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Il nuovo stemma di Oggiono

Il nuovo stemma di Oggiono.

Qui di seguito si trascrive la relazione storico araldica di Marco Foppoli, allegata alla delibera del 26 aprile 2018

 Note araldiche sullo stemma della Città di Oggiono

Il Comune di Oggiono ha ottenuto nel 2017 la concessione del titolo di Città; nella necessaria opera di riaggiornamento dell’insegna civica con l’aggiunta dei distintivi caratteristici degli stemmi di Città, l’Amministrazione comunale ha deciso anche di ampliare l’insegna esistente per celebrare nell’emblema rinnovato il conferimento del titolo civico.

Il borgo di Oggiono non sembrerebbe aver avuto un’insegna storica, lo stemma esistente infatti inizia ad apparire sulle carte comunali solo a partire dagli anni ’50 dell’ormai secolo scorso e sintetizza in modo piuttosto didascalico motivi che si dovettero avvertire come identificativi. Una tavolozza da pittore con due pennelli incrociati, ad evocare il celebre artista leonardesco Marco Da Oggiono, la cui famiglia era originaria del borgo, il millesimo “MDCLIV” come memoria dell’anno in cui la Comunità riscattò le libertà civiche dalla dipendenza feudale e il motivo araldico dell’ondato a richiamare l’elemento ambientale lacustre.

Il rinnovato stemma che qui viene illustrato, mantiene immutati gli elementi precedenti integrandoli con alcuni motivi araldici propri e distintivi. Il codice araldico Stemmario Trivulziano preziosa raccolta manoscritta del XV secolo che raccoglie stemmi di famiglie, comunità e città lombarde, censisce infatti anche gli stemmi di due famiglie da Ogiono di cui non è inverosimile ritenere una delle due essere stata proprio quella del celebre pittore Marco Da Oggiono. Si è ritenuto pertanto di ricorrere a questo patrimonio araldico sino ad ora poco noto e del tutto ignorato, per conferire allo stemma della Città di Oggiono una rinnovata e più significativa identità legata all’araldica storica locale.

Innanzi tutto aggiungendo una figura tratta dal primo stemma della famiglia da Ogiono dipinto alla carta 262 dello Stemmario Trivulziano (Fig. 1) raffigurante tra gli altri simboli due mani destre che si stringono fraternamente, immagine che in araldica è chiamata “fede” e che già in epoca romana era signum di amicizia, fedeltà e pace, chiamato dai pretoriani dextrarum iunctio. La figura è da ritenersi appropriata perché introduce nello stemma non solo un simbolo storico, desunto dal retaggio araldico di Oggiono, ma, ancora, perchè l’immagine evoca la concordia, la collaborazione e unità fattiva della Comunità e dei suoi cittadini, condizioni che furono alla base della riconquista delle libertà civiche nel 1654 e che allo stesso tempo si possono considerare quelle che hanno consentito la crescita e lo sviluppo di Oggiono nel corso tempo di cui la concessione del titolo di “Città” è stato il più recente riconoscimento. Un simbolo che evoca virtù civiche e valori universali sempre attuali e auspicabili.

Entrambi gli scudi delle famiglie da Ogiono censiti nello Stemmario Trivulziano riportano poi al loro vertice il cosidetto “capo imperiale”, ovvero il simbolo dei partitanti ghibellini, la nera aquila imperiale in campo oro. L’Università del Monte di Brianza in cui s’incardinava la Comunità di Oggiono sino al XVI secolo si denotava infatti per la solida e radicata militanza ghibellina delle sue famiglie e comunità; non stupisce quindi che entrambe le famiglie da Ogiono alzassero al vertice dei loro scudi questo segno distintivo. Pertanto si è ritenuto utile distinguere con un segno storico e identitario così significativo il rinnovato stemma di Oggiono, il capo con l’aquila ghibellina che compare anche negli

stemmi di altri comuni della Provincia di Lecco come Imbersago, Monte Marenzo, Olginate, Rovagnate e Santa Maria di Hoè.

La forma grafica del motivo dell’ondato che evoca l’ambiente lacustre in questa versione è stata resa come quella più tipica dell’araldica lombarda rinascimentale ben desumibile dai tanti stemmi che evocano i laghi lombardi nello Stemmario Trivulziano per conferire anche in questo elemento un legame iconografico tra lo stemma civico e la più tradizionale araldica lombarda.

Il millesimo in numeri romani è stato correttamente colorato secondo le regole cromatiche araldiche la versione attuale nero su rosso è infatti erronea.

Lo stemma è illustrato da un motto posto su un cartiglio sotto lo scudo: «(MOLTITUDO) CONCORDIA CIVITAS FACTA EST», abbreviato in «CONCORDIA CIVITAS FACTA EST», un passo ripreso dal De Catilinae coniuratione dello storico latino Sallustio, la cui traduzione è: “(una massa di persone diverse) per l’unità degli intenti divenne una Città”.

Il motto rinnova e illustra l’auspicio della concordia fattiva della comunità e degli abitanti di Oggiono espresso anche dal simbolo araldico della “fede”; la concordia infatti come già accennato, era usualmente simboleggiata dalla fraterna stretta di mano.

Completano lo stemma come di consueto la corona civica distintiva delle Città, ovvero corona muraria d’oro con cinque torri, e i serti decorativi di alloro e quercia.

Marco Foppoli

Potete leggere la delibera del consiglio comunale scaricandola a questo link