Armoriale dei comuni per stato

“Troncato: nel primo, d’argento alla stella di sei raggi d’oro; nel secondo di rosso, alle due sbarre d’oro, al capo d’oro, caricato dalle due sbarre d’azzurro; il tutto sotto il capo troncato di rosso e d’azzurro, merlato alla guelfa all’ingiù di tre pezzi. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 2 ottobre 1995


Besano

“Troncato: nel 1° d’azzurro all’aquila spiegata d’oro, posata sulla partizione; nel 2° di rosso a tre scaglioni d’argento. Ornamenti esteriori di Comune”.

D.P.R. 23 marzo 1954 – Registrato alla Corte dei Conti il 10 luglio 1954, Reg. 93, Foglio 232).


Besate

“D’azzurro a quattro bocce d’argento disposte 2,2”.

 

D.P.G.P. di Trento n. 12898 del 20 novembre 1987


Besenello

“Troncato: nel 1°, di rosso, alla fenice sulla sua immortalità, di oro, le fiamme uscenti dalla linea di partizione; nel 2° di nero pieno”.

D.P.R. 13 gennaio 1994


Besenzone

” D’oro al biscione al naturale ingollante un putto di carnagione, accompagnato in capo da due imprese, ciascuna formata di tre anelli di rosso, intrecciati e male ordinati, poste in fascia”

D.P.R. 25 agosto 1953


Besnate

D.P.R. 26 febbraio 1957


Besozzo

“Di rosso al leone di oro tenente un giglio di Francia dello stesso; al capo di azzurro caricato di tre gigli di Francia di oro”


Bessan

“D’azzurro, alla sbarra d’oro caricata da una sbarra di rosso e sovraccarica di tre arnie pure d’oro disposte a piombo, accompagnata in capo da un’incudine d’argento e in punta da una pala e da un piccone posti in decusse sostenenti una lanterna da minatore, il tutto d’oro, al capo dello stesso caricato di tre api cucite d’argento”.


Bessèges

“Di azzurro, al San Martino con il viso, le mani, le braccia di carnagione, con il copricapo di nero, ornato di piume di rosso, vestito con la lorica d’oro, con la tunica di verde e con il grande manto di rosso, calzato con gli stivali di nero, tenente con la mano destra la spada d’argento, con la punta all’ingiù, posta in banda, con la mano sinistra il lembo del manto, cavalcante il cavallo d’argento, con i filimenti di nero, esso cavallo sostenuto dalla pianura di verde attraversante l’arto anteriore sinistro alzato, il Santo e il cavallo con le teste rivoltate e con lo sguardo rivolto verso il povero, di carnagione, barbuto e capelluto di nero, i fianchi coperti dal cencio di porpora, assiso a sinistra sulla pianura; il tutto sotto il capo di rosso, caricato dell’elmo di argento, con la bavaglia aperta, di fronte, ornato da due piume di azzurro, una a destra l’altra a sinistra, ondeggianti in fascia”.


Bessude

“D’azzurro, alla figura di una giovane ignuda di carnagione, crinita al naturale, ritta in maestà e tenente con la mano destra un morso (freno) di cavallo d’oro, la sinistra alzata e reggente un lungo breve d’argento, svolazzante in fascia dietro la testa e in seguito accollato al corpo con la scritta “Ora di libertà già fui freno” a caratteri maiuscoli di nero; la giovane oltrepassa due torri poste ai suoi lati d’argento, finestrate e murate di nero, ognuna munita di quattro merli alla guelfa, fondate sopra un terreno di verde dallo sfondo collinoso del medesimo, con al centro un fiume defluente in punta d’azzurro, spumeggiante d’argento, bagnante i piedi della giovane”.


Bettola