Armoriale dei comuni per stato

“D’azzurro, all’Arcangelo Gabriele di carnagione, biondo, con dalmatica, ali, calzari d’oro impugnante con la sinistra una bilancia dello stesso e con la destra una spada pure d’oro in banda, calpestante Lucifero di nero, infiammato di rosso, coricante una giogaia di 5 montagne al naturale di verde, fondate in punta. Segni esterni di comune”.

Estratto dall’Archivio di Stato di Napoli ed esattamente dal Fondo Conti Comunali Antichi Fascio 290, fascicolo per gli anni 1682, 16


Fornelli


Forni Avoltri


Forni di Sopra

“Parito, d’argento e di nero, al castello di rosso torricellato di tre, la torre centrale più alta, aperto e finestrato del campo. Ornamenti esteriori da Comune”

D.P.R. 16 ottobre 1954


Forni di Sotto

Lo stemma è formato da uno scudo di forma sannitica, troncato. Nella parte superiore a smalto rosso, campeggia la figura di un’aquila ferma; tale figura simbolica, oltre ad essere una figura comune a molte dinastie piemontesi e canavesane, è un chiaro riferimento al carattere alpestre e montano del Comune. Nella parte inferiore, a metallo oro, è rappresentato un antico forno per la cottura della calce, che allude all’etimologia della denominazione comunale di Forno e si riferisce all’esistenza, fin dall’antichità, dell’attività estrattiva di materiale calcareo da cui si ricavava calce di ottima qualità. Lo scudo è sormontato da una corona turrita che è il simbolo convenzionale della Comunità; smalto rosso e metallo oro sono colori araldici molto frequenti nelle armi gentilizie di numerose dinastie del Piemonte. Il motto ‘virtus et labot ad solium ducunt’ allude alle caratterisitche dominanti nell’indole della popolazione e alle tradizioni storiche del Comune (con esplicito riferimento linguistico al Monte Soglio, sulle cui pendici il Comune sorge).


Forno Canavese

“D’argento alla torre di rosso, munita di tre merli alla ghibellina, chiusa del secondo, finestrata di nero, lambita da acque d’azzurro, increspate d’argento; fiancato ritondato di rosso con il primo fianco carico di una lettera F, il secondo di una lettera N, ambedue a caratteri maiuscoli di nero; al capo dello scudo di rosso con l’aquila d’oro, coronata del medesimo”.

Tratto da “Stemmario della Regione Emilia-Romagna”


Fornovo di Taro

“Troncato: nel Primo di oro, nel Secondo di argento, al leone di rosso, attraversante sulla fascia di azzurro, posta sulla troncatura. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.C.M.


Fornovo San Giovanni

“D’argento ad un’ancora di nero, sulla quale attraversa un fascio littorio posto in palo su due rami di quercia e d’olivo posti in decusse, il tutto d’oro, alla bordura di rosso vuota del campo”.


Fort-de-France

“Di cielo, al fortino d’argento, accompagnato in punta dalle lettere MCMXIV”


Forte dei Marmi

“Partito innestato in punta, il primo di rosso, il secondo d’azzurro, il terzo di verde, con la linee di partizione aumentate d’argento”.


Fortezza