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Villa Estense

L’antica torre esistente a Villa
di Villa (l’odierna Villa Estense) fino al 1865 ed ultimamente
adibita a campanile, compare in primo piano in questo stemma civico
dalla caratteristica forma appuntata, cioè non sannitica. La
particolarità è riscontrabile in molte miniature di
emblemi concessi o riconosciuti nello stesso periodo.

La blasonatura di questo stemma risulta assai scarna, non
provvedendo a dettagliare la forma e la posizione della torre
stessa.

La fortificazione, riferisce lo storico locale Andrea Gloria aveva
sulla propria cima una testa, conficcata su di un’asta, appartenuta
a qualche statua romana.

Ora di tale scultura si è persa ogni traccia.
Durante la costruzione della nuova chiesa la vecchia torre fu in un
primo tempo lasciata in funzione. Successivamente, per le poco
sicure condizioni di stabilità, ne venne deciso
l’abbattimento.

Per lungo tempo le sue pietre servirono a rinforzare i precari
argini del vicino fiume Adige.
Nello stemma di Villa Estense la costruzione difensiva viene
raffigurata munita di campana, non solo per la sua trasformazione a
campanile, ma soprattutto per sottolineare l’importanza dell’antica
pieve di Villa di Villa, che trarrebbe origine dal “Plebatus
Villae” (secoli X-XI).

Gli studiosi locali Nuvolato e Gloria, che lo citano, affermano che
esso fu ceduto per intero nel 1098 a Guelfo IV, marchese
d’Este.

Il Capo dell’Impero (d’oro all’aquila nera con le ali
spiegate
) sta a ricordo dell’origine romana del paese, come
testimoniano alcuni reperti archeologici fra cui un’ara di macigno
dedicata a Giove, venuta alla luce durante scavi nel 1845. Il
Furlanetto accenna anche ad un frammento di iscrizione andato poi
perduto, mentre diverse lapidi attribuibili alla “gens Ancharia”
sono state scoperte nella zona.

Per quanto riguarda il gonfalone, è interessante osservare
che l’asta verticale che lo sostiene è ricoperta di velluto
azzurro e di bollette dorate, anziché rispettivamente del
colore del drappo (bianco) ed argento (Il Comune non gode del
Titolo di Città). Inoltre il bozzetto contenuto all’interno
è sannitico e non appuntato come lo stemma.

Nel Regio Decreto di ufficializzazione, il drappo viene descritto
come “riccamente ornato in seta” tralasciando l’indicazione
del metallo (argento o oro).