Armoriale dei comuni per stato

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“D’azzurro, alla figura di Sant’Agata, vestita di bianco, aureolata d’oro, impugnante con la sinistra un ramo di giglio fiorito di quattro al naturale, posto in palo; il tutto attraversante un maialino, pure al naturale, fermo e rivoltato. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 11 giugno 1980 – Trascritto nel Registro Araldic0 il 24 luglio 1980.


Sant’Agata di Esaro

“D’argento, alla torre di rosso, merlata di 4 alla ghibellina, cimata da un albero di limone al naturale, fruttato di 4 d’oro, fondata su di un mare di azzurro caricato da un pesce d’argento, alettata d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.


Sant’Agata di Militello

“D’oro, all’effige di Sant’Agata, il viso, il volo, le mani di carnagione, cappelluta di nero, aureolata di nero, tenente con la mano destra il piatto di nero con i due seni di carnagione, con la mano sinistra la palma del martirio, di verde, posta in sbarra, la Santa vestita d’azzurro, ammantata di rosso, sostenuta dalla pianura diminuita, di verde. Ornamenti esteriori di Comune”.

D.P.R. 4 ottobre 2001


Sant’Agata di Puglia


Sant’Agata Feltria

“D’azzurro, al castello d’argento, torricellato di due, murato di nero, finestrato di sei, dello stesso, quattro finestre poste in fascia nel corpo del castello, una finestra per ciascuna torre, merlato alla guelfa di nove, il fastigio di tre, le torri ognuna di tre; esso castello fondato su quattro colli all’italiana, uniti, fondati in punta, di verde,  accompagnato dalla conchiglia fusiforme posta in palo tra le torri con la punta all’insù, d’oro. Il tutto al capo di rosso, caricato a destra, dalla spada d’oro, posta in palo, l’elsa all’insù e con la lama uscente dalla partizione, a sinistra, dal ricciolo del bastone pastorale d’oro, ugualmente posto e uscente. Ornamenti esteriori da Comune”.


Sant’Agata Fossili


Sant’Agata li Battiati

“Troncato semipartito: nel 1° d’argento, alla figura di Sant’Agata nascente in maestà di carnagione, crinata al naturale, aureolata d’oro, vestita d’azzurro con manto di rosso, la mano destra ostentante un piatto con le sue mammelle recise di carnagione, la sinistra tenente un ramo di palma di verde; nel 2° d’azzurro, all’aquila d’argento; nel 3° di rosso, al castello d’argento, merlato alla guelfa, aperto e finestrato del campo”.

Tratto dallo “Stemmario della Regione Emilia-Romagna”.


Sant’Agata sul Santerno

Una pergamena, con un sole splendente su tre colli e la scritta “Post nubila phoebus”. A capo dello stemma vi è una corona turrita con 5 torri


Sant’Agnello


Sant’Albano Stura

“Partito: il PRIMO, di cielo, alla effigie di Sant’Alessio, il viso, le mani, le gambe, di carnagione, barbuto e capelluto di nero, aureolato d’oro, vestito con la tunica di rosso, munita della sacca d’argento a destra, e con il mantello di verde, il Santo mirante il crocifisso d’oro tenuto dalla mano destra, tenente stretto al petto con il braccio sinistro il bordone, al naturale, il Santo calzato di cuoio dello stesso e sostenuto in punta; il SECONDO, di verde, alle due pannocchie di riso, ordinate in palo, d’oro; il tutto sotto il capo di rosso, caricato dalla croce di argento. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 30 novembre 2005


Sant’Alessio con Vialone