Armoriale dei comuni per stato

“D’azzurro, al castello d’argento, torricellato di due, aperto e finestrato, fondato su terrazza di verde; al capo rosso caricato di un aquila al naturale dal volo spiegato, ornamenti esteriori da comune”.

D.P.R. 14 marzo 1962


Dolceacqua

“Di cielo, all’olivo sradicato, con la chioma di verde e con il tronco nocchieruto e le radici, al naturale, al capo di argento, caricato dalla croce di rosso. Ornamenti esteriori da Comune”


Dolcedo

“Troncato, al primo d’azzurro seminato di biglietti d’oro al leone pure d’oro coronato dello stesso, armato e lampassato di rosso, uscente dalla partizione, al secondo di rosso al sole anch’esso d’oro”


Dole

“Troncato, il primo d’azzurro caricato da una collina al naturale sulla quale è infissa una vanga d’oro vanga in palo manicata di legno e accollata da due tralci di vite al naturale decussati e fruttati d’oro di quattro; il tutto circondato da sei stelle d’argento (3,3) raggiate di cinque; il secondo di rosso ad una penna d’oca d’oro in sbarra”.

D.P.R. n. 2189 del 9 febbraio 1983


Dolegna del Collio


Dolianova

“Inquartato di rosso e d’argento con la bordatura d’azzurro caricata di dodici stelle d’oro di sei raggi”.

Blasone di Giancarlo Scarpitta


Dolo


Dolzago

Anticamente MONTELUPO e, fino al 1944, TORRACCIA, con la variazione toponomastica lo stemma ha perso la sua connotazione “parlante”: che unisce la figura del lupo passante alla torre in rovina sulla cima di un monte .


Domagnano

“Troncato, il l° d’azzurro, alla casa d’argento, chiusa, finestrata di uno e murata di nero, fondata sulla partizione, sostenuta da due leoni controrampanti d’oro e sormontata a destra da una stella d’argento, raggiata di sei, a sinistra da un trifoglio d’oro; il 2° d’argento, al busto di una fanciulla di carnagione, uscente da un mare d’azzurro nella punta e afferrante con le mani un serpente a due teste di verde. Ornamenti esteriori da Comune”.


Domanico


Domaso