Armoriale dei comuni per stato

“Fasciato di sette pezzi d’argento e di rosso, al capo d’azzurro caricato di tre gigli d’oro”.


Béziers

“Inquartato: il primo d’azzurro seminato di crocette dal piede fittile d’oro, a due barbi addossati dello stesso passanti sul tutto (Bar); il secondo di rosso a tre bande d’argento, alla cerva coricata d’oro passante; il terzo di rosso a tre bande d’argento, alla granata di nero, infiammata d’oro, passante; il quarto d’oro alla banda di rosso caricata da tre alerioni d’argento (Lorena). Sostegni: fiamme d’oro e di rosso sporgenti dai lati dello scudo. Accollato al pastorale abbaziale d’oro rivoltato munito del velo d’argento rivoltato. La Croce di Guerra d’oro appesa alla punta dello scudo. Divisa: ON LES A EUS [“Li abbiamo vinti!”] di nero sulla lista d’argento passante sul tutto”.


Bezonvaux

“Partito: al primo d’armellino pieno, al secondo d’azzurro al pastorale d’oro; il tutto cimato dal capo di rosso caricato da un leopardo d’oro accostato da due ferri di cavallo dello stesso”.


Bézu-Saint-Éloi

Lo stemma è uno scudo troncato ed è composto dai seguenti simboli: -corona civica: sormonta l’intero scudo e rappresenta la municipalità di Biancavilla; -sole radioso: situato nella parte alta dello scudo ed immerso in un azzurro simboleggiante il cielo; -zolla di terra; situata in basso, simboleggia il territorio. Questo simbolo, assieme al sole radioso ed al cielo azzurro, esalta il significato di Callicari” (antico nome di Biancavilla) che, per l’appunto, in greco significa ‘bella contrada’; -cavallo: rappresenta il cavallo dell’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota detto “Scanderbeg”, inoltre, assieme al cipresso, rappresenta lo stemma gentilizio della famiglia del primo capitano (sindaco) di Biancavilla Cesare Masi; -cipresso: simboleggia l’albero al quale, secondo un’antica ricostruzione albanese, Giovanni Castriota, figlio dello Scanderbeg, legò il cavallo del padre e salpò verso l’Italia portando in salvo la madre e la sua gente minacciate dall’invasore turco musulmano Maometto II; -torre: menata di tre pezzi e finestrata, è il simbolo dei signori del luogo, i conti Moncada; -croce greca: riafferma l’appartenenza dei profughi albanesi alla religione cristiana di rito greco-ortodosso; – nastro d’oro: sormonta la croce greca e reca la scritta ‘Scanderbeg” che, in arabo, significa ‘Alessandro il signore o il grande’; -corona di conte: sormonta il nastro e la croce greca.”
Tratto dallo statuto comunale.


Biancavilla

“D’argento alla fascia ondata di azzurro raffigurante: sopra sette stelle dello stesso colore, di cui cinque disposte in scaglioni, la superiore più grande e due poste ai contorni del capo; sotto da tre monti di colore verde al naturale, il mediano più alti fondati nella punta”.
D.P.R. 20 dicembre 1957


Bianchi

Sfondo d’azzurro al cavallo bianco al galoppo su un prato verde. Circondato da due rami d’ulivo e quercia legati tra loro con nastro bianco. Nella parte superiore corona a torre.

Dallo Statuto Comunale


Bianco


Biandrate

“D’azzurro, al castello d’argento torricellato di due pezzi laterali in capo da due stelle dello stesso di sei raggi, murato di nero, aperto e finestrato del campo, fondato su una striscia di campagna al naturale nascente da uno specchio d’acqua ondato di verde e d’argento. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.C.M. 10 luglio 1962


Biandronno

“Semipartito troncato: il Primo, di azzurro, alla ruota di mulino, di nero, di otto raggi e di sedici pale; il secondo, di rosso alla conchiglia d’argento, attraversante il bordone del pellegrino, posto in palo, di nero; il terzo d’oro, al castello di rosso, mattonato di nero, munito di una sola torre centrale, merlato alla guelfa, la torre merlata di tre, il fastigio di otto, quattro e quattro, esso castello finestrato di tre di nero, una finestra nella torre due nel corpo del castello, chiuso dello stesso, fondato sulla campagna diminuita di verde. Ornamenti esteriori di Comune”.

D.P.R. 10 novembre 2004


Bianzano

“D’oro, alla banda doppio merlata di nero, accompagnata all’angolo sinistro del capo da un’aquila dal volo spiegato di nero col capo troncato di rosso e d’argento.”

R.D. 23 febbraio 1928


Bianzè