Fiordaliso (Giglio, Giglio di Francia e Fleur-de-Lys)

fiore araldico formato di tre foglie (petali) una centrale a punta di lancia e due ricurve ricadenti ai lati riunite in una stanghetta. V. Giglio.

Fiorente

1) sinonimo di fiorito. 2) di una famiglia che abbia discendenti diretti in vita.

Fiorito

1) albero o pianta muniti di fiori di colore contrastante dal fusto. 2) figura avente le estremità in forma di piccolo fiore di giglio.

Figura

ogni corpo che si può inserire nello scudo; tutte le immagini che compaiono in un arme. Posson essere Araldiche, Naturali, Artificiali o Chimeriche.  Vedi Figure Araldiche, Figure Naturali, Figure Artificiali, Figure Chimeriche.

Fiorone

nome tecnico della foglia di Appio che cima le corone di rango.

Figurato

del sole, della luna, delle monete, quando hanno le sembianze di volto umano.

Firenze (arma)

vedi Giglio di Firenze.

Figure Araldiche

– di Primo Ordine (capo, fascia, palo, banda, sbarra, croce piana, croce di S. Andrea, scaglione, bordura, campagna, pergola, gherone, quarto franco, grembo, punta, pila).– di Secondo Ordine (cantone, cinta, colmo, capo-palo, crocetta, piano, amaide) – figure araldiche ordinarie (rombo, losanga, fuso, bisante, torta, bisante-torta, plinto, lambello, stella, crescente) – convenevoli partizioni (fasciato, bandato, palato, sbarrato, scaglionato, grembiato, losangato, fusato, scaccato, cancellato…)

Fissante

quando lo sguardo di un animale è intenzionalmente diretto verso una qualche figura.

Figure Artificiali

cose create dall’ingegno e dalla mano dell’uomo (ferri e finimenti di cavallo, veicoli e loro parti, edifici e loro parti, ponti, armi, strumenti di lavoro e da caccia, speroni, palle, rotelle, anelli, compassi, catene, abiti, oggetti di culto, figure grafiche vepre, raggio di carbonchio)

Fitto (o Pieficcato)

figura (asta, croce) con il braccio inferiore aguzzato o munito di punta, come se dovesse essere piantata nel terreno.

Figure Chimeriche (o Ideali)

immagini fantastiche derivate dai miti e dall’immaginazione, mostri (drago, grifone, chimera, liocorno o unicorno, sirena, tritone, centauro, sfinge, arpia, ircogallo, basilisco, aquila bicipite, tigre araldica, pantera araldica, enfield, opinicus, gigante, yale, antilope araldica, leone e cavallo marini, pantheon…)

Figure Naturali

immagini dei corpi che si trovano in natura (uomini, donne, fanciulli, santi, mori, divinità, parti del corpo umano, animali, minerali, vegetali, astri, meteore, vento, fuoco, fulmini).

FERT

celebre quanto misterioso motto legato alla Casa Reale di Savoia e aggiunto da Amedeo VIII al collare del Supremo Ordine della Santissima Annunziata nel 1410. Se ne danno molte interpretazioni, la più accreditata afferma che sia l’abbreviazione dal latino Fortitudo (forza, fortezza) in analogia al francese Ferté (versione di Forteresse, fortezza) e stia ad indicare nobile orgoglio, eroismo e fortezza d’animo.

Ferza (e Sferza, anche Fersa)

specie di frusta con più strisce di cuoio (talvolta terminanti in un nodo o bulletta) attaccate al manico.

Fiamma

1) si rappresenta di solito con tre lingue di fuoco o, meglio, con una lingua di fuoco ondata terminate in tre punte. 2) Piccola bandiera, lunga e biforcata appuntita, sulle cime degli alberi delle navi. Vedi Orifiamma.

Fiammeggiante

figure che sono munite di fiamme.

Fiancato in Arco

quando i pali del fiancato sono ricurvi in arco verso l’interno dello scudo.

Fiancato Ritondato

quando i pali del fiancato sono ricurvi in arco verso l’esterno dello scudo.

Fata Melusina

vedi Melusina.

Fiancato

lo scudo che abbia due pali diminuiti sui fianchi di smalto diverso dal campo. Vedi Fiancato in Arco e Fiancato Ritondato.

Fede

è una figura caratteristica formata da due mani che si stringono, moventi dai lati opposti dello scudo.

Fiancheggiato

1) figura allungata (torre, lancia, albero, palo…) che ne ha altre sui fianchi. 2) lo scudo partito in decusse che abbia due figure o campi simili ai lati.

Femminili (armi)

Armi appartenenti ad una donna. Storicamente le donne (escluse le sovrane) avevano delle severe limitazioni sull’uso delle armi araldiche, di solito ereditavano le armi del padre e, solo nel caso non avessero altri fratelli diventano “ereditiere araldiche” e trasmettevano l’emblema ai propri figli. Dato che alla donna era proibito l’uso dell’armatura, tecnicamente non poteva quindi imbracciare uno scudo, quindi poneva le armi su uno “scudo” di forma particolare, a “losanga” o “diamante” oppure ovale; non poteva quindi nemmeno usare elmi, caschi, cimieri, gridi di guerra, e solitamente era invalso l’uso di timbrare lo scudo con un fiocco di nastro azzurro se nubile  con un “nodo d’amore” se sposata; lo stato di vedova veniva simboleggiato da una cordelliera slacciata (ad indicare che il “vincolo” matrimoniale era sciolto). In linea di massima dopo il matrimonio una donna poteva usare le armi del marito, ponendole su una losanga, se la famiglia della moglie godeva di qualche prestigioso titolo il marito poteva partire le proprie armi con quelle (del padre) della moglie, se la moglie era erede araldico (quindi ultima della sua progenie) il marito adottava le armi della famiglia della moglie in uno scudetto “sul tutto” al centro delle proprie a dimostrare che “portava le armi a favore di i suoi figli, cioè  i nipoti del padre di sua moglie”. I figli, invece, avrebbero portato entrambe le armi, inquartate. Queste prescrizioni e procedure però non sono state rispettate sempre e dovunque, soprattutto in area germanica si sono verificate numerose eccezioni e deroghe. Vedi Carello o Losanga.

Fiandra (arma)

antica “D’oro al leone nero, armato e lampassato di rosso”. Cfr. Belgio.

Fenice

animale mitico simile all’aquila, ma munita di pennacchio detto Egretta, che si diceva proveniente dall’Arabia Felice (Yemen) e che avesse la proprietà di rinascere dalle proprie ceneri. Quando sentiva prossima le fine costruiva un nido di fronde odorose e si lasciava incendiare dal sole, da questa combustione si formava un uovo dal quale nasceva un’altra fenice che aveva per primo dovere quello di portare le ceneri della genitrice presso il tempio del sole di Heliopolis in Egitto. Si rappresenta sempre di profilo e con il rogo di fiamme (dette immortalità, se dello stesso colore queste ultime non si blasonano).

Fieschi (arma)

dinastia originaria di Lavagna (Genova), “bandato d’azzurro e d’argento”.

Fermo

attributo dell’animale che è fermo sulle quattro zampe abbassate. Meno usato Arrestato. Per il leone si usa anche Posato.

Ferro di Cavallo

la sua posizione normale è con le punte verso il basso, altrimenti è riversato. Se ha i chiodi di smalto differente si blasona inchiodato di…

Ferro di Dardo

punta conica con due alette che possono anche essere indentate, la punta invece può essere rintuzzata se è spuntata.

Ferro di Lancia

punta, estremità superiore della lancia, con base e manicotto con la punta in alto, se la punta è rivolta verso il basso è riversata. Se è spuntata si dice rintuzzata.

Ferro di Mulino (o Ferro di Macina, e Chiave di Mulino)

Figura caratteristica costituita essenzialmente da due pezzi simili a crescenti addossati e munita di un foro (tondo, quadrato o a losanga) che ricorda il gancio che serviva a fermare le macine nei loro alloggiamenti. Vedi Macina.

Ferro

1) assieme all’Acciajo è uno dei metalli che alcuni araldisti annoverano tra gli smalti araldici. Si rappresenta in grafica con delle linee incrociate diagonalmente. 2) Nome generico delle armi e della parte metallica degli attrezzi agricoli.

Fascia-Banda, Fascia-Sbarra

figura occupante la parte inferiore dello scudo, ottenuta dall’incontro di una fascia e di una banda o sbarra.

Fascia-Palo

è praticamente un Capo-Palo abbassato.

Face

torcia.

Fasciato

lo scudo quando è coperto da 6 fasce (e non si blasona il numero) di colori alternati, se le fasce sono 4 o 8 si deve indicare il numero delle fasce. Si blasona indicando per primo il colore della fascia più in alto. Se il numero di fasce è superiore a 8 si chiama burellato. Vedi Burella.

Falcata

è la croce che ha quattro mezze lune all’estremità dei bracci.

Fascio Consolare (o Littorio)

è un’insegna di origine etrusca costituito da un mazzo di verghe e da una scure, tenute insieme per mezzo di corregge è il simbolo del potere coercitivo della legge, quindi dell’autorità dello Stato. Era portato da Littori, ufficiali di scorta al servizio degli alti magistrati Romani che, con il loro ufficio comminavano pene corporali e capitali. Mussolini lo rese obbligatorio negli stemmi civici nel “capo del Littorio” ma, alla sua caduta, la norma che lo imponeva fu cancellata e la figura abrasa dagli stemmi (alcuni Comuni però si limitarono ad eliminare il fascio, mantenendo il serto vegetale).