/ / Tribano

Tribano


Attorno alla anno Mille i marchesi d’Este possedevano in Tribano un castello che si suppone retto da qualche feudatario.

Della fortificazione è rimasto solamente il ricordo in una piccola altura, detta del “Castellaro”, situata di fronte alla chiesa arcipretale di San Martino.

Nel 1256 Gerardo, rappresentante del crudele Ezzelino III da Romano e comandante della piazza di Monselice, ordinò lo smantellamento fin dalle fondamenta della rocca di Tribano, perché il paese era rimasto fedele agli Estensi.

Il codice miniato, scritto tra il 1434 ed il 1440 da Giovan Francesco Capodilista, riferisce poi che il ricostruito castello apparteneva ai Pesci ed ai Paltanieri che si dicevano conti di Tribano e che avevano avuto il feudo dai citati marchesi d’Este: “De Piscibus et Paltaneriis de Poyana comites se dicunt Tribani, ubi habent fortilicium”.

Nel 1923 furo spianati gli ultimi resti della fortezza medioevale e si scoprì che essa era provvista di cunicoli sotterranei che congiungevano le tre torri esistenti, assunte poi nello stemma comunale.

I viadotti segreti erano assai diffusi presso le antiche fortificazioni e venivano utilizzati in caso di saccheggi o di assedi.

La torre, molto rimaneggiata, tuttora in centro al paese, fu costruita attigua alla residenza dei Brazolo, antichissima ed illustre famiglia padovana (citata in atti del 1130), la quale avrebbe preso il cognome da “Bradolius”, castello personale, spianato nel 1313.

Sulla carta intestata del Comune di Tribano l’emblema civico si presentava di forma triangolare, ornato di ricami e privo di ornamenti esteriori prescritti (corona murale e rami fogliati).

Sulla facciata del Municipio era stata poi apposta una targa riproducente l’arma civica a colori. In tale manufatto il campo dello scudo appariva “celeste” e così l’area (“campagna”) sui cui poggiano le tre torri. Analoghe caratteristiche si ritrovano in uno scudo posto sopra l’albo comunale interno.

A metà del secolo scorso, ad opera di uno studio araldico, la Civica Amministrazione fece confezionare il gonfalone in stoffa secondo le disposizioni tecniche vigenti.

Fu così adottato un drappo partito di rosso e di bianco, colori assunti anche dai vicini centri di Monselice e Conselve alla cui storia il paese di Tribano fu sempre legato.

Al suo interno fu inserito uno scudo sannitico argento con torri al naturale, munite di porte e finestre rosse, il tutto posto sulla pianura verde. Gli ornamenti esteriori sono divenuti corretti. La pratica di ufficializzazione non ebbe però seguito.

Solo alla fine degli anni Ottanta la pratica per la concessione dello stemma e del gonfalone, seguita da Giancarlo Scarpitta, portò alla definitiva approvazione con Decreto del Presidente della Repubblica datato 21/12/1989.