Spoglia (e Spoglia Ferina)

pelle di leone o altra fiera.

Spogliato (o Secco)

l’albero quando è privo di fronde e frutti. Vedi Scoronato.

Sparso

vedi Seminato.

Spreti (Enciclopedia)

vedi Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana.

Sparviero

vedi Falcone.

Spronella

vedi Rotella di Sperone.

Spasimato

attributo del delfino e degli altri pesci, quando hanno la bocca aperta senza lingua. Anche Boccheggiante o Estasiato.

Squamato (e Scagliato)

pesce, serpente, drago coperto di scaglie.

Spaurito

il gatto in posizione rampante. Inferocito.

Squamato (e Squamoso)

scudo, pezza, pesce o rettile interamente ricoperti di scaglie (propriamente squame) in forma di piccoli scudi o aventi squame di smalto diverso.

Spaventato

e Inalberato, il cavallo nella posizione quasi rampante. Inalberato.

Spera

aureola raggiante di una stella, formata talvolta da un cerchio di piccoli raggi o da gruppi di essi, in riferimento alle sfere concentriche che, secondo l’ipotesi geocentrica, componevano il Cielo. Convenzionalmente la Stella d’Italia, si rappresenta in argento con la spera di raggi dello stesso.

Sonagliato

attributo dei falconi se muniti di sonagli al collo, alle zampe o al cappuccio. Anche altri animali dotati di sonagli. Vedi Clarinato, Campanellato, Squillato.

Sorante

uccello raffigurato nell’atto di spiccare il volo. Prende il nome dall’uso dei falconieri che facevano sorare i volatili per esercizio.

Sormontato

si dice di una figura che ne ha un’altra posta sopra e ravvicinata.

Sostegni

figure inanimate o vegetali, oggetti o cose in generale, che sostengono esteriormente lo scudo. Si classificano più precisamente in tre specie. Cfr. Tenenti e Supporti. Tenenti figure umane o umanoidi (angeli, giganti, sirene)

Sostegni (veri e propri)

cose inanimate

Sostenente

che sostiene. Reggente.

Sindaco

prima magistratura del Comune italiano (Burgmeister, nei territori dell’Alto-Adige/Südtirol; Maire, in Valle d’Aosta). Il nome deriva dal tardo latino “Syndicum” (‘difensore della comunità’) che a sua volta viene dal greco sýndikos (derivato di dike ‘giustizia’). Vedi anche Podestà.

Sostenuto

1) figure che ne hanno altre sotto di loro e vengono da queste sorrette. Esempio si dice “croce sostenuta da un monte” giacché in natura il monte sostiene effettivamente la croce. 2) l’albero, la scala o altra pezza quando è sorretto da uno o più animali rampanti. 3) il capo quando è sorretto da una fascia diminuita.

Sinistra

in Araldica le direzioni sono riferite all’ideale portatore dello scudo, quindi corrisponde alla destra di chi guarda.

Sostituzione (Arme di)

quando qualcuno assume l’arma e il nome di una famiglia estinta. Spesso si tratta di un vincolo testamentario col quale l’ultimo discendente di una famiglia chiede al beneficiario di perpetuarne il nome.

Sinistrato

1) figura che è accompagnata o accostata da un’altra più piccola alla sua sinistra. 2) Partito a sinistra, quando la linea di partizione non è mediana ma spostata verso il lato sinistro dello scudo, così da ottenere due campi dei quali il primo è il doppio dell’altro (2/3 contro 1/3). Contrario Addestrato.

Spaccato (e Cupé)

1) scudo diviso in due parti orizzontalmente, Troncato. 2) figure provviste di un apertura (monte, bomba o granata scoppiante, melagrana aperta).

Sinistrocherio

contrario di Destrocherio, braccio sinistro. Da “Cheiros” (mano). Vedi Destrocherio.

Spada

la sua posizione normale è in palo o “alta” con la punta verso l’alto. Può essere guarnita (e guarnita) se ha l’impugnatura di smalto differente dalla lama. Nell’araldica ecclesiastica era accollata in decusse col pastorale dietro agli scudi dei vescovi e abati che avevano il diritto di amministrare l’Alta Giustizia nel loro dominii (in pratica la facoltà di comminare la pena capitale).

Sinopia (e Sinopie)

terra rossa un tempo importata dalla zona intorno alla città di Sinòpe e usata come colorante, specialmente per il disegno preparatorio degli affreschi.

Sirena

animale chimerico avente la parte superiore formata dal corpo di una giovane donna nuda e quella inferiore con una o due code di pesce. Il maschio si dice Tritone. Se ha il corpo di volatile è un’Arpia. Diversa da Melusina.

Slavonia (già Schiavonia)

Regno balcanico del periodo asburgico. Arma “d’azzurro alla fascia ondata d’argento caricata di una burella pure ondata di rosso, sovraccaricata di una martora passante al naturale e accompagnata in capo da una stella di sei punte d’oro.

Smalti

tinte contenute nello scudo. Quelli “primari” si dividono in metalli (oro e argento), colori (rosso, azzurro, nero, verde, porpora), e pellicce (armellino, vaio, contrarmellino, controvaio, gran vaio). A queste si aggiungono il Campo di cielo, il cannellato, l’ aranciato, il sanguigno che alcuni definiscono “secondari”.

Sociali (Armi)

vedi Armi Sociali.

Sole

convenzionalmente di rappresenta circondato da 16 raggi, dei quali 8 ondeggianti alternati a 8 rettilinei, quelli ondeggianti rappresentano il calore e quelli retti la luce. Più raro con solo 12 raggi, ma similmente alternati. Può essere figurato se presenta le sembianze di un volto maschile, se non ha alcuna figurazione alcuni lo definiscono ombra di sole o rozzo (quest’ultimo però poco usato). Se il sole è posto nell’angolo destro superiore dello scudo si dice levante o nascente, se è posto nell’angolo sinistro si dice tramontante, se posto al centro del capo dello scudo si dice meriggio, sole merdiano o mezzogiorno. Si dice uscente se visibile solo per metà perché parzialmente nascosto dal mare o da altra pezza o figura.

Sicilia Antica (arma)

arma del Regno di Sicilia “d’oro ai quattro pali di rosso, fiancheggiato d’argento all’aquila spiegata di nero”ovvero “d’Aragona, fiancheggiato da un campo d’argento all’aquila nera (che è di Svevia)” si intende che il campo è partito in decusse, con il campo superiore e inferiore d’Aragona, e quello destro e sinistro di Svevia. L’emblema dell’attuale Regione Autonoma Siciliana è la nota “Trinàcria” (vedi questa voce).

Sicomoro (o Fico d’Egitto)

fico. Grande albero delle moracee dal cui tronco gli egizi ricavavano il legno per i sarcofagi.

Semitroncato-partito

scudo troncato orizzontalmente in due parti, con il campo inferiore ulteriormente diviso in due parti verticalmente.

Sigillo

era (ed è tutt’ora) un’impronta lasciata da un punzone metallico (o in pietra dura) su cera o ceralacca, ottenuto “a secco” o mediante un tampone inchiostrato (come nell’attuale uso burocratico). Impronta per l’autenticazione dei documenti, sul quale è riportata una figurazione significativa e caratteristica. Molto spesso, più dello stemma, l’oggetto della vera e propria “concessione” era proprio la figurazione del sigillo, avente valore legale, dal quale in seguito è stato possibile ricavare lo stemma vero e proprio. I sigilli dei Comuni sono dati in custodia al Segretario Comunale, mentre per quelli dello Stato ne è responsabile Ministro di Grazia e Giustizia detto per ciò “Guardasigilli”. Durante il dominio napoleonico all’inizio del XIX secolo vennero eretti la maggior parte dei Comuni attuali, detti allora come in Francia “Mairies” (retti da un “Maire” di nomina prefettizia corrispondente all’omonimo francese e all’attuale sindaco), tutte le amministrazioni furono dotate dall’Impero di un sigillo recante l’aquila imperiale tenente tra gli artigli un fascio di folgori e la denominazione del Comune. nalogamente il governo Sabaudo, dopo l’Unità d’Italia, mutò la figurazione del sigillo comunale con uno adeguato al nuovo ordinamento spesso si trattava della riproduzione dello scudo di Savoia, timbrato dalla corona regia, accollato a sei bandiere. Per questo molti pensano che la maggior parte degli scudi “crociati” oggi ancora vigenti derivi dall’emblema sabaudo. Vedi Bolla.

Semivolo

“metà del volo”, ala singola spiegata. Vedi Volo.

Signore

colui che esercita signoria feudale. Dal latino “Seniorem” (da “senex” vecchio).

Serafino

testa di putto in maestà, contornato di 6 ali. Dall’ebraico “Seraphium” (‘gli ardenti’).