Finlandia

Informazioni

La Repubblica di Finlandia (in finlandese: Suomi, Suomen Tasavalta; o in svedese, seconda lingua nazionale1: Republiken Finland) è oggi una Repubblica semi-presidenziale, con capitale ad Helsinki/Helsingfors (lantica capitale era inizialmente Turku, detta Åbo in svedese).

Alla Finlandia sono unite le Isole Åland, la cui popolazione di lingua svedese gode di una estesa autonomia (emettono anche francobolli propri, ma se il servizio e la moneta sono quelli finlandesi), il cui piccolo Parlamento ha sede nella capitale Mariehamn (Maarianhamina in finlandese).

Le popolazioni risiedono nell’area dell’attuale Finlandia, nella penisola scandinava, da almeno 8.000 anni (come dimostrato dai numerosi reperti archeologici) e nell’antichità si raccoglievano in tre principali gruppi etnici, spesso in guerra tra loro: Finni (che hanno dato il nome al Paese), Careli (abitanti della Finlandia Orientale e della Russia Occidentale) e Sami (abitanti del Nord, impropriamente detti “Làpponi”).

Nel XII secolo l’attuale territorio della Finlandia venne sottomesso dagli Svedesi, che diedero un ordinamento politico e amministrativo strutturato. Nel 1157 infatti il re Erik di Svezia e il vescovo di Uppsala Henrik (di origine inglese) promossero una “Crociata” nei territori dell’Est, con l’intento ufficiale di convertire i pagani finnici al Cristianesimo, e a discapito dei Russi.

Nel XIII secolo la Svezia estese il proprio dominio fino alla regione della Carelia, zona che per il suo ruolo strategico di confine con la Russia sarebbe stata sempre contesa fra le due potenze vicine fino al 1323, quando venne firmato il Trattato di Nöteborg, che assegnò alla Svezia la Carelia Occidentale e Meridionale (Finlandia propriamente detta), mentre la Carelia Orientale e l’Ingria vennero uniti alla Russia, nella provincia di Novgorod.

Nel 1556 il re di Svezia Gustavo I costituì il Granducato di Finlandia in favore dei figlio principe Giovanni; nel corso del XVIII secolo passò progressivamente alla Russia fino alla completa occupazione nel 1809. I finlandesi, restii al processo di russificazione, mostrarono segni di rivolta già nel XIX secolo e, approfittando della rivoluzione russa, alla fine del 1917 proclamarono l’indipendenza e la nascita della Repubblica di Finlandia (Suomen Tasavalta).

Avendo rifiutato l’installazione sul proprio territorio di alcune basi militari sovietiche la Finlandia venne attaccata militarmente, in quella che passò alla storia come “Guerra d’inverno”. Al comando del maresciallo Carl Gustav Mannerheim la Repubblica si oppose da sola all’Armata Sovietica: si arrese solo allorché col Trattato di Mosca (1940) venne sancito il passaggio della Carelia Meridionale e della città di Vyborg all’URSS.

Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
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Note Stemma

Lo stemma della attuale Repubblica di Finlandia (Suomen Vaakunasta) è definito dalla legge (Legge dello stemma della Finlandia, Laki Suomen vaakunasta n. 381/78) e raffigura un leone d’oro coronato, in un campo rosso seminato di nove rose d’argento, che tiene una spada alzata con la zampa sinistra (armata di bracciale) e calpesta una sciabola. Esse derivano direttamente dallo stemma del Granducato di Finlandia, approvate intorno al 1581, quando il granduca Giovanni divenne re di Svezia, col nome di Giovanni III, mantenendone la titolarità.

Il più antico esempio dello stemma si trova sulla tomba di Gustav Vasa nella cattedrale di Uppsala risalente al 1580, a quello si è ispirato l’araldista Olof William Werner Eriksson (1911-1987)2 per il disegno ufficiale dello stemma di Stato nel 1960.

Il leone, che assomiglia a quelli delle armi di Scania e Småland, è quello delle armi dei signori svedesi di Folkung, mentre le “armi bianche” (spada e sciabola) sono quelle dello stemma della Carelia. Popolarmente si crede che il leone che calpesta la sciabola ricurva, che ricorda un’arme “orientale”, simboleggia la vittoria degli “occidentali” svedesi sugli russi (che però non hanno mai usate spade di questa foggia), simbologia smentita dallo storico Matti Klinge.

Le rose hanno la funzione di “brisare” (differenziare) le nuove armi da quelle antiche.

Durante il periodo russo lo stemma si rappresentava timbrato dalla corona granducale e tenuto da due orsi.

Nel 1936 venne proposto di unire il motto Vapaa, Vankka, Vakaa (Libera, Solida, Stabile), insieme alla scelta di un nuovo stemma (al posto de leone), che però venne rifiutata.

L’Araldica nazionale finlandese deriva da quella svedese, a sua volta parte della tradizione araldica germanica, nel 1809 è stata regolamentata per l’uso in tutta la nazione, in quell’occasione venne editato il popolare (tra gli araldisti) manuale dal titolo (un po’ pretenzioso) di “Dieci Comandamenti per progettare un disegno araldico” (“Heraldisen tunnuksen suunnittelijan kymmenen käskyä“), scritto da Jukka Suvisaari e pubblicato dalla Società Araldica Finlandese nell’aprile 1990.

A partire dal 1950 l’Araldica ha goduto di grande popolarità, nel giro di poco meno di un ventennio tutte le Municipalità si sono dotate di armi araldiche, con disegni contraddistinti da elevata qualità grafica e uniformità di stile. I più noti araldisti sono stati: Gustaf von Numers, Ahti Hammar e Olof Eriksson che, secondo molti colleghi (tra i quali  il danese Sven Tito Achen, co-fondatore della Società Araldica Scandinava – Societas Heraldica Scandinavica che pubblica anche lo “Scandinavian Heraldisk Tidskrift”- Giornale Araldico Scandinavo- in danese) sono gli illustratori araldici migliori al mondo.

Le regole araldiche sono quelle della tradizione europea, alcune però sono divenute caratteristiche dell’araldica finlandese e, generalmente, scandinava (dai “Dieci Comandamenti per un Disegnatore di Araldica Finlandese“):

Gli smalti sono i metalli (oro e argento) e i colori (rosso, azzurro, nero e verde, pressoché inesistente il porpora). Nei disegni, il giallo può essere usato al posto dell’oro e il bianco al posto dell’argento. Nelle bandiere questo avviene sempre. I colori araldici sono brillanti e puliti: i toni sono presi dal centro della scala cromatica.

Si preferisce l’uso di due soli smalti, uno dei quali dovrebbe essere un metallo. L’uso di un terzo smalto richiede una buona ragione, ma un quarto è cattiva araldica.

Secondo la regola di contrasto dei colori, non bisogna mettere un colore sopra o vicino ad un altro colore, oppure un metallo sopra o vicino ad un altro metallo, a meno che la linea di contatto non sia molto corta.

Lettere, numeri o scritte non appartengono all’emblema araldico, non devono essere utilizzati.

Le figure devono essere grandi il più possibile e riempire lo spazio, il più completamente possibile.

Nelle figure naturali non è importante la rappresentazione naturalistica, ma le caratteristiche (ad esempio la ferocia del leone, la maestosità dell’aquila, l’eleganza del cervo).

In linea di principio, le figure devono essere bidimensionali. Devono essere riconoscibili anche se colorate in modo uniforme, senza ombre o bordi ulteriori.

Un emblema araldico deve essere semplice da ricordare e facilmente riconoscibile. Non dovrebbe essere affollato da troppi simboli, solo dall’essenziale. L’ideale è una sola figura.

È vietato essere ripetitivi in araldica: un’idea non dovrebbe essere simbolizzata da due o più figure. D’altra parte, se una figura simbolizza due o più idee, si rafforza il simbolismo della figura, e quindi tutto l’emblema.

La figura e l’intero emblema devono essere tali che possano essere ridisegnati secondo una descrizione scritta (blasonatura) dello stemma o della bandiera senza un modello. Questo significa che l’emblema è una rappresentazione generale. Ad esempio, un castello non può essere un castello specifico, ma solo un castello araldico (anche se può essere descritto, sempre rimanendo nell’esempio, come la Fortezza di Korela). In altre parole, la descrizione della figura non dovrebbe richiedere l’uso di un nome proprio.

L’araldica finlandese ha introdotto alcune linee di contorno che non appartengono alla tradizione, come la “partizione a ramoscello di abete” (havukoro) o la “partizione a cima di abete” (kuusikoro). Ad esempio lo stemma di Outokumpu, disegnato da Olof Eriksson nel 1953, ha un capo a ramoscello di abete.

Per la sua efficacia, armonia e semplicità, l’araldica finlandese è stata presa a modello per l’Araldica della Repubblica del Sud Africa.

 

(1): La legge finlandese non parla di lingue ufficiali, ma definisce soltanto il finlandese e lo svedese come lingue nazionali. La legge finlandese tutela inoltre le lingue: Sami, Rom e il Linguaggio dei Segni.

(2): Autore di più di un’ottantina di stemmi comunali finlandesi, il più prolifico autore di araldica civica del Paese.

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

Bibliografia:

Klinge (Matti). Suomen sinivalkoiset värit: Kansallisten ja muidenkin symbolien vaiheista ja merkityksestä (I colori nazionali blu e bianco della Finlandia e gli altri simboli storici e il loro significato). III edizione (prima edizione 1981). Helsinki, Otava 1999. ISBN 951-1-15314-5.

Colori dello scudo: rosso
Oggetti dello stemma sciabola

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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