Armoriale dei comuni per stato

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“D’azzurro, ad un santo eremita vestito di nero, con la testa circondata da un’aureola d’oro, tenente nella destra una ghirlanda di bacche di cipresso e nella sinistra un pastorale, sostenuto da un breve terrazzo di verde movente dalla punta dello scudo, il tutto cucito”

D.R. 2 luglio 1915.


Sant’Arsenio

“Campo di cielo, al cervo rivoltato fermo su campagna di verde. Ornamenti esteriori da Comune”


Sant’Egidio alla Vibrata

“Di argento, al noce nodrito nella pianura e sostenuto da due leoni affrontati, il tutto al naturale. Lo scudo accollato ad un pastorale d’argento. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.Ric. 28 maggio 1913


Sant’Egidio del Monte Albino

“Inquartato: nel primo e nel quarto, d’argento al monte di tre cime di verde, la cima centrale sostenente la croce latina al naturale, quelle laterali due alberi di verde fustati al naturale; nel secondo e nel terzo, di verde a tre bande d’oro, con il capo d’azzurro caricato dal fiore di quattro petali, d’oro, bottonato di rosso. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 10 gennaio 1985


Sant’Elena

D.P.C.M. n. 7802 del 02 settembre 1996.


Sant’Elena Sannita

D.P.C.M. n.4650 in data 8 novembre 1982


Sant’Elia a Pianisi

Pianta di olivo con al centro una ruota dentata, mano con martello e tre stelle, circondato da un ramo di olivo e uno di quercia, sormontato da una corona merlata.

 

Dallo statuto comunale


Sant’Elia Fiumerapido

“Campo di cielo, al Sant’Elpidio, il viso e il busto in maestà, il viso, il collo, le mani, le gambe di carnagione, con elmo e con corazza di acciaio al naturale, con manto svolazzante di rosso, il Santo aureolato d’oro, i piedi calzati con calighe di nero, tenente con la mano destra la asta di nero posta in banda, munita del vessillo bifido di rosso, svolazzante a destra, caricato dalla croce di otto punte e patente, di argento, il Santo cavalcante il cavallo d’argento, imbrigliato di rosso, rivoltato, con gli arti anteriori sollevati, con gli arti posteriori sostenuti dalla nube d’argento, la nube accompagnata a destra dalle chiavi pontificie, decussate, con gli ingegni all’insù, d’oro, a sinistra dalla stella di sette raggi, dello stesso; il Santo accompagnato in punta dalla cortina di muro uscente dai fianchi e fondata in punta, merlata alla ghibellina, aperta centralmente con arco a tutto sesto, del campo, munita di due torri di due palchi, ogni palco merlato alla ghibellina di tre, i palchi superiori finestrati del campo e muniti di cuspide, i palchi inferiori muniti ciascuno di una nicchia, la parte centrale della cortina merlata di tre merli e di due semimerli, questi addossati alle torri, le parti laterali della cortina merlate ciascuna di tre, il tutto d’argento e murato di nero. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero, NOMINE NUMINE ET ARMIS. Ornamenti esteriori da Città”.


Sant’Elpidio a Mare

Tre colli d’oro di colore azzurro, accompagnato in capo dal giglio di giardino e dalla palma, posti in decusse, al naturale, e in punta dal motto MAIELLA MATER in lettere maiuscole romane d’oro.

 

Tratto dallo Statuto Comunale


Sant’Eufemia a Maiella

“Di rosso, alla Santa Eufemia, in maestà, leggermente volta a destra, con il viso, le mani, i piedi di carnagione, aureolata d’oro, capelluta dello stesso, vestita con la lunga tunica d’argento, le spalle coperte dal manto d’azzurro, ricadente sul fianco sinistro, la Santa impugnante con la mano destra la palma del martirio, di verde, posta in palo. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 16 gennaio 1995


Sant’Eufemia d’Aspromonte