Armoriale dei comuni per stato

San Giorgio a cavallo che trafigge il drago, sullo sfondo il centro storico di Tarano e le colline circostanti.

 

Dallo Statuto comunale


Tarano


Taranta Peligna


Tarantasca

“D’azzurro, al delfino nuotante e cavalcato da un Dio marino nudo sostenente nel braccio sinistro un panneggio svolazzante e con la destra scagliante il tridente, al capo cucito di rosso centrato, caricato della conchiglia d’oro, posta fra la leggenda “Taras””.

D.P.C.M. 20 dicembre 1935.


Taranto

“D’azzurro, al castello d’argento, torricellato di tremerlato alla ghibellina, aperto e finestrato del campo, murato di nero, col fiume al naturale in punta. Ornamenti esteriori da Comune”.


Tarcento

“Di rosso alla croce piana d’argento, caricata in palo e in fascia di un corniolo al naturale, radicato, fogliato e fruttifero di rosso”.


Tarquinia

“Di verde, al cavallo gaio di colore nero, passante sulla pianura di rosso. Ornamenti esteriori di Comune”


Tarsia


Tartano

“Spaccato: nel primo d’oro al leone bicaudato di nero linguato di rosso, alla banda d’argento attraversante; nel secondo d’azzurro a due chiavi, decussate d’oro”.


Tarvisio

“D’argento, alla fascia d’azzurro accompagnata in capo da una mitra episcopale al naturale accostata da due stelle, di sei raggi, di azzurro e in punta da un albero nodrito su pianura di verde, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune”.


Tarzo