Armoriale dei comuni per stato

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Acquaviva d’Isernia

Riconosciuto con D.C.G. 25 febbraio 1936 (con il Capo del Littorio) e confermato D.P.C.M. n. 6 del 21 gennaio 1962.


Acquaviva delle Fonti


Acquaviva Picena

“Banda azzurra, al leone naturale coronato d’oro, attraversante la banda, poggiato con la branca posteriore sinistra su di un monte di verde all’italiana. Ornamenti esteriori del Comune”

D.P.R.12 settembre 1953


Acquaviva Platani

“D’oro, alla piantagione di canna da zucchero, fiorita, al naturale, terrazzata di verde; alla campagna di argento mareggiata di azzurro. Ornamenti esteriori da comune”

D.P.R. 15 dicembre 1981


Acquedolci

“Scudo crociato diviso in due campi, sormontato da corona comitale. Il campo superiore in color argento recante croce patente rossa, quello inferiore color oro con raffigurata un’aquila nera con una lepre tra gli artigli. Lo scudo è cinto da foglie di vite e di grano con nastro azzurro con su scritto: Arte et Marte”.

D.Ric. 30 maggio 1940


Acqui Terme

“D’azzurro, a tre monti al naturale, uscenti dalla punta, sormontati da tre stelle (6) d’argento poste in fascia. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.C.M. 30 agosto 1952 – Trascritto nei Registri dell’Ufficio Araldico il 3 settembre 1952


Acri

“Di rosso, a tre chiodi d’argento, uno accanto all’altro”.

D.P.C.M. 3 settembre 1951.


Acuto

“D’azzurro, alla croce d’oro caricata da una croce di rosso, accantonata nel primo da un veliero d’argento, nel secondo del toson d’oro, nel terzo dal rincontro di toro d’argento, nel quarto dal covone d’oro”.


Adelaide

“Partito: nel primo d’azzurro al monte di tre cime di verde, movente dalla punta, cimato da una croce latina di nero, accompagnaa in capo da due crescenti di argento, quello di destra volto ed accostato da due stelle dello stesso; nel secondo, pure d’azzurro, a tre leoni seduti, il centrale più in alto e più grande e due posti in basso affrontati, sopra un monte movente dalla punta e dal quale nasce un canneto, il tutto al naturale. Ornamenti esteriori da Comune”,
Decreto reale in data 31 gennaio 1929, registrato alla Corte dei conti il 16 febbraio 1929, Reg. 2, Foglio 309.


Adelfia