Armoriale dei comuni per stato

“D’argento, al falco al naturale, su un monte roccioso”.


Monfalcone

Uno scudo ovale, nel quale, su sfondo azzurro è raffigurante un piccolo monte con sovrastante un castello turrito (rosso mattone), sormontato da un elmetto o maschera in ferro d’antico guerriero con cimiero, contornato da due rami di palma annodati in basso.
Dallo statuto comunale


Monforte d’Alba

“Interzato in palo. Il primo palo, partito, reca altri due pali d’argento in campo nero e tre sbarre d’oro su sfondo verde; il tutto è abbassato da un capo troncato d’argento e d’azzurro in cui sono raffigurati, rispettivamente: un castello rosso e un leone d’oro. Il secondo palo è interzato in fascia; nella prima fascia, partita semitroncata, figurano: due triangoli d’oro, a pali rossi, una torre azzurra, merlata alla guelfa, su sfondo dorato, e un leone rosso in campo argenteo; la seconda fascia, smaltata d’azzurro, racchiude tre gigli dorati; la terza, aurea, riproduce tre gigli azzurri. Sullo sfondo dorato del terzo palo, infine, spiccano sei palle: cinque di esse sono rosse, la sesta, posta in capo, è azzurra”.

D.P.R. 2 agosto 1982


Monforte San Giorgio

“D’azzurro, a tre torri, ciascuna  di due palchi, merlate superiormente di tre e inferiormente di quattro alla guelfa, murate di nero ed aperte del campo, poste una accanto alle altre, il tutto di argento. Esse torri accompagnate sotto da tre colli rotondeggianti, d’argento, moventi dalla punta. Ornamenti esteriori da Comune”

 

Blasonatura di Giancarlo Scarpitta


Monfumo

“D’argento, al castello di rosso, mattonato di nero, merlato alla guelfa, formato da due torri merlate di tre, di forma trapezioidale, riunite dal corpo centrale del castello, merlato di quattro, due e due, il castello cimato centralmente dalla torre merlata di tre, più alta, il castello finestrato di undici, di nero, quattro finestre nelle torri laterali, due e due, ordinate in palo, sei nel corpo centrale, quattro sotto il fastigio, ordinate in fascia, due ordinate in palo sotto la prima e la quarta delle predette quattro finestre, una nella torre centrale, il castello chiuso di nero fondato sulla pianura diverde e sormontato dalla scritta in lettere maiuscole di nero CASTRUM GARDINI, posta in fascia; il tutto sotto il capo di rosso, caricato dalla croce di argento. Ornamenti esteriori da comune”.

D.P.R. 2 aprile 2001


Mongardino

“D’azzurro, al braccio vestito di rosso, con la mano di carnagione,
tenente il ramoscello di quercia, posto in palo, di verde, munito di cinque foglie, due per parte, la quinta centrale sulla sommità dello stesso, ghiandifero di due, una e una, d’oro, alternanti le foglie laterali; al capo d’oro, caricato dall’aquila di nero, coronata con corona all’antica di tre punte visibili, dello stesso.

D.P.R. 27 aprile 1994


Monghidoro


Mongiana


Mongiardino Ligure

“Interzato in palo: nel primo palato d’argento e di nero di quattro; nel secondo troncato: a) d’azzurro a tre gigli d’oro, due uno; b) d’argento a cinque gigli di rosso in decusse; nel terzo d’argento a tre bande di nero; il tutto al capo partito, a destra di verde al leone d’oro, a sinistra inquartato in decusse, a) e d) palato d’oro e di rosso di sei, b) e e) d’argento. Lo scudo è fiancato; a destra troncato: d’oro a cinque gigli di verde posti in decusso e di rosso alla bordura d’argento caricata di sei plinti del campo; a sinistra: d’argento a sei torte di nero, uno, due, due, uno. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. n. 2613 del 27 giugno 1983


Mongiuffi Melia

“D’argento all’albero di olivo fruttato al naturale, nodrito sopra un monte di verde. Ornamenti esteriori da Comune”. 


Mongrando