Armoriale dei comuni per stato

“D’azzurro a due barbi addossati d’oro accompagnati da quattro crocette pomettate dal piede ficcato d’argento”.


Longwy

“D’azzurro al leone d’oro sostenente con la branca destra anteriore un crescente montante figurato d’argento”

D.P.R. 22 aprile 1929.


Lonigo

“Semipartito-troncato: il primo di rosso alla banda d’oro; il secondo pure d’oro al corno da caccia d’azzurro, imboccato, guarnito e allacciato di rosso; al terzo d’argento pieno”.


Lons-le-Saunier


Loranzè

“Di azzurro, alla banda ondata di argento, passante dietro tre spighe di grano fruttate e fogliate d’oro, ed
un grappolo di uva nera pampinata a sinistra, di un pezzo. Ornamenti esteriori da Comune “.


Loreggia

“Troncato: nel primo d’oro all’aquila al naturale, dal volo spiegato, coronata del primo; nel secondo di nero a tre monti di verde posti in fascia e nascenti dalla punta, i monti laterali sormontati ciascuno da una stella d’oro di sei raggi, alla bordura d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.


Loreglia

Nello stemma figurano un abete fra due torri legate da una catena e il leone di San Marco.

dallo statuto comunale


Lorenzago di Cadore

In campo d’argento, un castello, costruito in mattoni rossi, con tre torri merlate della quali, quella di mezzo, è alquanto più alta. In ciascuna torre è posta una finestra a volto appuntito. La porta d’ingresso del castello è formata a volto rotondo e sopra di essa, una dopo l’altra in linea trasversale, sono poste le lettere “C.L.F.P.A.”. Alla sua fondamenta scherzanti onde marine al naturale. Lo stemma poi è circondato da aureo arabesco

Dallo Statuto comunale


Loreo

“D’azzurro alla Madonna con in braccio il Bambino, seduta sopra il tetto della Santa Casa, la quale è posta sulla vetta centrale di un monte all’italiana di tre cime, cariche di lettere maiuscole romane F.C.L. (Felix Civitas Lauretana) ed accostata, La Santa Casa, lateralmente da due ramoscelli di pero, fogliati e fruttati, nascenti dai fianchi del monte, il tutto al naturale”.


Loreto

“D’azzurro, alla vasca di marmo di bianco alla pianta di lauro, al naturale, accostata da due colombe d’argento, poggianti sull’orlo della vasca, contromiranti ed imbeccanti un ramo di lauro”.

D.R. 9 ottobre 1925.


Loreto Aprutino