Pico (arma)

signori di Mirandola (anzi, per la precisione, della Mirandola presso Modena), arma antica “scaccato di sei file d’azzurro e d’argento”. Nota il feudo di Mirandola aveva come arma l’aquila imperiale nera (“d’oro all’aquila nera coronata del campo”) mentre l’attuale città porta l’arma dei Boiardo (“d’azzurro allo scaglione d’oro”), successori dei Pico.

Piè nodrito

locuzione che indica il giglio araldico che mostra i fioroni e le stanghette, ma non i peduncoli, come se fossero piantati nel campo dello scudo.

Piegato

1) lo scaglione quando ha i bracci incurvati verso l’interno. 2) le ali dei volatili quando sono non del tutto aperte, come se stessero per chiuderle del tutto. Vedi Sorante e Volo.

Piemonte (Principe di)

vedi Principe di Piemonte.

Pesce

può essere in palo (o rigido), in fascia, pinnato o alettato, orecchiuto, caudato, crestato, montante, spasimato (se ha la bocca aperta) o boccheggiante, spesso raffigurato accoppiato addossati, curvi, contromontanti, o in numero passati in decusse, in pergola. Se non se ne conosce la specie lo di definisce semplicemente pesce, altrimenti bisogna specificare di che specie si tratta delfino, balena, cefalo, trota, salmone, storione, barbo (o barbio), triglia…Vedi anche Icsos.

Piemonte (Regione)

vedi Principe di Piemonte.

Pegaso

cavallo alato. Figura mitica.

Pellegrino

figura caratteristica di uomo nell’atto di camminare, munito di un bordone, di un cappello da pellegrino (galero), di una borsa (scarsella) e di un saio spesso decorato con una conchiglia.

Pellicano

nota figura dell’Araldica soprattutto ecclesiastica rappresentato nell’atto di beccarsi il petto per nutrire i piccoli. Simbolo del sacrificio cristiano per il prossimo perché si credeva che in caso di mancanza di cibo nutrisse i figli colla propria carne. In realtà l’uccello porta il cibo nella sacca membranosa del becco e per farlo uscire lo preme contro il petto, da cui la leggenda. Di solito è sanguinoso e con la sua pietà (vedi).

Pellicce

una delle categorie di smalti araldici, composta dall’ Armellino, dal Vajo nonché dal Contrarmellino e dal Controvajo. Possono essere accostate sia ad un metallo che ad un colore.

Pelta

scudo tondo in legno o vimine rivestito di cuoio che il mito attribuisce alle Amazzoni, donne guerriere che si privavano della mammella (greco ‘mazon’, con il privativo ‘a’) per combattere meglio.

Pendente

per due figure vegetali addossate, che si ripiegano in fuori e all’ingiù.

Penna

vedi Piuma.

Pennacchio

mazzo di piume che, solitamente, cima l’elmo. Un pennacchio formato da tre piume di struzzo sono l’emblema del Principe di Galles.

Pennone

1) asta della bandiera. 2) bandiera molto allungata, derivato di “penna” più piccolo del Guidone. 3) bandiera.

Pennone Araldico (e Pennone Genealogico)

1) sorta di albero di famiglia. È un grafico indicante il titolare e i suoi ascendenti maschili e femminili con le loro armi 2 genitori, 4 avi (nonni), 8 bisavoli (bisnonni), 16 trisavoli, 32 quadrisavoli… 2) Può essere anche uno scudo inquartato con vari quarti di alleanza. Sinonimo di Targone.

Pentalfa

indica una figura pentagonale costituita da un filetto intrecciato a forma di stella a cinque punte. Deriva dall’unione dei termini greci “penta” (‘cinque’) e “alpha” (prime lettera dell’alfabeto greco e pressoché identica alla nostra A, rassomigliante alla figura). Può essere ribaltata se una punta è volta verticalmente verso il basso (come una A ribaltata) posizione che è collegata ai culti inferi (e satanici).

Paternostro

Rosario con i grani di argento e di rosso con la croce pendente ottagona, è attributo speciale dei Balì (Balivi) e del Gran Maestro dell’Ordine di Malta.

Perale

scudo ovale appuntato in basso, tipico del periodo tardogotico e rinascimentale.

Patriarca

titolo onorifico dei principali vescovi della Cristianità. La gerarchia prevedeva i patriarchi di Roma, Costantinopoli, Gerusalemme, Antiochia e Alessandria d’Egitto. Nella Chiesa Cattolica Romana è titolo di alcuni insigni arcivescovi metropoliti Aquileja, Venezia, Lisbona… Nella Chiesa Ortodossa d’Oriente indica i primati della chiese nazionali (Grecia, di Tutte le Russie, Serbia, Bulgaria…). Vedi Aquileja (Patriarcato).

Pergola

pezza araldica di primo ordine, figura caratteristica in forma di forcella a “Y” ottenuta dall’incontro di un palo ritirato e uno scaglione rovesciato (o, meglio, dall’unione in cuore di tre cotisse, moventi dagli angoli del capo e dalla punta dello scudo). Se la parte forcata è verso il basso si dice pergola rovesciata. Dal latino “pergulam” (ballatoio) perché ricorda i sostegni di legno delle balconate.

Patriarcale (croce)

croce emblematica della dignità di Patriarca nella Chiesa Latina, è detta anche croce di Lorena, è una croce latina avente una seconda traversa più piccola superiore.

Pergola (a, in)

per le figure disposta in foggia di pergola.

Pavese (o Palvese)

1) nome dello scudo nel XIII secolo. Letteralmente significa “di Pavia” e pare derivi dall’uso di scudi particolari da parte delle milizie del Comune di Pavia. 2) decorazione onorifica delle navi da parata, detto anche “Gran Pavese”.

Perticato

il volatile (specialmente rapace) posato su un bastone o sulla traversa del posatoio.

Pavonazzo

vedi Porpora.

Parlante (e Cantante o Agalmonica, arma)

arme che, attraverso gli smalti o alle figure, allude al nome della famiglia o della città che le porta. Oppure vi allude giocando sull’assonanza o sulla similitudine con il nome. Anche se solo alcuni elementi formano un gioco di parole o stabilisce una relazione paraetimologica o semplicemente sonora con il possessore. In sostanza si tratta di emblemi “basati sulla parola” e illustrano come nei rebus il nome del titolare, magari in forma variata (un albero di bosso per Busseto, un albero di leccio sopra un colle per Montalcino, un colle sovrastato da una croce per Montesanto, un pesce per Pescia, et cetera). Tra le più celebri ricordiamo quella della famiglia Colleoni di Bergamo che avevano come simbolo principale delle coppie di testicoli di leone (“collioni” coglioni, testicoli); o degli Orinali che mostravano dei vasi da notte. Vedi Paraetimologia.

Parma

1) scudo tondo di origine (forse) etrusca, che nell’antica Roma era parte dell’equipaggiamento della Fanteria Leggera e della Cavalleria. 2) Arme di Parma armi araldiche dell’omonima città che, secondo la tradizione, prende nome proprio dall’arma di difesa “D’oro alla croce piana d’azzurro”, accompagnato dal motto “Hostis Turbetur quia Parmam Virgo Tuetur” (Tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma) aggiunto dopo la vittoriosa battaglia della Crocetta contro l’Imperatore Federico II del 12 febbraio 1248.

Partito

lo scudo diviso in due campi da una linea mediana verticale (in palo). Spesso indica unione di due stemmi in un unico emblema (per alleanza, concessione, dipendenza, padronanza). Se la linea di partizione non è centrata e i campi ottenuti non sono equivalenti si ha il partito addestrato o partito a destra (con la linea di partizione spostata a destra), oppure il partito sinistrato o partito a sinistra (con la linea di partizione spostata a sinistra).

Partito-Semitroncato

un scudo diviso in due verticalmente e con la parte sinistra ulteriormente divisa in due orizzontalmente. Il contrario è Semitroncato-Partito. Cfr. Semipartito-Troncato, Troncato-Semipartito.

Partizioni (e Ripartizioni)

divisioni del campo dello scudo secondo le regole araldiche, possono essere partizioni semplici o ripartizioni (partizioni composte) Secondo la scuola francese si dicono anche (desueto) “Partizioni Convenevoli”
Semplici: partito, troncato, trinciato, tagliato, addestrato, sinistrato
Ripartizioni: troncato-semipartito, semipartito-troncato, partito-semitroncato, semitroncato-partito, interzato in palo, interzato in fascia, interzato in banda, interzato in sbarra, inquartato, inquartato in croce di S. Andrea (o inquartato in decusse o decussato, controinquartato, interzato in pergola, interzato in pergola rovesciata, interzato in calza, interzato in mantello, cappato, abbracciato, partito di uno e troncato di due, partito di due e troncato di uno, partito di due e troncato di due, partito di due e troncato di tre, partito di due e troncato di quattro, partito di tre, partito di tre e torncato di uno, partito di tre e troncato di due, partito di tre e troncato di tre, partito di quattro e troncato di uno, partito di quattro e troncato di tre.

Partizioni Onorevoli

Pezze Onorevoli che occupano tutto lo scudo palato, fasciato, bandato, sbarrato.

Pascente (e Pascolante)

la pecora e la mucca quando rappresentate con la testa verso il terreno in atto di brucare l’erba.

Paonazzo (e Pavonazzo)

dal latino “pavonaceum” (‘[simile al] colore del pavone’), colore rosso-violaceo. Vedi Porpora.

Passante

1) animale rappresentato nell’atto di camminare, con la zampa anteriore destra alzata. Escluso il leopardo, per il quale è la posizione naturale. Vedi Leopardo. 2) figura che ne sovrasta un’altra nascondendola parzialmente. Cfr. Contropassante, Fermo, Galoppante, Slanciato.

Papavero

figura rara in Araldica, ma utilizzato da alcuni magistrati giudicanti perché presenta le celle della capocchia divise equamente.

Passato in Decusse (e in Croce di S. Andrea)

di tutte quelle figure che sono poste tra loro a “X”.

Para-etimologia

relativa al procedimento tipico degli stemmi parlanti con cui si accostano parole e figure che abbiano una somiglianza formale o fonetica ma non una vera corrispondenza etimologica, apparentemente plausibile ma senza fondamento scientifico. Vedi Parlante (arma).

Pastorale (Bastone o Bacolo Episcopale, o Vincastro)

insegna della dignità episcopale, in metallo nobile. Può essere sormontato da un ricciolo, in segno di obbedienza al Papa, o da una croce (semplice, doppia, tripla). Attualmente nell’Araldica Ecclesiastica è emblema proprio dell’Abate, che lo pone accollato dietro allo scudo e munito di un piccolo velo detto Sudarium. Deriva, come il nome lascia intuire, dal bastone del pastore che ha un’estremità ricurva per pascere gli animali, i vescovi lo usano in quanto “pastori” del gregge di fedeli a loro affidato in quanto successori degli Apostoli. Secondo sant’Ambrogio di Milano “il bastone pastorale deve essere al fondo appuntito per spronare i pigri, nel mezzo diritto per condurre i deboli, in alto ricurvo per radunare gli smarriti”.