Aosta (Provincia abrogata)


Aosta (Provincia abrogata)

Informazioni
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Storia della Provincia e dello Stemma

La Provincia di Aosta fu una provincia voluta dal regime fascista e creata con il Rd n. 1 del 2 gennaio 1927. Faceva parte del territorio piemontese ed è esistita dal 1927 al 1945.

La provincia venne costituita unendo il territorio storico della Valle d’Aosta e unendovi il Canavese il cui capoluogo, Ivrea, si pensò, in un primo tempo di fare diventare il capoluogo di tutta la provincia. Solo l’opposizione dei Savoia, che avevano un particolare legame con il territorio valdostano, impedì questo evento e così venne messa a capo della provincia Aosta, malgrado la violenta opposizione dei parlamentari canavesi.

Il fascismo, in questo modo, ottenne alcuni indubbi risultati: la popolazione valdostana divenne minoritaria all’interno della nuova provincia, la popolazione francofona divenne un’isola all’interno di una popolazione italofona.

Ufficialmente, il regime inserì questa operazione in una più ampia riforma delle province italiane giustificandola con la necessità di razionalizzare il territorio e con quella, storica, di riportare il territorio ai confini della “Divisione di Aosta” o del “Dipartimento della Dora” voluto da Naspoleone.

Paradossalmente, a parte le proteste valdostane, ben più forti furono quelle dei comuni canavesani che considerarono un grave affronto del regime alla propria “italianità” l’essere inglobate in una provincia “artificiale” e “franciosante” con, per giunta, capoluogo Aosta.

Nel 1946 la parte che formava il territorio storico della Valle d’Aosta fu trasformata nella Circoscrizione autonoma Valle d’Aosta, che con l’entrata in vigore della Costituzione nel 1948 assunse il nome di Regione Autonoma Valle d’Aosta.

 

La soppressione della Provincia di Aosta fu decisa dal decreto legge luogotenenziale 7 settembre 1945 n. 545, ma il ritorno alla piena sovranità italiana alla mezzanotte del 31 dicembre dello stesso anno.

La “Circoscrizione autonoma Valle d’Aosta”, che comprendeva esclusivamente 46 comuni valdostani, voluti dal fascismo tramite l’accorpamento di comuni viciniori, ma che, a seguito di petizioni popolari diventeranno 74 (oggi 74), assumeva le funzioni provinciali con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4 quando divenne regione autonoma a statuto speciale.

 

La Provincia aveva uno stemma e un gonfalone propri.

Lo stemma era stato concesso con un Regio Decreto del 23 febbraio del 1928 ed era così blasonato: “Partito: nel 1º di nero, al leone d’argento, armato e lampassato di rosso; nel 2º d’argento alla croce di rosso. Lo scudo sarà fregiato dalla speciale corona di Provincia”.

 

Il gonfalone veniva concesso qualche anno dopo, il 19 ottobre del 1933, sempre con un Regio Decreto, e consisteva in una “Drappo di azzurro…”. La realizzazione del drappo portò spesso ad una confusione nella colorazione dello stesso poiché venne scelto un azzurro talmente scuro da confondersi con il nero, in analogia con lo stemma.

 

 

 

Nota di Bruno Fracasso

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


Partito: nel 1º di nero, al leone d’argento, armato e lampassato di rosso; nel 2º d’argento alla croce di rosso. Lo scudo sarà fregiato dalla speciale corona di Provincia”.

Oggetti dello stemma:
croce, leone
Attributi araldici:
armato, lampassato

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro…”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 23/02/1928
    • Regio Decreto (RD) di concessione – 19/10/1933