Tutto (il)

locuzione abbreviativa che si usa nel blasonare parecchie figure dello stesso smalto.

Tutto (sul)

si dice di uno scudetto posto sopra la linea di partizione o dell’inquartato, che può essere l’arma originaria della famiglia o una concessione.

Tutto del Tutto (sul)

scudetto caricante su sul tutto.

Tricorno (o Berretta) prelatizia

tipico copricapo dei prelati cattolici di forma approssimativamente cubica e munita di tre alette rigide nella parte superiore con un fiocco, è indossata in modo tale che un’aletta punti sulla fronte, una verso destra e la terza sul retro. Il colore è differente a seconda del grado del possessore all’interno della gerarchia cattolica (Giovanni XXIII fu l’ultimo papa ad averne una, bianca, personale).

Turcopolo

truppa composta da armati indigeni palestinesi (spesso mercenari) di un Ordine Militare, guidate da un ufficiale detto “Turcopoliere”.

Tridentino

“di Trento”. In particolare è riferimento allo storico Concilio, convocato a Trento il 15 dicembre 1545 da papa Paolo III Farnese per contrastare la Riforma protestante e protrattosi, con frequenti interruzioni, fino al 1563, coinvolgendo il pontificato di quattro papi. Le linee direttrici della Chiesa Cattolica Romana espresse durante questo Concilio sono sostanzialmente valide ancora oggi.

Turingia (Thüringen), arma

lo stemma storico del Landgraviato porta su un campo azzurro un leone fasciato di dieci pezzi di rosso e d’argento, coronato e armato d’oro. Che venne sostituito il 7 aprile 1921 da sette stelle di sei punte d’argento in campo rosso in rappresentanza gli antichi territori uniti a formare il Land i Ducati sassoni di Weimar, Altemburg, Meiningen, Coburg, Schwarzburg-Rudolstadt, Schwarzburg-Sonderhausen e il territorio di Reuss. Il 13 agosto 1945 venne ripristinato il leone, ma d’oro e in campo rosso seminato da otto stelle d’argento, dato che ai territori originari fu aggiunta una porzione di territorio della Prussia. Dal 30 gennaio 1991 è stato ripristinato il campo azzurro, col leone fasciato storico e le otto stelle. Il leone di Turingia è simbolo anche dell’Assia.

Trifogliato

croce e pezza allungata terminante in trifogli. Ognuno dei bracci della croce di S. Maurizio o della croce patriarcale.

Tutela giuridica (degli stemmi degli Enti Morali)

in Italia lo stemma, il gonfalone, la bandiera e il sigillo di un Ente Morale (compresi quelli Civici) o Corpo Militare dello Stato è bene immateriale dell’Ente di appartenenza, tutelato dalla Legge (analogamente al cognome delle persone e altri diritti

Trifoglio

foglia araldica di tre lobi, male ordinati, con il gambo sinuoso.

Trinacria

v. Triquetra.

Trinciato

scudo suddiviso diagonalmente da una linea che scende dall’angolo superiore destro all’angolo inferiore sinistro, nella posizione della banda, si blasona per primo il colore del triangolo superiore.

Triquetra

in greco “tre gambe”, anche “Trinàcria” (“tri-akros”- tre punte); emblema tradizionale della Sicilia- si rappresenta come un volto umano, con due ali al posto delle orecchie, con tre gambe umane che sembrano roteare intorno in senso orario, allude alle tre punte che delineato l’isola pressoché triangolare della Sicilia.

Triregno

vedi Tiara.

Trivulzio (arma)

arma della celebre famiglia lombarda, antica- “Palato d’oro e di verde”; moderna “d’oro alla testa di tre volti al naturale [di carnagione] coronata del campo, accompagnata dalla scritta MENS UNICA, alias “d’oro, alla testa di tre volti al naturale, coronata di una corona marchionale francese del campo”.

Trofeo

le armi e le spoglie del nemico vinto in battaglia che il vincitore portava con sé in patria a testimonianza della vittoria. Cfr. Panoplia.

Trofeo di Guerra (o d’Armi)

rappresentazione artistica di un trofeo, in forma di composizione di armi, scudi, bandiere, talvolta completato con fiori e frutta… simboleggia un successo militare. Di solito, in Araldica, è ridotto all’armatura con l’elmo accollati a due lance poste in decusse.

Troncato

scudo diviso in due parti uguali orizzontalmente, anche spaccato.

Troncato in Scaglione

scudo partito in due parti diseguali da una linea in forma di “V” rovesciata- con i lati moventi dagli angoli inferiori e congiunti al centro.

Troncato-Semipartito

scudo troncato, con la parte inferiore ulteriormente partita, cioè divisa in due verticalmente.

TUEL (Testo Unico degli Enti Locali Italiani)

vedi Norme.

Tribolo

1) strumento di ferro simile ad un chiodo a 4 punte poste come le linee mediane di un tetraedro, utilizzate per impacciare la cavalleria. Gettati per terra i triboli stavano comunque con tre punte fitte nel terreno e una verso l’alto. 2) disegno più o meno stilizzato dello stesso strumento usato in Araldica come figura.

Tuonante (e Tonante)

cannone dalla cui bocca escono fiamme

Tortiglio (e Tortiglione)

1) fascia attorcigliata che cinge la fronte, specialmente dei Mori (che si blasona “totigliata di”). 2) cercine.

Toscana (armi)

1) Granducato di Toscana- vedi Medici (de, arma). 2) Regione Toscana- “di rosso, al Pegaso d’argento rivoltato”.

Toson d’oro (e Vello d’Oro, Ordine e insegne)

prestigioso ed esclusivo Ordine Cavalleresco secolare istituito presso la Sainte Chapelle della cattedrale di Digione da Filippo il Buono duca di Borgogna il 10 gennaio 1430 (con 31 cavalieri) sotto la Protezione della Vergine e di Sant’Andrea, in occasione delle proprie terze nozze con Isabella del Portogallo, con lo scopo di promuovere la fede cristiana e difendere la persona del Duca, la Chiesa e la tranquillità dello Stato. Si ispira alla mitica vicenda di Giasone e degli Argonauti. Nel 1477, alla morte di Carlo il Temerario, il gran magistero passò alla figlia ed erede Maria che sposò Massimiliano I d’Asburgo, consegnando a quella dinastia la titolarità dell’Ordine. L’imperatore Calo V portò il numero dei cavalieri a 51 e Filippo IV di Spagna a 61. Il Capitolo dell’Ordine si teneva nella Sainte Chapelle di Digione, non lontano dalla Certosa di Champmol, necropoli ufficiale della dinastia dei Duchi di Borgogna. Il titolare del Gran Magistero dell’Ordine fu sempre il Duca di Borgogna e successivamente passò per eredità Filippo II d’Asburgo re di Spagna, fu disputato sia dalla Casa d’Austria che da quella di Spagna, per cui si originarono due Ordini distinti (Borbonico e Asburgico). Dopo il 1712 infatti, al termine della Guerra di Successione spagnola il pretendente della casa d’Austria reclamò per sé la sovranità dell’Ordine e nel 1714 di impadronì del tesoro, dal 1794 questo, comprendente le insegne dell’Ordine, sono all’Hofburg di Vienna. La decorazione era assai ambita, perché concessa solo ai comandanti più valorosi, e consegnata dal Re d’Armi (noto come “Fiandre”). L’insegna per le grandi occasioni (come la messa del giorno di Sant’Andrea, patrono dell’Ordine e della Borgogna) era costituita da un Gran Collare, ossia da una collana formata da acciarini e pietre focaie alternate sprizzanti fiamme, alla quale era attaccato un ciondolo rappresentante una pelle d’ariete (tosone- “pelle tosata”) d’oro; esso era indossato sopra un pesante mantello scarlatto con i bordi neri, ricamato in oro; la versione ordinaria prevedeva che la figura del Tosone fosse appesa ad un semplice nastro rosso. L’insegna restava sempre di proprietà dell’Ordine, e alla morte del Cavaliere gli eredi erano tenuti a restituire il gran collare entro tre mesi. Motto- “PRETIUM NON VILE LABORUM”. La simbologia della pietra focaia e del ferro per innesco (acciarino) starebbero a significare il fuoco dell’entusiasmo acceso dalla volontà (ferrea) di compiere azioni elevate. In contrapposizione re Luigi XI di Francia creò il 1 agosto 1469 l’Ordine di San Michele i cui membri erano detti Chevaliers de l’Ordre du Roi (abolito nel 1830). Vedi anche Borgogna.

Trafiere

nome aulico del pugnale, che “trafigge”.

Trafitto

passato da un’arma da punta.

Trangla

termine desueto per indicare la fascia in divisa, cioè diminuita circa della metà. Per alcuni si dicono Trangle se sono in numero dispari, se sono in numero pari le chiamano Burelle. Vedi Fascia.

Trappe (La) anche Trappa

più precisamente Abbaye de Notre Dame de Soligny La Trappe, in Normandia, casa madre dell’Ordine monastico Cistercense della Stretta Osservanza (OCSO). L’italiano “Trappa” indica anche un’abbazia cistercense di osservanza trappista. Vedi Ordine Cistercense e Ordine Trappista.

Trappista

nome popolare dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza. Vedi Ordine Cistercense e Ordine Trappista.

Tratteggio

insieme di segni grafici che simboleggiano gli Smalti e i Metalli araldici, la loro direzione e inclinazione è sempre riferita all’asse verticale mediano dello scudo (anche quando è inclinato). T. verticale (rosso), T. orizzontale (azzurro), T. obliquo in banda (verde), T. obliquo in sbarra (porpora), T. incrociato verticale e orizzontale (nero); mentre il campo vuoto simboleggia l’argento e il campo seminato di puntini l’oro. Alcuni (ad esempio gli araldisti della scuola inglese) indicano anche un tratteggio per l’aranciato o arancio (campo seminato si piccoli trattini verticali), per il marrone (tratti verticali intrecciati con tratti obliqui in banda).

Travaglio

incastellatura di travi munita di cinghie e altri accessori per tenere fermo il cavallo (o altro animale) durante la ferratura o un’operazione veterinaria. Da “Tripalum” (‘strumento formato da tre pali’). Cfr. Intravagliato.

Traversa

sbarra ridotta in spessore.

Torricellato

di un castello o di una muraglia quando sostiene delle torri, bisogna indicarne il numero (torricellato di nr..).

Traversante

vedi Attraversante.

Torsello

termine che indica una pezza di panno avvolta e legata; è impropriamente utilizzato anche come sinonimo di Cercine.

Tre, due, una

è la disposizione normale di 6 figure simili poste nello scudo su tre file- la superiore con tre figure, quella mediana con due e una singola inferiore.

Torta

pezza rotonda di colore pieno, simile al bisante (che però è di metallo). Se di smalto rosso convenzionalmente simboleggia una pagnotta. Vedi Pane.

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