dalla presenza dell’inquartato Borbone e Nassau con, sul tutto, Borbone-Parma.

 

La bandiera nazionale, adottata già nel 1845, è stata sancita dalla legge del 23 giugno 1972 ed è legalmente e minuziosamente definita come: “Laize de tissus aux proportions de 5 à 3 ou de 2 à 1, comportant trois bandes égales de couleurs rouge, blanche, bleue disposées horizontalement. Les couleurs du drapeau national sont définies de la façon suivante: Le rouge correspond à la norme Pantone 032C et le bleu à la norme Pantone 299C” (“larghezza dei tessuti nelle proporzioni di 5 a 3 o 2 a 1, comprendente tre bande uguali di colori rosso, bianco e blu disposte orizzontalmente. I colori della bandiera nazionale sono definiti come segue: il rosso corrisponde allo standard Pantone 032C e il blu allo standard Pantone 299C”).

 

Da notare che il “blu” del vessillo lussemburghese è più chiaro di quello dei Paesi Bassi e lo stesso è più lungo di quello neerlandese.

 

Tuttavia, il leone rosso (Roude Liéw) su un campo di burelle, argento e azzurro, è la bandiera marittima dello Stato e talvolta utilizzato a livello internazionale, come per gli atleti lussemburghesi ai Giochi Olimpici, e il Governo ha stabilito che può essere utilizzata come “bandiera civile” anche sul territorio nazionale.

 

 

(1): Gli araldisti francofoni preferiscono “burellato” (burelé), in luogo di fasciato.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

Bibliografia:

 

AA.VV. Distinctions honorifiques du Grand-Duché de Luxembourg. Le Gouvernement du Grand-Duché du Luxembourg/Service Information et Presse. s.d.

 

Loutsch (Jean-Claude). Armorial du pays de Luxembourg, Publications nationales du Ministère des Arts et des Sciences, Luxembourg, 1974.

 

Weiller (Raymond). Distinctions honorifiques du Grand-Duché de Luxembourg. Vo. I, Décorations officielles, Luxembourg, Ministère d’État, 1988.

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro fasciato [alias burellato] d’argento di otto pezzi, caricato di un leone rampante di rosso con la coda forcata, coronato, rostrato e linguato d’oro”.

Colori dello scudo:
argento, azzurro
Partizioni:
fasciato
Oggetti dello stemma:
coda, leone, pezzo
Attributi araldici:
caricato, coronato, forcata, linguato, rampante, rostrato
Profilo Araldico

“Drappo troncato di tre, di rosso, di bianco e di azzurro…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
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