Parasole Basilicale

vedi Basilica.

Patente

“aperta”. 1) Si dice di lettera o altro documento che “rende pubblica una decisone sovrana” e per questo “aperta” e leggibile da tutti. 2) le pezze che sembrano “aprirsi” (allargarsi) verso le estremità.

Pardo o Gattopardo

sinonimo impreciso di Leopardo; secondo la tradizione si tratta di un felino “scoreggione” (dal greco pardos, “fetore”, per via degli orribile peti coi quali molesta i nemici) che accoppiandosi con la leonessa origina il Leopardo. Vedi anche Leopardo.

Parentela (Arma di)

armi composte con i quarti delle famiglie delle donne entrate per matrimonio, che si aggiungono a quelle ricevute dal padre. Cfr. Alleanza (armi).

Parergo

fregio decorativo delle medaglie.

Pari del Regno

titolo onorifico che designa i maggiori feudatari di un Reame, di onore uguale a quello del re. Pari di Francia, di Inghilterra, di Spagna.

Pari di Francia

si distinguevano in ecclesiastici (arcivescovo di Reims, vescovo-Duca di Laon, vescovo-duca di Langres, vescovo-conte di Beauvais, vescovo-conte di Châlons, vescovo-conte di Noyon) e laici (duca di Borgogna, duca di Normandia, duca di Aquitania, conte di Tolosa, conte di Fiandra, Conte del Vermandois-di Champagne).

Palo

pezza onorevole di primo ordine che occupa, centralmente e verticalmente, la terza parte dello scudo (2 moduli). Se ridotto della metà è una verghetta. Se non arriva a toccare il margine superiore si chiana palo ritirato, se non arriva al margine inferiore si chiama palo scorciato; se ha una estremità appuntita sarà appuntato (in capo o in punta a seconda dei casi). Se il palo si allarga al centro è discodato, mentre si chiama palo patente il palo che si allarga verso le estremità. Può essere bordato ai lati con un altro colore. Due filetti in palo ravvicinati ad occupare lo spazio normale di un palo si dice palo gemello, se sono tre si dice terza in palo.

Palù (Da) anche Dalla Palude

noti anche come Arduini o Arduinici, perché discendenti di Arduino della Palude feudatario dei Canossa e signore del castello “della Palude” presso Fabbrico (RE). Arma antica “d’argento a due aghi da rete di rosso, posti in decusse (capo d’oro all’aquila di nero coronata del campo)”.

Pampino

foglia di vite. Si dice pampinoso il ramo o il grappolo di vite se munito di foglie.

Padiglione (o impropriamente Manto)

simbolo di sovranità che compete ai sovrani, ai principi e duchi e alle famiglie che esercitano o esercitarono piena giurisdizione civile e penale nei loro territori. Si sostiene che la forma derivi dalla tenda militare o dal palco entro il quale le autorità prendevano posto per assistere ai tornei. È formato dal colmo (cappello) e dalle cortine (mantello). Il Re d’Italia portava nel suo grande stemma il padiglione regio che aveva come cortinaggio il gran Manto Reale col colmo di tela d’argento ricamata a lingue di fuoco moventi dal lembo superiore e a fiamme alternate d’oro e di rosso nella parte inferiore con un drappellone intagliato a forma di vaio di velluto azzurro gallonato con fiocchi d’oro. Vedi Mantello, Drappello.

Pane

convenzionalmente una Torta di smalto rosso simboleggia una pagnotta ed è simbolica del giusto compenso ottenuto col lavoro leale ed onesto.

Padronanza (Di)

armi di feudi che si inseriscono nelle proprie per vantare diritti su quelle terra, torri, domini. Il posto d’onore spetterà alle armi proprie o originarie della famiglia alle quali seguirà quella sulla quale si vuole indicare diritti. Cfr. con Dipendenza, Concessione.

Panoplia

termine che letteralmente significa “collezione di armi”, “insieme delle armi [di un Oplita, soldato greco]” e usato per indicare l’insieme delle armi in un “trofeo” composto dall’insieme completo di armatura a piastre che ricopre l’intero corpo.

Paladino

corruzione del termine Palatino, cioè cavaliere di fiducia che risiedeva nel palazzo del Sovrano. Carlo Magno elesse 12 cavalieri a cui diede il nome di Cavalieri Palatini o Paladini. Dal latino “Palatinum Comitem” (‘compagno del re’). Cfr. con Conte Palatino.

Pantera

animale chimerico, in Araldica assai differente all’omonimo naturale, si rappresenta con parte posteriore del corpo di leone, arti superiori di grifone, testa d’aquila, talvolta cornuta e vomitante fiamme (ignivoma).

Palatino (Conte P.)

vedi Conte Palatino.

Pantheon

animale chimerico dell’Araldica Inglese, sorta di capriolo, dalla lunga coda.

Palato

lo scudo (o la figura) quando è coperto di 6 pali di smalti alternati, si blasona solo se il numero di pali è 4, se è 8 (o più) meglio dire verghettato. Si blasona per primo lo smalto del primo palo a destra.

Palco

1) piano di una torre, o altro edificio merlato o meno, che può averne anche più di uno (in questo caso di blasona il numero dei palchi). 2) le corna del cervo. Vedi Cervo.

Paleologo (arma)

vedi Costantinopoli.

Palio

pezza di panno pregiato messo come posta nelle competizioni. Da non confondere con Pallio anche se ha con questo la stessa etimologia.

Palizzata

fascia doppio-merlata di tre pezzi scorciata.

Palla

figura tonda ombreggiata in modo da farne percepire il rilievo. Nome popolare delle figure dello stemma dei Medici (vedi). Se non è ombreggiata è una torta o tortello. Tre palle d’oro sono il simbolo tradizionale di San Nicola di Myra (detto anche di Bari, città nella quale furono traslate le reliquie nel 1087), riferimento alla leggenda secondo la quale, nottetempo, il vescovo le gettò in casa di tre fanciulle poverissime per risparmiarle dalla prostituzione alla quale il padre le aveva destinate. Cfr. Bisante, Torta, Tortello.

Pallavicino (o Pallavicini, arma)

“Cinque punti di rosso equipollenti a quattro d’argento, col capo dell’Impero”. Secondo la tradizione popolare il cognome deriverebbe dal conte Alberto di Busseto, detto “Pela Vicino” per la sua politica di aggressione verso i confinanti. Nel corso del XI o XII secolo si è modificato con l’intento di modificare l’originario significato ingiurioso. La famiglia deriva dagli “Obertenghi” ossia dalla discendenza di Oberto conte palatino del X secolo, della quale discendono anche gli Estensi, i Malaspina e i marchesi di Massa-Corsica.

Pallio. dal latino “pallium”

tela rettangolare generalmente bianca che si portava avvolta introno al corpo sopra alla tunica. Da sempre indica la dignità pontificia ed episcopale ed è usato nella cerimonia dell’ “insediamento” del papa come vescovo di Roma, Metropolita della Provincia (Ecclesiastica) Romana, Supremo Pastore della Chiesa Cattolica e Capo dello Stato della Città del Vaticano. Secondo alcuni in antico era una vera e propria pelle d’agnello poggiata sulla spalla, secondo altri deriva dalla toga senatoria; in seguito venne sostituita da una lunga striscia di lana bianca tessuta con il vello di agnelli allevati tutt’oggi per questo scopo e benedetti dal papa in occasione della memoria di Sant’Agnese. La striscia è caricata con sei croci (nere o rosse) , sulla croce posta sul petto e su quella della spalla sinistra sono altresì inserite spille preziose d’oro (che richiamerebbero le piaghe di Cristo) affinché rimanga ben disteso si aggiunge ad ciascuno estremità una piastrina di piombo, ricoperta di lana nera. È anche segno di dignità degli arcivescovi metropoliti indica quindi la collegialità del ministero e della giurisdizione del papa con gli arcivescovi e, per mezzo di loro, con i vescovi suffraganei. Prima di essere indossati i pallii devono restare per un certo periodo nella Basilica di San Pietro, presso la tomba dell’apostolo. Gli arcivescovi entrano in carica formalmente dal momento in cui lo ricevono dalle mani del papa durante un’apposita cerimonia nella Basilica Vaticana nella solennità dei Santi Pietro e Paolo; in passato i metropoliti delle Diocesi più lontane intraprendevano lunghi viaggi per averlo. Solo il papa può indossarlo ovunque, mentre un arcivescovo lo può portare solo all’interno dei confini della sua Provincia Ecclesiastica. La forma del pallio è mutata nel corso del tempo fino a ridursi ad una specie di collare con due appendici (anteriore e posteriore), papa Benedetto XVI ne ha adottato uno che riprende quello ritrovato nel sepolcro di San Martino vescovo di Tours, di lana grezza lungo 260 centimetri, larga 8, decorato con piccole croci patenti rosse, risalente all’XI secolo è considerato l’esemplare più antico giunto fino a noi. Da non confondere con Palio.

Palma (rami di)

1) frasche dell’albero del dattero simbolici di martirio e regalità. Due rami di palma decussati sotto la punta dello scudo indicano che il possessore (che può essere anche un città) hanno dimostrato particolare valore in una battaglia o durante un assedio. 2) attributo degli stemmi femminili delle vedove in Italia, in sostituzione del Laccio d’Amore. 3) attributo del Patriarca di Lisbona che, in antico, aveva il privilegio di timbrare le proprie armi con la tiara pontificia, ma non dell’uso delle chiavi di S. Pietro, per cui usava due rami di palma accollati o sottoposti allo scudo. 4) segno di devozione nei confronti di un qualche Santo martire.

PRova

L’oggetto prova non esiste ma solo perché volevo provare…